MOUNTAIN BIKE ALPI CARNICHE Anello di malga Glazzat da Pontebba


Premessa:

Questo percorso riserva molte sorprese, che risulteranno sicuramente gradite agli amanti degli scorci alpini indimenticabili: nonostante la relativa brevità dello sviluppo chilometrico, le tracce proposte sembrano possedere il potere di trasferire subitaneamente l'escursionista da uno scenario all'altro, non consentendogli mai di annoiarsi. Del resto è difficile pensare che un appassionato della montagna possa restare indifferente di fronte alla bellezza di questi luoghi, che sono permeati da una quiete difficilmente riscontrarabile altrove, nonostante la loro stretta vicinanza con il Canal del Ferro. Quest'ultimo, intaccato sensibilmente dalla presenza della vecchia strada statale e soprattutto dal viadotto autostradale, fortunatamente viene lasciato alle spalle quasi subito; le infrastrutture in esso realizzate, al di là della loro indubbia utilità, risultano infatti poco gradevoli nell'ottica di un'escursione, costituendo evidente elemento di disturbo. L'itinerario non presenta difficoltà tecniche di rilievo, ma richiede un impegno non indifferente sotto il punto di vista fisico/atletico.

 

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:


Pontebba – Plans – sentiero 429 – Casera Fortin – Case Pramolina – Studena Alta – Frattis – Aupa – Sella di Cereschiatis – Casera Glazzat bassa – Casera Glazzat alta – sentiero 434 – Casera Laduset – Casera Lius – Casa Focan – Sella di Cereschiatis – Aupa – Frattis – Studena Alta - Pontebba

 

 

Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Pontebba, 545 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 39,2 km
  • Quota massima raggiunta:sentiero 434 per Casera Lius , 1380 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1530 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 3 h 15 min
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 18
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile

 


Descrizione dell'itinerario:

 

Dalla S.S. 13 per Tarvisio, entrati in Pontebba alla prima deviazione utile, si procede fino a guadagnare il vicino bivio con Via Roma, ove è possibile lasciare la vettura. Pedalando a ritroso per poche decine di metri si raggiunge il piccolo sottopasso della linea ferroviaria (Km 0,4 – segnavia CAI), attraversato il quale ha inizio la ripida ascesa per Plans, che avviene su stretta rotabile asfaltata. Senza raggiungere il termine della stradina, ai cui lati vi sono le ultime abitazioni, si svolta a destra all'altezza di un bivio presso cui è posizionato un palo recante il segnavia CAI (Km 1,3), venendosi così a muovere su sterrato. La carrareccia, attraversati i prati limitrofi alle ultime case (lungo i quali si evidenzia una bella veduta su Pontebba), penetra tra la vegetazione, rimontando decisamente il versante meridionale del monte Fortin.

 

[veduta su Pontebba dai pressi di Plans]

 

L'elevata pendenza viene in parte lenita dal buon stato del fondo e dalla protezione che le piante offrono dai raggi solari. Alcune suggestive schiarite consentono di apprezzare le radure circostanti e le abitazioni rurali ad esse associate, tra cui casera Fortin, ma è soprattutto il bosco a costituire l'elemento dominante di questa parte iniziale dell'escursione.

 

[stavolo lungo la salita al monte Fortin]

 

Presso il tornante localizzato a circa 907 m di quota sono ubicati due manufatti, i quali precedono un significativo mutamento di scenario, che si palesa al termine della breve salita rimanente; l'atteso scollinamento avviene in prossimità delle Case Pramolina, ma poco prima la vista rivela in modo sorprendente e grandioso la lunga dorsale montuosa settentrionale, costituita dai monti Malvueric, Creta di Pricot e Monte Cavallo di Pontebba, ai cui piedi si trova la val Pontebbana.

 

[l'imponente massiccio della creta di Pricot dalla sella del monte Fortin]

 

Portare lo sguardo verso Ovest consente invece di dominare la rotabile per la sella di Cereschiatis, alle cui spalle emergono le aspre Crete dal Cronz e la cupola erbosa del monte Glazzat, cioè la mèta del presente itinerario. La trattorabile che scende lungo il versante occidentale della montagna richiede un pò d'attenzione; fortemente incassata tra angusti e ripidi versanti privi di protezione, digrada rapidamente in virtù dell'elevata pendenza media, che viene solo in parte lenita da alcuni stretti tornanti. Il fondo non è dei migliori, ma una suggestiva visione sulla cascata del Rio Blanc compensa parzialmente questo disagio. Raggiunta così la rotabile che da Pontebba sale verso la sella di Cereschiatis (Km 5,5) si svolta a sinistra, proseguendo in moderata ascesa verso Studena Alta. Dopo pochi metri la strada piega a sinistra, rivelando la bellezza di questa valle aperta e tranquilla.

 

[Studena Alta]

 

Particolarmente spettacolare si rivela uno scorcio sui pinnacoli dolomitici delle crete di Gleris all'altezza di Frattis, presso l'imbocco dell'omonima valle utilizzata in inverno per lo sci da fondo.

 

[le crete di Gleris dai pressi di Frattis]

 

Dopo aver superato l'abitato di Aupa, si perviene in corrispondenza della sella di Cereschiatis (Km 10,3), presso cui si trova l'evidente indicazione per il complesso agrituristico di malga Glazzat alta. In seguito ad una salita di pochi metri la traccia (che si rivelerà in parte asfaltata) prende a scendere in ambiente aperto, affacciandosi sul dirupato canalone del Rio Glazzat. Un'ampia radura quasi pianeggiante, con splendido colpo d'occhio sul margine del bosco di conifere che ne delimita l'estensione, prelude l'arrivo presso un crocevia di sentieri (Km 12,2), poco al di sopra del quale, sull'opposto versante, è ubicata malga Glazzat bassa.

 

[i pascoli che precedono malga Glazzat bassa]

 

Si svolta a sinistra, immettendosi così nell'abetaia ammirata poc'anzi; ci si sta apprestando ad affrontare il tratto più impegnativo, in cui severe pendenze, in alternanza con qualche momento di respiro, caratterizzeranno quasi tutta la parte di pista forestale situata entro la fustaia. La conclusione di una tremenda erta successiva ad un tornante immette ancora una volta in ambiente aperto;

 

[particolare sulla dura ascesa per malga Glazzat alta]

 

proseguendo a salire tra più agevoli pendii pascolivi, con altra eccezionale veduta sulle crete di Gleris, si superano gli ultimi metri di dislivello, guadagnando così un crocevia di diversi sentieri (segnalazioni), tra cui vi è pure la traccia che interesserà il proseguo dell'itinerario, dopo il ritorno da malga Glazzat alta. Lasciata alle spalle un'ultima fascia boscata, sul cui margine destro è presente una torretta di osservazione, si raggiunge la cupola erbosa del monte Glazzat, dominata dall'imponente parete rocciosa meridionale della Creta di Pricot.

 

[gli ultimi metri per malga Glazzat alta]

 

Dopo aver aggirato un modesto pendio erboso si perviene nei pressi di malga Glazzat alta (Km 14,9), da cui è possibile ammirare un buon panorama su alpi carniche orientali, val Pontebbana, Valcanale e alpi giulie (tra cui spicca la caratteristica sagoma dello Jof di Montasio).

 

[bovini al pascolo presso malga Glazzat alta]

 

Lasciato il complesso agrituristico si percorre a ritroso il tratto che separa dal crocevia precedente. Da quest'ultimo (Km 15,4), si impegna la carrareccia sulla destra (contrassegnata dal segnale di divieto di transito), la quale inizia a perdere moderatamente quota; la breve discesa iniziale e la presenza, più avanti, di qualche modesta contropendenza, non impediscono di raggiungere la quota massima dell'escursione, anche se di ciò non ci si accorge, considerato che per buona parte il tracciato si sviluppa entro il bosco.

 

[la mulattiera per le casere Laduset e Lius]

 

Esso, dopo aver attraversato le pendici del Cuel Des Jerbis ed il successivo tratto in quota, riporta decisamente verso Sud all'altezza di Casera Lius; si prosegue nella discesa, avendo cura di lasciare sulla sinistra la pista per Cuel De Li Salaris (Km 24,3) che viene preceduta da una leggera risalita. All'altezza di un piccolo nucleo abitato si reperisce una quanto mai gradita fontana, ma l'attenzione viene catturata pure da una splendida apertura sul gruppo del Sernio/Grauzaria, di cui emerge in primo piano la famosa sfinge.

 

[Sernio e Grauzaria dalle pendici del Palon di Lius]

 

La discesa termina con la confluenza sulla rotabile della val Aupa (Km 26,7): richiede cautela l'arrivo in questo punto, a causa di una canaletta di scolo in parte priva del grigliato di protezione. Per riconquistare la sella di Cereschiatis si deve risalire per quasi 4 Km, durante i quali non è sempre possibile beneficiare dell'ombra offerta dal bosco. In seguito al superamento del primo tornante si ripropone la veduta sulla Creta Grauzaria, ma ben presto la strada torna ad assecondare lo stretto fondovalle solcato dal torrente Aupa. Le fatiche possono dirsi concluse alla sella di Cereschiatis (Km 31,0), dalla quale inizia il veloce ritorno a Pontebba. Percorsa quindi interamente la rotabile, fino all'incrocio con la strada per il passo Pramollo, si avanza diritti per pochissimi metri. Dopo aver attraversato il sottopasso, svoltando a destra, si riguadagna in breve la posizione di partenza (Km 39,2).

Riferimento temporale dell'escursione: luglio 2008

 


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