TREKKING PREALPI GIULIE M.te Cuarnan da Gemona del Friuli


Premessa:

 

La fascia prealpina friulana può essere vista come una lunga serie di balconi panoramici, da cui le vedute non di rado includono molte delle variabili paesaggistiche caratterizzanti la regione; è come se le montagne si adoperassero a demarcare il confine tra mondi diversi, consentendo al tempo stesso che ne vengano carpite le sfaccettature. Dall'alto tutto appare sotto una luce diversa, tale da conferire fascino a scorci che altrimenti non verrebbero notati. L'altitudine media di questi rilievi può apparire modesta se riferita al mero aspetto numerico, ma è più che sufficiente per regalare emozioni a chi decide di ascenderne i versanti meridionali, soprattutto nelle terse giornate d'inverno. Il Cuarnan non fa eccezione: è uno dei luoghi in grado di soddisfare le premesse sopra esposte, unendo però a queste ultime aspetti che superano il semplice approccio escursionistico, come testimoniato (tra l'altro) dalla tabella posizionata nel portico della chiesetta del Redentore, cioè il manufatto che occupa la sommità del monte.

 

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Gemona – sentiero 716 – bivio con sentiero per monte Glemina – sentiero 715 – Ors di Cuarnan – bivio con sentiero 717 – ricovero monte Cuarnan – monte Cuarnan.Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso dell'andata

 

 

Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Gemona, bivio per Montenars (via IV Novembre), 256 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: circa 12,0 km
  • Quota massima raggiunta: monte Cuarnan, 1372 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1135 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 4 h 30 min
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 20
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile
  • Stagione consigliata: primavera/autunno/inverno
  • Bellezza (da 1 a 5): 4
  • Panoramicità (da 1 a 5): 4,5

 


Descrizione dell'itinerario:

 

Da Gemona seguire le indicazioni per Artegna: dopo aver attraversato la galleria paramassi immettersi a sinistra lungo la strada per Montenars e proseguire per poche decine di metri, sino all'altezza di un evidente spiazzo situato sul lato destro, entro il quale può essere lasciata la vettura. Si scende in direzione della galleria, fino a localizzare l'imbocco del sentiero 716 (segnavia) situato nelle immediate vicinanze del bivio.

 

[Gemona dal tratto iniziale del sentiero per il monte Cuarnan]

 

La traccia prende a salire in modo deciso entro un fitto bosco composto in prevalenza da pino nero e carpino nero; alcuni tornanti interrompono i lunghi tratti rettilinei che caratterizzano questa parte iniziale, la cui pendenza viene superata con l'ausilio di modesti e ben distanziati scalini. Dopo circa 30 minuti di impegnativa salita si raggiunge il bivio con il sentiero per il monte Glemina, che va lasciato sulla sinistra; una schiarita tra la vegetazione consente di gettare una prima occhiata verso la pianura ed i vicini monti Cuar e San Simeone, mentre il sentiero si addolcisce ed inizia a percorrere la sommità di un piccolo dosso erboso, sulla sinistra del quale si staglia la ripida parete erbosa delle Pale Furmiarie.

 

[uno sguardo indietro lungo il sentiero CAI 716]

 

Il cammino prosegue piacevolmente concedendo delle belle vedute panoramiche sulla pianura, man mano che l'ottimo sentiero 716 (ben marcato e non più ripido) punta in modo deciso verso est. Lungo il traverso della pendice meridionale del monte la traccia presenta anche una fonte, presso cui è possibile effettuare il rifornimento d'acqua. Lasciata alle spalle una piccola Madonnina si raggiunge quasi subito un nuovo crocevia di sentieri, localizzato presso un'ampia spianata.

 

[l'incrocio tra i sentieri 715 e 716 e la conca di Lis Presis]

 

Il sentiero 715 proveniente da Montenars incontra in questo punto la traccia sinora percorsa. La chiesetta del Redentore appare chiaramente, in sommità alla lunga cresta che si staglia dinnanzi; per raggiungerla ci sono due possibilità: il presente itinerario prende in considerazione la via più diretta, cioè il segnavia 715 per Ors di Cuarnan. Questo sentiero, dopo aver attraversato senza eccessiva acclività una macchia arbustiva, prende a risalire le ripide pale erbose con alcuni stretti tornantini; guadagnata faticosamente la cresta occidentale del monte si incontra, per ben due volte nel volgere di pochi minuti, il poco marcato segnavia 717.

 

[sulla cresta ovest del Cuarnan]

 

E' trascorsa poco più di un'ora e mezza dalla partenza. Lasciata alle spalle la seconda di queste due intersezioni il sentiero registra una nuova impennata (più breve della precedente), quindi conduce nei pressi del ricovero monte Cuarnan, di proprietà del CAI di Gemona.

 

[il ricovero monte Cuarnan]

 

Con pochi passi si superano gli ultimi metri di dislivello, raggiungendo così il margine della cresta stessa;

 

[verso la mèta]

 

da questa posizione, mentre ci si avvicina camminando in falsopiano alla chiesetta del Redentore, si apre una vista mozzafiato sulla vicinissima parete sud del monte Chiampon, a cui segue in direzione ovest la lunga cresta attraversata dall'alta via CAI Gemona; a nord/ovest si stagliano invece le vicine Prealpi Carniche.

 

[Chiampon e Deneal dai pressi della vetta]


[panorama su Prealpi ed Alpi Carniche dai pressi della cima]


Raggiunta la vetta del monte Cuarnan, dopo circa 120 minuti dalla partenza, è d'obbligo soffermarsi a leggere la targa posta sotto al piccolo portico della chiesetta del Redentore, che descrive la travagliata storia dell'edificio, la cui realizzazione è stata fortemente voluta dagli abitanti di Montenars e Gemona.


[la sommità del Cuarnan con la chiesetta del Redentore]


Alle spalle della chiesetta è localizzato il punto di arrivo del sentiero 716/714, che, dal bivio posto a quota 934 m con il sentiero 715, conquista la vetta attraversando dapprima l'ampio impluvio Lis Presis, per poi risalire l'affilata ed esposta dorsale nord/est del Cuarnan.


[l'affilata cresta orientale del Cuarnan]


L'affaccio a levante offre una buona visuale sulla valle del torrente Vedronza e su diversi rilievi delle Prealpi Giulie quali il Gran Monte ed il Matajur, alle cui spalle si nota la caratteristica sagoma del Krn.


[la dorsale che cinge a nord la valle del rio Vedronza]


Per il ritorno, stagione e condizioni del terreno permettendo, si può optare per l'utilizzo della variante; diversamente, ovvero in presenza di neve ghiacciata, è preferibile ripercorrere la traccia dell'andata.


Riferimento temporale dell'escursione: gennaio 2008


LA GALLERIA FOTOGRAFICA:

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