MOUNTAIN BIKE PREALPI GIULIE M.te Joanaz da Torreano


Premessa:

Questo emozionante itinerario ha luogo nella suggestiva cornice delle Valli del Natisone, a cavallo tra pianura e prealpi giulie: si distingue per la grande varietà di situazioni che è in grado di offrire, sia a livello panoramico che per quanto concerne l'impegno richiesto, nonostante lo sviluppo relativamente breve che lo contraddistingue. Considerate le peculiarità delle zone, il grado di esposizione dei percorsi e le altitudini massime raggiunte (mai troppo elevate), si consiglia di scegliere le stagioni intermedie per apprezzare al meglio quest'escursione, ma anche durante l'inverno, neve permettendo, è possibile affrontare il percorso ad anello con soddisfazione. Nonostante l'elevato impegno richiesto per superarne i tratti ascendenti, merita assolutamente pedalare lungo il sentiero naturalistico Antro-Spignon-Pegliano (CAI 752) che dalla Chiesetta di Santo Spirito raggiunge prima il pianoro sommitale del M.te Kraguojnca, e poi la Bocchetta di Calla: tra i prati e margini boschivi di latifoglia che accompagnano questo percorso si alternano ampie vedute panoramiche molto gratificanti.I sentieri T1 e T2 che scendono dal M.te Joanaz risultano tabellati abbastanza bene, ma non sono sempre facilmente ciclabili, a causa dell'elevato tasso tecnico che richiedono in alcuni passaggi o dello stato di abbandono riscontrato in altre parti, lungo le quali non è impossibile imbattersi in una fitta vegetazione avvolgente.


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Torreano – Bosc dal Prarut – Bivio per Puller/Spignon – Sentiero CAI 752 – Bocch. Di Calla – Bocch. Di Masarolis – M.te Joanaz – Madonnina del Dom – Sentiero T1 – Sentiero T2 – Torreano.


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Torreano, Via delle Scuole, 190 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 29,9 km
  • Quota massima raggiunta: M.te Joanaz, 1167 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1185 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 3 h 30 min – 4 h
  • Stagione consigliata: primavera/autunno/inverno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 41
  • Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile

 


Descrizione dell'itinerario:

E' possibile lasciare posteggiata la vettura in Via delle Scuole, di fronte alla chiesa di Torreano; provenendo da Cividale, immediatamente prima di superare la chiesa, svoltare a destra: si noteranno subito gli spazi contrassegnati.

Pedalando in direzione nord lungo la strada asfaltata che dal paese risale la valle si nota, dopo pochissimi metri, una pista sulla destra, la quale va intrapresa. Attraversato il greto del Torrente Chiaro di Torreano si inizia immediatamente a salire su fondo sterrato, all'ombra di un bel boschetto di latifoglie (caratteristica comune ai molti versanti di questi rilievi collinari) che sarà tesimone delle fatiche iniziali.

Questa parte si rivela infatti piuttosto impegnativa, poiché presenta pendenze di tutto rispetto che si è costretti ad affrontare ancora prima di aver completato il riscaldamento iniziale. Ignorata la prima traccia sulla sinistra che scende verso Borgo Laurini, si avanza fino ad ove si trova il secondo bivio (all'altitudine di 449 mt): presso quest'ultimo, nella località Bosc dal Prarut, la pendenza diminuisce sensibilmente. Svoltando a sinistra si prosegue per alcuni minuti, fino al successivo crocevia, al quale si deve tenere la destra prima e la sinistra immediatamente dopo. Si pedala ancora al fresco sotto l'ombra degli alberi, tenendo alla propria destra la pendice digradante del M.te Mladesiena, fino al raggiungimento di un quadrivio, in corrispondenza del quale il fondo stradale ridiviene asfaltato: questo punto si trova appena al di sotto della Chiesetta di Santo Spirito, luogo dal quale ha origine il Sentiero Naturalistico CAI 752, che però è bene impegnare qualche metro più avanti. Si segue infatti l'indicazione per Tàmoris, pedalando in leggera salita fino al bivio successivo, nel quale non manca la segnaletica che fa riferimento al Sentiero CAI succitato.

Variante: se non si desidera compiere la faticosa ascesa lungo il sentiero è possibile, da questo punto, proseguire parallelamente per Masarolis lungo la stradina asfaltata; giunti in paese andrà scelta la direzione per Tàmoris, da cui in breve si perverrà ugualmente presso la Bocchetta di Calla.

Con il sentiero 752 ha inizio la faticosa ascesa verso il pianoro del M.te Kraguojnca, che si compie lungo ampi prati contornati da margini boschivi stupendi, in cui radi ed eleganti alberi spiccano tra l'erba circostante.

Si percorre la linea di sommità della costa, spaziando con la vista verso est sul Matajur o verso nord-ovest sullo Joanaz, futura mèta dell'itinerario. Questo percorso dal fondo in terra battuta risulta per lo più rettilineo, nonchè costituito da diverse tracce ravvicinate, alcune delle quali sono però un pò infossate a causa dell'erosione e quindi non possono ritenersi sempre ideali alla ciclabilità. Tuttavia, con un pò di pazienza e sacrificio, è fattibile trovare il modo di affrontare in sella l'intero percorso, non senza soddisfazione.

La pendenza media che lo caratterizza è piuttosto elevata (soprattutto nella seconda parte), anche se non mancano frangenti in cui è possibile rifiatare. Il panorama visibile dalla quota di 949 mt

non sfigura affatto se paragonato alla visuale offerta dalla sommità dello Joanaz, fattore che da solo giustifica la scelta di questa traccia, meno agevole in rapporto alla stradina asfaltata descritta in corsivo nella variante di cui sopra.Dalla sommità del M.te Kraguojnca si scende su single track

fino alla quota di 866 mt, cioè in corrispondenza della Bocchetta di Calla (questa parte del percorso, con la dovuta cautela, è affrontabile in sella), punto dal quale si risale fino ad incrociare un tornante dal fondo cementato. Tenendo quindi la direzione destra si pedala in leggera salita; poco dopo aver lasciato alle spalle una vecchia carserma abbandonata la strada ridiviene a fondo naturale e raggiunge la Bocchetta di Masarolis. Non rimane che seguire la direzione principale (ignorando la pista che sale a sinistra) per affrontare l'ultima parte dell'ascesa verso la cima dello Joanaz. Nuovamente entro il bosco, si inizia ad aggirare la pendice del monte, muovendo in senso antiorario; superata una breve discesa si incrocia una stradina (la quale proviene dalla direzione asfaltata sottostante che da Montefosca conduce verso il Piano di Fraccadice Rauna): quest'ultima va ignorata a favore della direzione sinistra, che nel frattempo riprende a salire in modo costante e non eccessivamente impegnativo.

E' questione di pochi minuti trovarsi di fronte al bivio successivo; scelta la direzione sinistra non rimane che effettuare gli ultimi metri di pedalata, accompagnati sempre più dalla suggestiva cornice circostante, fino al momento in cui si può finalmente lasciare la mountain bike per godere del panorama dall'altitudine di 1167 mt, la massima toccata dal presente itinerario.

La discesa iniziale avviene lungo i prati alti e non presenta particolari rischi, nonostante sia piuttosto veloce.

E' abbastanza indifferente la linea scelta per effettuare questa parte: si può proseguire lungo il prato (ed immergersi ad intervalli fra gli abeti che cingono la cima) oppure percorrere la pista seguita durante l'andata. In entrambi i casi si giungerà in corrispondenza della strada asfaltata che collega Tàmoris alla Bocchetta di S. Antonio. Presa la direzione sinistra (verso Tàmoris) si procede per circa 200 mt, fino a che la strada curva. Da questo punto – Loc. Madonna del Dom – ha inizio il sentiero T1. I primi metri del single track, non ripidi, si snodano tra gli abeti, su ottimo fondo costituito da soffici aghi e qualche radice,

ma ben presto la traccia si modifica, rivelandosi piuttosto insidiosa e decisamente tecnica, a causa di vari fattori quali maggiore pendenza, elevata esposizione e fondo pietroso: si consiglia l'effettuazione in sella di questa parte solo ai ciclisti davvero esperti, poiché l'eventualità che si verifichino incidenti non è trascurabile.

Appena lasciato alle spalle questo passaggio il sentiero si allarga, divenendo una comoda pista forestale; si scende ancora, ignorando le due successive svolte a destra (la prima per Pedrosa, la seconda per il M:te Noas) fino ad incorociare nuovamente il single track, a quota 750 mt circa. In questo punto si trova un segnale riportante l'indicazione “Sentiero T1 Joanaz – Ronchia di Torreano”.

Presa questa direzione si avanza pedalando in falsopiano sul soffice fondo costituito dalle foglie secche degli imponenti esemplari di faggio e castagno che caratterizzano questo versante,

fino a che la traccia inizia decisamente a salire, rendendo necessario smontare dal mezzo per affrontare il breve ed impegnativo tratto che segue. Si aggira così la pendice est del M.te Noas, superata la quale il sentiero riprende a scendere: anche in questo punto vi è un passaggio molto tecnico, che è bene valutare con estrema attenzione, sebbene sia breve. Immediatamente dopo il sentiero T1 concede, nel tratto conclusivo che interessa la presente escursione, una piacevole discesa fino al bivio successivo, in cui andrà abbandonato in favore del T2.

Dopo aver molto faticato diventa un piacere posare le ruote su questa prima parte del nuovo sentiero: l'andamento serpentiforme, per lo più scorrevole e guidato, rende ora la discesa assai godibile e meno rischiosa che in precedenza. Nel proseguo la traccia diviene però più tecnica e pericolosa, a causa di alcune parti invase dalla vegetazione e di altre che presentano un fondo estremamente pietroso, ma oramai l'arrivo a Torreano è questione di pochi minuti: le case che delimitano questo lato dell'abitato sono già ampiamente visibili. Raggiunta la pista sterrata che dal paese sale verso Borgo Cragnolino si svolta a sinistra e quindi immediatamente a destra: si attraversa un prato nei pressi di un'abitazione e si impegna il piccolo sentierino rintracciabile sulla sinistra, il quale ha inizio sul delimitare del prato stesso. Non rimane che percorrere gli ultimi metri e raggiungere la Via della Chiesa, fino all'incrocio con la direzione che proviene da Cividale; attraversata la strada si arriva a destinazione.

 

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