MOUNTAIN BIKE ALPI GIULIE Anello di Pusti Gost da Zamlin

 

 


Premessa:

Questo itinerario è riservato ai bikers esperti, ben allenati fisicamente ed avvezzi a destreggiarsi tra le tipiche difficoltà che la montagna può opporre; nonostante l'esiguo sviluppo è infatti decisamente selettivo: al notevole dispendio di energie richiesto dalla salita pedalata vanno aggiunti il breve ma faticoso tratto a spinta (su terreno non sempre agevole), necessario per raggiungere l'attacco della discesa e, infine, l'impegnativo sentiero per Stolvizza il quale, pur essendo ciclabile in buona parte, richiede continua concentrazione e prontezza nelle risposte (aspetti che potrebbero venire meno in conseguenza alla fatica accumulata durante l'ascesa), oltre che suggerire l'utilizzo di mezzi adeguati (meglio se dotati di buona escursione) ed in perfetta efficienza. La bellezza del percorso è però indiscutibile, soprattutto nella parte terminale della salita, da cui si ammira interamente la val Resia, cinta a oriente dal ciclopico massiccio del Canin e nella discesa, con le sue improvvise aperture su pascoli punteggiati da numerosi resti di stavoli in pietra. Può apparire superfluo, ma per intraprendere un'escursione di questo genere si suggerisce l'utilizzo di protezioni e scarponcini adatti (del tipo da trekking).


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Zamlin – Prato di Resia – CAI 638 – Stavoli Perachiaze – Stavoli Sagata – CAI 631 – CAI 632 – Colle Curnic – Pusti Gost – bivio per Sella Buia – CAI 643 – Lom – Lommig – Tùurse – Case Ladina – Stolvizza - Zamlin


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Case Zamlin, 443 m s.l.m.

  • Lunghezza percorso: 23,8 km

  • Quota massima raggiunta: pendici del Picco Peloso, 1497 m s.l.m.

  • Dislivello: 1165 m

  • Tempo di percorrenza indicativo: 2 ore e 30 minuti, al netto delle soste

  • Stagione consigliata: primavera/estate/autunno

  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 27

  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato

  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile

 


Descrizione dell'itinerario:

Dopo aver risalito buona parte della Val Resia si svolta in direzione di Zamlin, ove è possibile parcheggiare nell'area adiacente ad un piccolo esercizio pubblico. Una volta in sella si percorre a ritroso la strada asfaltata, raggiungendo presto il ponte sul torrente Resia, con relativo bivio per Prato di Resia (Km 2,1); con pochi tornanti si è in paese ove, tralasciando la deviazione per San Giorgio (Km 3,1), si muove in direzione del centro. Poco oltre il piazzale si impegna la carrareccia contraddistinta dal segnavia CAI 638 (Km 3,4 – indicazioni per sella Sagata). La salita si rivela subito impegnativa, a causa della pendenza media elevata e, soprattutto, del terreno friabile che offre scarsa aderenza.

[in salita verso gli stavoli Sagata]


Dalle numerose curve a gomito si apprezza di tanto in tanto qualche veduta sulla valle, ma a quota 825 m un cambio di versante immette nello stretto intaglio tra i monti Posar e Lipicen, ove un comodo falsopiano conduce all'incrocio con la mulattiera per gli stavoli Ruschis (Km 6,6), da non intraprendersi. A monte del crocevia, passati gli stavoli Perachiaze, inizia una breve discesa, mediante la quale si giunge all'intersezione nei pressi degli stavoli Sagata (Km 7,3 – cappella).

[la cappella degli Alpini presso gli stavoli Sagata]


Seguendo le indicazioni per Pusti Gost (segnavia 631), si piega a destra immettendosi nella depressione solcata dal rio Brussine. Segue qualche saliscendi nel fitto del bosco, ma appena guadato il corso d'acqua la carrareccia riprende a salire con decisione, alternando tratti sterrati a dure rampe cementate, in un ambiente che talvolta offre notevoli vedute panoramiche sui rilievi circostanti.

[rampa cementata lungo la salita a Pusti Gost]


Restando sulla traccia principale (seguire le pitture bianco/rosse del CAI) si guadagna quota 1200 m e poi, lungo il traverso sotto al Colle Curnic, una breve discesa permette di rifiatare, annunciando la modesta risalita per l'oramai prossimo altopiano di Pusti Gost. Giunti al margine della radura, nelle vicinanze di uno stavolo, si abbandona la carrareccia sinora percorsa in favore del sentiero che entra a sinistra nella faggeta (Km 13,8 – segnavia 632). La prima parte della traccia, su terreno prevalentemente erboso, risulta quasi sempre pedalabile, permettendo di traversare in sella fino a quota 1375 m circa;

[sul tratto iniziale del sentiero 632]


all'aggiramento del Calzano segue una rientranza, che ben presto deposita sotto una parete verticale gocciolante, da cui non resta che accompagnare la bici con fatica fino al bivio con il sentiero 643 (1497 m – Km 15,7), preceduto da una provvidenziale sorgente.

[verso il bivio con il sentiero 643 per Stolvizza]


La discesa per Stolvizza avviene sul succitato sentiero 643 ed inizia lasciando a sinistra un grosso faggio con icona Mariana. Nella prima parte il single track presenta diversi tornanti su fondo erboso, ma la pendenza non è mai troppo accentuata; si scende comunque con discreta rapidità, attraverso settori boscosi alternati a suggestive quanto improvvise aperture, nelle quali spiccano diversi ruderi in pietra.

[stavolo in pietra lungo il sentiero 643]


A quota 1000 m il sentiero, per aggirare il cocuzzolo del Tanarado, passa sul versante orientale, opponendo le prime vere difficoltà: questo traverso richiede prudenza, vista la conformazione del terreno; meglio scendere dalla bici se non si è sicuri delle proprie capacità!

[poco prima del traverso sotto al Tanarado]


Poco avanti la traccia esce per l'ultima volta dal bosco nei pressi di Tùurse (stavolo e cappella votiva), quindi vi rientra, presentando ancora qualche passaggio delicato prima di cedere definitivamente al cemento (Km 20,4).

[la testata della val Resia dal sentiero 643, presso Tùurse]


[in discesa sul tratto finale del sentiero 643]


Pervenuti all'incrocio (Km 20,7 – Baita Alpina sulla sinistra), si svolta a destra per due volte nel volgere di pochi metri, entrando così a Stolvizza. Attraversato il paese si giunge in Piazza dell'Arrotino (Km 21,4), dalla quale si prosegue a sinistra sulla rotabile; una rapida discesa riporta così al bivio per Zamlin (Km 23,6), dal quale si rientra al parcheggio (Km 23,8).

Riferimento temporale dell'escursione: settembre 2010

 

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