MOUNTAIN BIKE PREALPI GIULIE Anello del monte Guarda da Stolvizza

 

 


Premessa:

Si sente spesso parlare di all mountain nelle sue molteplici sfaccettature, interpretate nei modi più svariati, ma non sempre si è in grado di dare un significato a questa definizione, che può voler dire tutto o niente. Comunque, se per all mountain intendiamo un certo modo di andare in bici, fatto di salite rigorosamente pedalate (che possono includere, a seconda dei casi, tratti a spinta più o meno lunghi e dispendiosi), il cui principale fine è la ricerca di una bella discesa da conquistarsi senza ausilio di impianti di risalita, possiamo tranquillamente includere il presente anello nella categoria. Quel che conta in questo tipo di escursione è immergersi nella natura, pedalare liberi da ogni velleità agonistica e puntare soprattutto al divertimento. Raggiungere determinati luoghi può essere molto faticoso, ma non meno appagante, se si pensa alla meritata discesa conquistata con le proprie gambe! Questo anello è riservato a bikers esperti e ben allenati: oppone una salita impegnativa sin dalle prime battute la quale, con l'arrivo a Casera Còot, è destinata ad inasprirsi ulteriormente, obbligando per lunghi tratti a portare la bici a mano. Anche la traversata sulla dorsale dal monte Guarda a Casera Chila, per quanto spettacolare, non è priva di saliscendi o brevi passaggi da superare a piedi. In compenso la discesa da casera Chila, che avviene quasi interamente su single track, non è difficile, in quanto prevalentemente scorrevole e mai ripida.


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Stolvizza – Cyrna Pënć – Coritis – Casera Còot – Sentiero CAI 741 – Bivio con sentiero 731 – Monte Guarda – Monte Plagna – Monte Banera – Monte Urazza – Pärdulinä – Casera Chila (ruderi) – Sentiero CAI 732 – Glivaz di Sopra – Glivaz di Sotto – Cyrna Pënć - Stolvizza


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Stolvizza, 585 m s.l.m.

  • Lunghezza percorso: 24,7 km

  • Quota massima raggiunta: cresta tra i monti Guarda e Plagna, 1694 m s.l.m.

  • Dislivello: 1460 m

  • Tempo di percorrenza indicativo: 2 ore e 50 minuti, al netto delle soste

  • Stagione consigliata: primavera/estate/autunno

  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 27

  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato

  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile

 


Descrizione dell'itinerario:

Raggiunta Stolvizza, si può posteggiare nell'ampio slargo di Piazza dell'Arrotino. Dopo aver attraversato il centro e lasciato sulla sinistra la deviazione per Ladina, si seguono le indicazioni per Coritis (Km 0,5). La stretta rotabile asfaltata, dopo una modesta risalita, scende rapidamente fino al ponte sul torrente Resia, ma passato quest'ultimo riprende a salire in modo deciso.

[il torrente Resia]


Una serie di serpentine conduce in località Cyrna Pënć (Km 2,9 – cappella votiva sulla destra), ove confluisce la stradicciola sterrata da cui si rientrerà in seguito. Al momento però si prosegue su asfalto, aggirando una sporgenza oltre la quale la strada ricomincia a scendere, conducendo al secondo attraversamento del torrente. Il successivo breve strappo precede l'arrivo a Coritis (Km 5,6), ove la vista si apre momentaneamente sul monte Sart.

[il monte Sart da Coritis]


Rientrati nel bosco, ci si appresta ad affrontare la parte più impegnativa dell'ascesa (se si esclude il tratto a piedi da Casera Còot): si tratta di un lungo traverso parallelo al corso del torrente Resia (notevoli le vedute su quest'ultimo), ripido e faticoso, ma anche piacevole grazie all'ombra offerta dal bosco. Al Km 8,6, presso un tornante sinistrorso, appare una preziosa fontana (ultima possibilità di rifornire la borraccia). La salita continua in modo molto impegnativo, concedendo una nuova apertura in direzione della val Resia, prima di depositare presso lo slargo contraddistinto dal segnale di divieto di transito (Km 9,4), oltre il quale si prosegue sul fastidioso e sconnesso acciottolato già incontrato nelle curve immediatamente precedenti. Usciti sui prati che circondano Casera Còot, si sale su cemento puntando la testata della valle;

[ultimi metri per Casera Còot]


giunti sotto la costruzione (Km 10,0) si trascura la deviazione a sinistra su sentiero, restando sulla traccia principale la quale, dopo pochi metri, cede il passo alla mulattiera contraddistinta dal segnavia CAI 741 (Km 10,1). Conviene effettuare una breve sosta, perché il proseguo si rivelerà ancora più impegnativo; alcuni tratti della mulattiera (che presto si riduce a sentiero) risultano pedalabili, ma con l'avanzare appare evidente che conviene portare la bici a mano: in questo modo la salita, distribuita su diversi tornantini, risulta più agevole di quanto non si immagini e si risparmiano energie preziose.

[lungo la salita al monte Guarda]


Al bivio con il sentiero 731 (Km 11,2) si rimane a sinistra, mentre la vista va allargandosi sempre più sulla valle e gli imponenti contrafforti del Canin. Poco sotto la cresta va lasciato a sinistra il sentiero per forcella Predolina ed il bivacco Costantini. Le serpentine finali registrano un sensibile incremento della pendenza, ma una volta giunti sul displuvio (Km 12,0) si può finalmente rifiatare, ammirando nel frattempo la lunga ed ondulata dorsale che punta ad occidente e sulla quale ci si appresta a posare le ruote.

[Casera Còot e la Val Resia dalla dorsale]



[la lunga dorsale che separa le valli di Uccea e di Resia]


La percorrenza di questo tratto in cresta, molto panoramico e spettacolare, pur essendo in prevalenza discendente comporta il superamento di alcune brevi risalite; qualche passaggio costringe a smontare dalla bici, ma la traversata nel suo complesso risulta veramente gradevole.

[sul single track in cresta]



[sul lungo traverso in quota]

Al Km 13,6 si lascia a sinistra la deviazione per Uccea (segnavia 733).

 

[la valle di Uccea dal sentiero 731]

Dal monte Urazza il sentiero, divenuto nel frattempo più scorrevole, entra nel bosco, permettendo di raggiungere celermente forcella Pärdulinä, ove si ignora la deviazione a destra per Slatina Superiore (Km 16,5 – segnavia 738). Segue un tratto in falsopiano, mediante il quale si giunge al bivio con il sentiero per Cerna Penc (Km 17,1 – segnavia 732), posto nelle vicinanze dei ruderi di casera Chila. Qui si abbandona il proseguo per il monte Nische, piegando a destra sul single track che, dopo l'esordio in falsopiano, prende a digradare piacevolmente lungo il fianco orientale del monte Chila; a quota l266 m, nei pressi della ristrutturata Cappella del Chila, si lascia a sinistra il sentiero 732a per la cresta, proseguendo a scendere (Km 17,7).

[il sentiero 732 per Glivaz di Sopra]


Una serie di comode serpentine, alternata a qualche traverso più veloce, conduce alla panoramica apertura di Glivaz di Sopra, dove il sentiero sfocia nella pista forestale proveniente da Cerna Penc, su cui ci si immette svoltando a destra (Km 18,8);

[Glivaz di Sopra]


dopo aver superato le case si riprende a scendere e con qualche tornante si perviene a Glivaz di Sotto. La discesa sulla forestale si protrae fino a quota 883 m quando, poco oltre uno stavolo, appare sulla destra il proseguo del sentiero 732 per Cerna Penc (Km 20,2 – segnavia CAI). Con questo sentiero (comodamente ciclabile, ma non molto pulito) si taglia una parte della forestale sinora percorsa, rientrando comunque su quest'ultima al Km 21,0. Discendendo le ultime curve a gomito si esce sulla rotabile in località Cerna Penc (Km 21,8), da cui non rimane che percorrere a ritroso quanto già fatto all'andata.

Riferimento temporale dell'escursione: settembre 2010

 

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