BICI DA CORSA ALPI CARNICHE Passo del Cason di Lanza da Tolmezzo


Premessa:

Questo anello, pur essendo impegnativo sotto il punto di vista fisico/atletico, si addentra come pochi nel cuore delle montagne carniche, rivelandone le più affascinanti e nascoste sfaccettature; in considerazione del progressivo ed inesorabile spopolamento, conseguenza della crisi che da decenni ha colpito il settore alpino in generale, non di rado si percepisce una sensazione di netto isolamento, dominato dalla maestosità di un ambiente che appare sorprendentemente integro. E' un giro adatto a veri appassionati della montagna, senza compromessi. Si consideri inoltre che la salita da Paularo al passo di Lanza può senz'altro essere inclusa tra le più difficili in regione.

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Tolmezzo – Caneva – Casanova – Terzo – Formeaso – Zuglio – Rosa dei Venti – Lambrugno –  Salino – Pian di Laris – Paularo – Misincinis – Pian di Zermula – Stua di Ramaz – Casera Ramaz – Casera Meledis bassa – Casera Valbertad bassa - Passo del Cason di Lanza – Val Pontebbana – Studena Bassa – Pontebba - Studena Alta – Frattis – Aupa – Sella di Cereschiàtis – Val Aupa – Bevorchians – Grauzaria – Chiaranda – Moggio Udinese – Amaro – Strada di Sasso Tagliato –  Tolmezzo.

 

Caratteristiche salienti del tracciato:

  • Località di partenza: Tolmezzo, 323 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 97,0 Km
  • Quota massima raggiunta: Passo del Cason di Lanza, 1552 mt s.l.m.
  • Dislivello: 2130 mt
  • Pendenza massima rilevata: 15,0 %
  • Tempo di percorrenza indicativo: 4 h e 40 min
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:100.000 – Regione FVG
  • Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile

 


Descrizione dell'itinerario:

Entrati a Tolmezzo dalla rotatoria posta all'intersezione tra le S.S. 52 e 52 bis si svolta a sinistra, quindi si prosegue per poche decine di metri, cioè fino a raggiungere l'area di sosta (trattasi di un piazzale sterrato) antistante le attività commerciali sul lato opposto: è possibile lasciare la vettura in questa posizione. Si inizia a pedalare verso la piccola rotatoria di viabilità interna, all'altezza della quale va intrapresa la prima deviazione a destra; al termine del breve rettilineo si svolta a sinistra (Km 0,5), seguendo le indicazioni per il confine italo –  austriaco, quindi si raggiunge un semaforo (Km 0,8). Si procede ancora a sinistra, in direzione di Caneva; concluso l'attraversamento del ponte sul torrente But si scende sul lato destro (Km 1,2), deviando sulla strada per Zuglio che corre parallelamente alla S.S. 52 bis. Segue un bel tratto in leggera ascesa, poco trafficato ed ideale per effettuare il riscaldamento preliminare. Al termine dell'abitato di Zuglio si effettua un nuovo attraversamento del But quindi, immessi nella S.S. 52 bis (Km 8,3), si muove in direzione di Tolmezzo fino ad incontrare la prima deviazione per Paularo (Km 8,7), presso la quale si abbandona la strada statale. In moderata ascesa si inizia il lungo traverso sulla pendice meridionale del monte Tersadia, assecondandone rientranze e sporgenze tra numerosi scorci suggestivi sul massiccio del Sernio, senza contare la spettacolare cascata verticale tra Lambrugno e Salino.

[il canale d'Incarojo dalla strada alta per Paularo]

 

[cascata nei pressi di Lambrugno]

Intercettata la strada sul fondovalle (Km 19,7) la si prende a sinistra, raggiungendo in breve la conca di Paularo, con la vicina deviazione per il Passo di Lanza, che si impegna (Km 22,1 – indicazioni). La salita seguente (i cui numeri sono 15,4 Km per 1070 m, con pendenza media superiore al 7 %), può essere così esemplificata: la prima parte avviene su stretta rotabile, in più punti priva di protezioni ed esposta sulla vertiginosa forra del torrente Chiarsò;

[la conca di Paularo dominata dal monte Tersadia]

l'ambiente attraversato, marcatamente alpino, appare un po' solitario, in virtù della sua integrità e della scarsissima presenza di traffico. Da Paularo a Pian di Zermula si superano 7 ripidi Km, soprattutto per quanto concerne il primo e, oltre lo scollinamento, nel tratto compreso tra il secondo ed il quinto. Superato Pian di Zermula si scende con pendenza costante fino al ponte sul rio Lanza, da cui inizia la seconda parte di ascesa, ovvero la più difficile. Passati sulla destra orografica, si risalgono quattro tornanti, entrando nel comprensorio pascolivo di casera Ramaz;

[tratto di dura salita presso casera Ramaz]

solo oltre il manufatto è possibile rifiatare assecondando un'ansa solcata da acque scroscianti, superata la quale si riprende a salire in modo molto impegnativo; i passaggi più ripidi sono rettilinei e non si nascondono alla vista di chi avanza. Con l'approssimarsi al passo la pendenza si stempera gradualmente, depositando infine nei pressi di casera Cason di Lanza, adibita ad attività agrituristica (Km 37,5).

[il passo del Cason di Lanza con la piramide dello Zuc della Guardia]

Il paesaggio circostante, dominato dal severo versante settentrionale dello Zermula, e dal pinnacolo dello Zuc della Guardia, appare maestoso.

[lo Zermula dal passo del Cason di Lanza]

Si scende sull'opposto versante in direzione di Pontebba, ponendo attenzione alle condizioni del manto stradale, il quale risente spesso di dissesti superficiali (conviene informarsi sulla percorribilità). A fondovalle si confluisce a sinistra sulla strada proveniente dal passo Pramollo (Km 52,5); poco oltre, senza entrare in paese, si piega a destra seguendo le indicazioni per Studena Alta (Km 52,8). Questa seconda ascesa misura poco meno di 7,5 Km, lungo i quali vengono superati oltre 500 m di dislivello. Il primo tratto, il più impegnativo, aggira il versante nord del monte Fortin, beneficiando parzialmente del riparo offerto dalla vegetazione arborea. A quota 728 m, poco prima di raggiungere Studena Alta, la carreggiata piega in senso antiorario, rivelando la bellezza di questa ampia valle.

[i monti Malvuerich e Cavallo di Pontebba dai pressi di Studena Alta]

La parte compresa tra Studena Alta e Frattis consente di defaticare un po', appagati dalla vista sui pinnacoli dolomitici delle crete di Gleris, apprezzabile al meglio nella zona tra Frattis e Aupa. Lasciati alle spalle gli abitati la strada rientra nel bosco; con le ultime serpentine si perviene in corrispondenza della sella di Cereschiatis (1066 m – Km 60,1), presso cui è posizionata un'indicazione per il complesso agrituristico di malga Glazzat alta. La lunga ma veloce discesa per Moggio Udinese avviene su buon fondo; alla poco panoramica parte iniziale si avvicendano in seguito colpi d'occhio spettacolari sul gruppo del Sernio/Grauzaria, con primo piano sull'omonima sfinge.

[creta Grauzaria e monte Sernio dalla val Aupa]

La parte conclusiva della discesa registra un decremento nella pendenza, il quale comporta l'uso dei pedali: in agilità si copre la distanza per Moggio Udinese (Km 75,7), superato il quale si impegna la S.S. 13 Pontebbana verso Amaro (Km 78,0); superato il paese, ci si immette a destra sulla Strada Provinciale del Sasso Tagliato (Km 89,2), che permette di rientrare a Tolmezzo evitando la trafficata S.S. Guadagnato l'incrocio con la rotabile per Illegio (Km 94,8) si svolta a sinistra, puntando verso la strada per Verzegnis. Raggiunta quest'ultima si piega a destra ed in breve si è alla vettura (Km 97,0).

Riferimento temporale dell'escursione: luglio 2009



LA GALLERIA FOTOGRAFICA:

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