MOUNTAIN BIKE ALPI CARNICHE Anello dei Lander da Piano d'Arta

 


Premessa:

Impossibile non notare nelle caratteristiche di questo itinerario il forte contrasto tra fondovalle e settore interessato all'ascesa; il massiccio del monte Tersadia, senz'altro affascinante in virtù dell'elevato valore paesaggistico, risulta infatti segnato in modo evidente dal progressivo abbandono degli alpeggi verificatosi negli ultimi decenni; di casera monte Cucco non restano che pochi ruderi ed i pascoli ad essa circostanti risultano oramai invasi dalla vegetazione. Eppure, a pochi passi da questa realtà si trova uno dei percorsi naturalistici forse tra i più conosciuti e frequentati in Carnia: il sentiero dei Lander. Proprio su questa traccia avviene il divertente rientro a Piano d'Arta; una discesa mozzafiato ideale per gli amanti dei single tracks.


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Piano d'Arta – Borgo Chiusini – San Niccolò – Casera Alzeri – CAI 162 – Noiariis – Priola – Ognissanti – Sutrio – Cercivento di Sotto – Rivo – Casera Mondovana – Casera Monte Cucco – CAI 408 – Bivacco Lander – CAI 408 – Màina Madonute – San Niccolò – Borgo Chiusini – Piano d'Arta.


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Piano d'Arta, 520 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 22,7 km
  • Quota massima raggiunta: casera Monte Cucco, 1445 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1020 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 2 h e 15 minuti, al netto delle soste
  • Stagione consigliata: primavera/estate/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 9
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile

 

 


Descrizione dell'itinerario:

A Piano d'Arta si lascia la vettura nel posteggio in via G. Peresson, facilmente rintracciabile dalla strada principale che attraversa il paese. Percorrendo quest'ultima in direzione nord/ovest si giunge nei pressi dell'abbandonata casera Alzeri, di fronte alla quale si impegna il sentiero che stacca sul lato opposto della carreggiata (Km 2,6). Questo single track (scorrevole nel tratto iniziale, più tecnico con l'ingresso nel bosco) termina intersecando la S.S. 52 bis (Km 3,2), a pochi metri dell'incrocio con la rotabile per Noiariis e Priola, su cui ci si immette (Km 3,3 – indicazione).

[in discesa sul sentiero 162]

Attraversati i paesi succitati e superata la chiesa di Ognissanti, si trascura a sinistra la deviazione per il monte Zoncolan, proseguendo così in discesa verso Sutrio, senza deviare dal viale principale; presso l'incrocio tra Viale Europa Unita e Viale Liberazione, si imbocca sul lato opposto Via 6 Novembre (Km 6,1), raggiungendo in breve la strada per il monte Zoncolan (Km 6,6); impegnata la sterrata di fronte, ci si raccorda nel collegamento per Cercivento di Sotto, all'altezza del ponte sul torrente Gladegna (Km 7,2). Entrati in paese (Km 7,4), si svolta subito a destra, seguendo le indicazioni per il campo sportivo (Km 7,7). Passato il nuovo ponte (in fase di completamento al momento dell'escursione) si interseca nuovamente la S.S. 52 bis, proprio di fronte all'imbocco della rotabile per Rivo (Km 8,6). Da questo momento può dirsi iniziata l'ascesa vera e propria:  dopo aver attraversato il piccolo centro del paese, si piega a sinistra su ripida e stretta stradina (Km 9,2), la quale esordisce subito con pendenze ragguardevoli. Superato un ponticello appare, in tutta la sua brutalità, una tremenda rampa cementata, che non concederà alcuna tregua per oltre 2 Km.

[sul durissimo tratto iniziale della salita da Rivo]

Fortunatamente lo sforzo viene mitigato dall'ombra del bosco, ma per rifiatare è necessario attendere il momento in cui al cemento si sostituisce in modo definitivo lo sterrato; da questo punto in avanti la salita diviene comodamente pedalabile. Le sporadiche aperture panoramiche fanno sì che l'attenzione si rivolga soprattutto al contesto naturalistico circostante, costituito da un suggestivo bosco misto di faggio ed abete, nel quale spiccano talvolta essenze arboree di notevoli dimensioni.

[schiarita a monte di Casera Mondovana]

Il decremento della pendenza, seguito da un breve tratto in falsopiano, precede di poco l'incrocio con il sentiero 408 proveniente da Englaro di Sopra (Km 15,4); rintracciato quest'ultimo, lo si imbocca a destra in salita, portando la la bici a mano su traccia molto ripida, sconsigliabile con terreno bagnato. Con faticosa salita si guadagna il pascolo di casera Monte Cucco (Km 15,6), oramai invaso dalla vegetazione ed in stato di totale abbandono.

[i ruderi di Casera Monte Cucco]

Il sentiero 408, dopo essere passato dinnanzi ai ruderi della casera, riprende sul lato opposto, addentrandosi in discesa nel fitto della pecceta. La traccia si rivela più ripida nella parte iniziale, ma presto diviene scorrevole e veloce, su ottimo substrato vegetale.

[in discesa sul sentiero 408]

Nell'ombra della fitta vegetazione arborea si perviene così al bivio con il sentiero per il bivacco Lander (Km 17,0), che si consiglia di intraprendere abbandonando momentaneamente la discesa: questa breve digressione consente di raggiungere il panoramico orlo dell'anfiteatro compreso tra il monte di Rivo e d il monte Cucco, modellato dai caratteristici fenomeni di erosione.

[sul sentiero per il bivacco Lander]

[i vistosi fenomeni di erosione dei Lander]

Rientrati al bivio precedente (Km 17,5), si prosegue a scendere sul sentiero naturalistico del Lander (attenzione agli eventuali escursionisti a piedi), fino ad un nuovo bivio a quota 800 circa (Km 19,7 – crocefisso sulla sinistra); a questo punto si abbandona il sentiero scalinato identificato dal segnavia CAI in favore della traccia priva di segnavia a destra; usciti sulla rotabile a monte del paese (Km 20,3), si piega a destra in discesa, confluendo infine nella strada percorsa all'andata (Km 21,4); svoltando a sinistra si rientra in breve al parcheggio (Km 22,7).

Riferimento temporale dell'escursione: maggio 2010


LA GALLERIA FOTOGRAFICA:

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