MOUNTAIN BIKE ALPI CARNICHE Sella Tuglia da Forni Avoltri


Premessa:


Questo breve anello non deve trarre in inganno, poiché richiede un certo impegno, soprattutto lungo la ripida salita che precede di poco l'arrivo a destinazione. La soddisfazione sarà però assicurata, non solo grazie alla splendida vista sulla dorsale nord delle dolomiti pesarine che si ammirerà dalla sella, ma anche in virtù della possibilità di gustare gli eccellenti prodotti caseari e formaggi ottenuti a casera Tuglia: quest'ultima, incastonata tra i verdissimi pascoli delimitati dalle guglie aguzze circostanti, in una cornice che sembra essere senza tempo e memore di antiche tradizioni oramai in via di estinzione, è mèta obbligata in questo suggestivo e sorprendente itinerario.


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:


Forni Avoltri – Stavoli Tops – Staipe Runchs – Pe di Cleva – Casera Tuglia – Sella Tuglia – Casera Col Mezzodì – Forni Avoltri


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Avoltri, 900 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 17,9 km
  • Quota massima raggiunta: sella di Tuglia, 1618 mt s.l.m.
  • Dislivello: 800 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 1 h 45 min
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 1
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile



Descrizione dell'itinerario:

Da Forni Avoltri lasciare la S.S. 355 in direzione della piccola frazione di Avoltri, prima di raggiungere la quale è possibile posteggiare le autovetture nel piazzale che segue immediatamente il ponte sul rio Acqualena.


Si inizia quindi a pedalare lungo la strada per Avoltri, ma poco prima di arrivarci si svolta sulla sinistra, attraversando un altro ponte sul rio; da questo punto ha inizio una pista forestale preclusa al traffico veicolare, la quale sale in modo impegnativo per alcune decine di metri, fino a culminare davanti ad un cancello, che delimita i prati degli stavoli Tops. Sulla destra  risulta ben visibile un sentierino che si immerge nella fitta vegetazione, non ciclabile nei suoi primissimi metri: dopo aver superato questa ripida parte iniziale spingendo le bici a piedi, ci si ritrova a pedalare lungo un piacevole single track ascendente,


che sfocia presto in una comoda pista forestale. Lungo il tratto del percorso che segue si costeggia in falsopiano il corso d'acqua, mentre la vista va facendosi decisamente più ampia, regalando qualche scorcio suggestivo nonostante la vicinanza con il fondovalle.


In poco tempo si raggiunge nuovamente la S.S. 355; si svolta quindi a sinistra in direzione di Sappada e si sale non senza fatica, vista l'elevata pendenza di questo tratto della carreggiata (15%), fino ad un tornante destrorso nel quale si scorgono le tabelle del CAI, poste in prossimità di un percorso sterrato discendente che da qui ha origine. Seguendo le indicazioni per il sentiero 230 si abbandona la S.S. e si scende per pochissimi metri; a questo punto inizia la durissima salita per la sella di Tuglia: si tratta di una pista forestale recentemente risistemata, costituita da numerosi tornanti stretti sovente cementati, che alternano parti a fondo naturale. L'ascesa, comunque non molto lunga, si svolge quasi interamente all'interno di un vecchio bosco di conifere, il quale concede un pò di sollievo dalla luce solare e dal caldo. In 2,4 Km si superano 365 mt di dislivello, prima di incontrare un punto che concede del respiro, anche se solo per un breve attimo, prima che la pista riprenda a salire; dopo aver affrontato altre tre dure rampe intervallate da brevi tratti discendenti, la traccia digrada dolcemente fino al Km 8,0, situato a quota 1538 mt. E' in questo punto che il bosco si apre e rivela la bellezza dei pascoli sottostanti a sella Tuglia,


nonchè la caratteristica vetta a pinnacolo dell'omonimo monte, che da questa posizione appare allungata.


Lasciata l'ombra degli alberi ci si tuffa letteralmente in un piccolo paradiso, che accompagnerà gli ultimi metri di salita, fino alla casera. Dopo aver compiuto quest'ultima fatica vale la pena soffermarsi ad osservare lo scenario circostante: la peculiare disposizione delle cime che sovrastano la sella (monti Geu, Cimon, Creta della Fuina e Pleros) conferisce un'aspetto variegato a tutto l'ambiente cirsostante, che nel complesso risulta davvero suggestivo ed unico nel suo genere.



La discesa avviene lungo il sentiero CAI 229,


recentemente modificato da importanti lavori di consolidamento dei fianchi, sistemazione del fondo ed allargamento della pista; dopo aver da poco lasciato la sella la prospettiva si rivolge al Canale di Gorto, sopra al quale spiccano i rilievi sovrastanti Forni Avoltri (monte Vas e Cima Ombladet), la catena di Volaia e la vetta del Coglians; attraversando ora un bosco, più rado rispetto a quello incontrato lungo l''ascesa, si perde rapidamente quota: in breve viene superata la casera Col di Mezzodì (1164 mt), ottimamente ristrutturata. La discesa prosegue fino ad un evidente bivio, posto oramai a fondovalle: si attraversa il ponte sul torrente Degano quindi, in leggera salita, si pedala a fianco di un piccolo campo sportivo. Dopo pochi metri si guadagna la S.S. 355: attraversato Forni Avoltri si svolta a sinistra, nuovamente in direzione di Avoltri, e si raggiunge immediatamente il piazzale da cui ha avuto inizio l'escursione.



Riferimento temporale dell'escursione: luglio 2006


 

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