BICI DA CORSA PREALPI CARNICHE Cuel di Forchia da Avasinis e M.te di Ragogna da S. Pietro


Premessa:

Questo anello è decisamente impegnativo nonostante il modesto sviluppo chilometrico che lo contraddistingue, fattore quest'ultimo che non deve trarre in inganno. La tremenda salita che da Avasinis raggiunge Cuel di Forchia va affrontata solo da atleti ben preparati, in quanto può annoverarsi tra le più ostiche se raffrontata con le altre presenti in regione. Più dolce è l'ascesa del M.te di Ragogna, scalato dal versante di San Pietro. Lungo la discesa dal M.te Prat verso Forgaria si gode di una splendida vista sul greto del Tagliamento, cosa che si ripete anche da un tornante del prospicente M.te Ragogna.

 

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

 

San Daniele – Cimano – Cornino – Avasinis – Cuel di Forchia – San Rocco – Forgaria – Pinzano – San Pietro – M.te di Ragogna – Muris – San Daniele.



Caratteristiche salienti del tracciato:

  • Località di partenza: San Daniele del Friuli, 192 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 63,7 km
  • Quota massima raggiunta: Dosso che precede Cuel di Forchia, 912 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1260 mt
  • Pendenza massima rilevata: 20,0 %
  • Tempo di percorrenza indicativo: 3 h – 3h 15 min
  • Stagione consigliata: primavera/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 20 (parziale) oppure Tabacco 1:100.000 – regione FVG
  • Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile
  • Riferimento temporale dell'escursione: aprile 2007



Descrizione dell'itinerario:

 

Dirigendo verso Majano da San Daniele lungo la S.S. 463, si raggiunge il bivio per Cimano, presso il quale si può posteggiare l'automobile (sulla destra è visibile un ampio piazzale). Inizialmente si percorre questa magnifica stradina campestre in direzione di Cimano: essa risulta abbastanza stretta, ma poco trafficata e caratterizzata da ottimo fondo; consta di una serie di lievi salite alternate ad altrettanto brevi discese, ma nel complesso fa perdere quota, poiché ha termine qualche metro prima del ponte sul Tagliamento, situato all'altitudine di mt 160.

 

All'incrocio si svolta a sinistra e si attraversa così il ponte succitato, superato il quale la carreggiata scende ancora leggermente, sino al punto in cui si attraverano i binari, dopo il quale si giunge di fronte ad un trivio. Si svolta a destra in direzione Somp Cornino e si pedala lungo una parte in falsopiano dal fondo un po' rovinato; al bivio successivo si prosegue diritti, verso il laghetto di Cornino, divenuto più celebre negli ultimi anni grazie al Progetto Grifone. Si entra così nella strada di Bottecchia, che segue il greto del fiume Tagliamento con andamento prevalente in falsopiano. Lasciato alle spalle il piccolo centro abitato di Peonis la sede stradale si allarga decisamente e, in corrispondenza del bivio con la direzione per Loc. Chianet, inizia a scendere. Segue un lungo e largo rettilineo (che risulta sovente ventoso), fino al crocevia successivo; presa la destra si pedala ancora in falsopiano ed in breve si giunge in vista dell'abitato di Avasinis.

 

Prima di entrare in paese si svolta a sinistra di quasi 180°, dando così inizio alla durissima salita per Cuel di Forchia: fare attenzione a questo bivio, perchè non è ben visibile, né indicato da opportuna segnaletica ad uso di chi proviene da questa direzione. I successivi 8,4 Km, dall'andamento discontinuo che impedisce di trovare un ritmo costante, mettono a dura prova le capacità dell'atleta, soprattutto nei tratti iniziale e finale, lungo i quali le pendenze risultano davvero ostiche: si parte da 190 mt per raggiungere la quota massima di 912 mt, che precede di poco l'arrivo a Cuel di Forchia (884 mt). Fortunatamente, la salita gode del favore dell'ombra lungo quasi tutto il suo sviluppo; la sede stradale è piuttosto stretta ma il traffico veicolare è praticamente inesistente. Le prime centinaia di metri, al 14 %, sono costituite da una rampa diritta a cui seguono un tornante ed una serie di strette curve, quindi la sede torna ad essere rettilinea, denotando una lieve diminuzione di pendenza, ma poco prima di un crocefisso si inasprisce nuovamente, fino a toccare il 18%. Non sono stati superati neanche 2 Km, ma la fatica si fa sentire intensamente. Da questo punto si può pedalare con minore difficoltà, ma a tratti più riposanti si alternano comunque rampe difficili (15 %); poco prima del sesto Km si arriva nei pressi di una zona aperta, in cui sono presenti alcune costruzioni; pedalando attraverso questi prati è possibile rifiatare, prima di effettuare l'ingresso nell'ombrosa faggeta che caratterizza l'ultima parte dell'ascesa. Un'altra serie di strappi alternati a frangenti meno ostici impedisce di mantenere il ritmo, complice anche il fondo divenuto nel frattempo sdrucciolevole, quindi la strada spiana attorno al settimo Km, prima di impennare bruscamente ancora una volta. I successivi 250 metri si attestano attorno al 20 % di pendenza, lungo i quali si deve fare i conti anche con il fondo viscido, o comunque poco pulito. Segue una parte in falsopiano, lungo la quale si tocca l'altitudine più elevata, quindi si scende a Cuel di Forchia (884 mt – Km 27,4).

 

Si scende lungo il versante opposto, verso la località Monte Prat: lungo questo tratto molto prossimo a Cuel di Forchia la stretta stradina presenta spesso il fondo un pò sporco ma dai pressi dell'incrocio con la rotabile che sale da S. Francesco si fa decisamente più pulita. Va tenuta in conto una breve risalita (non impegnativa), la quale inizia poco al di sotto di Cuel di Forchia, ma l'arrivo a Forgaria avviene davvero rapidamente. Attraversato il bel pianoro del M.te Prat (girandosi di può apprezzare la cresta rocciosa del M.te Cuar) si scende lungo una bellissima strada, molto larga ed appena risistemata nella sua parte più elevata, quindi avente fondo ottimo. Poco sopra il paese di San Rocco la carreggiata si restringe. A Forgaria (Km 41,3) c'è la possibilità di effettuare il rifornimento d'acqua, poi si scende lungo la strada situata più a d ovest, che nella parte bassa corre parallelamente al Torrente Arzino, fino a raggiungere il ponte.

 

Attraversato quest'ultimo si svolta a sinistra verso Pinzano e si affronta una serie di brevi salite e ridiscese per un totale di 80 mt di dislivello. Prima di entrare in paese, superata un'ultima breve ascesa ombreggiata, si svolta sulla sinistra in direzione di Ragogna e si prosegue in discesa: spettacolare è l'attraversamento del ponte sul Tagliamento (Km 49,9), dopo il quale la strada riprende a salire blandamente. Altri 50 mt di dislivello non difficili vengono superati per raggiungere il piccolo paese di San Pietro (Km 51,3), da cui inizia l'ascesa verso il M.te di Ragogna.

 

Attraversando il centro abitato si nota una segnaletica a sfondo marrone che fa riferimento ad una stretta stradina posta sulla sinistra, la quale va impegnata; l'arrivo alla quota massima avviene dopo 3,8 Km e 262 mt di dislivello, che si dipananno lungo un percorso ombroso dalla pendenza costante; giunti in alto segue un tratto in falsopiano, fino ad un bivio presso il quale vi è un pubblico esercizio (km 56,0). Si scende ora verso destra, lungo una tortuosa e ripida strada, fino a raggiungere il paese di Muris. All'incrocio si svolta a sinistra: presto ci si immerge nella suggestiva campagna che ha accompagnato il tratto iniziale dell'itinerario. Al Km 60,7 ci si ricongiunge con la strada per Cimano: non resta che svoltare a destra e percorrere gli ultimi 3 Km, fino al bivio con la S.S. 463.

 

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