MOUNTAIN BIKE ALPI CARNICHE Rifugio Marinelli da Timau


Premessa:

Questo articolo può definirsi una variante rispetto a quello, altresì pubblicato nel presente sito, che tratta l'ascesa al rifugio Marinelli da Rigolato; questa volta però la conquista della Forcella Morareet non avviene attraverso un percorso ad anello, anche se l'escursione è comunque da considerarsi molto impegnativa. Le emozioni in compenso non mancheranno: l'iniziale risalita verso il Passo di Monte Croce Carnico viene presto seguita dall'ingresso nel Parco Naturale del Monte Coglians, caratterizzato lungo questi versanti da una stupenda vallata racchiusa tra due dorsali molto diverse (la verdissima ed aggraziata  cresta attraversata dalla "panoramica delle vette" a sud e l'imponente schiera di crete rocciose che delimitano il confine di stato a nord). Man mano che si procede nella non facile pedalata, si avvicendano declivi popolati da numerose marmotte, casere caratteristiche ed ancora funzionanti, scorci di natura selvaggia ed incontaminata e, non ultima, la vista sul sovrastante obiettivo dell'itinerario, il quale accompagna la parte conclusiva dell'ascesa; esso appare come a portata di mano ma in realtà non lo è affatto, anche se il “richiamo” che indirizza all'attenzione dell'escursionista, diviene di metro in metro sempre più suggestivo ed irresistibile.

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:


Timau – SS 52 bis – Albergo Casetta in Canadà – Sentiero CAI 148 – Casera Val di Collina – Casera Plotta – Rif. Marinelli.

Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso dell'andata.

 


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Timau, 816 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 28,5 km
  • Quota massima raggiunta: Forcella Morareet, 2122 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1270 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 2 h 30 min – 3h
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 9
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile

 


Descrizione dell'itinerario:

 

L'arrivo a Timau a bordo della vettura avviene da Tolmezzo, seguendo le indicazioni per Arta Terme e per il confine di Stato (S.S. 52 bis). Immediatamente prima di entrare in paese si nota, sulla sinistra, un ampio spazio adibito a parcheggio: è da questo punto che ha inizio la presente escursione. La prima parte della pedalata non è molto impegnativa: si risale la strada sfaltata che dirige verso il passo di Monte Croce Carnico, fiancheggiata dal greto del Torrente But. Dopo aver lasciato alle spalle l'albergo Casetta in Canadà, si superano tre dei tornanti appartenenti alla salita conclusiva che culmina al passo, fino ad incontrare, sulla sinistra, una pista dal fondo naturale, il cui inizio è posto a quota 1107 mt (km 6,2). Segue una breve pedalata in leggera ascesa lungo un sentiero un pò dimesso ed in stato di parziale abbandono, fino al momento in cui il medesimo confluisce in una traccia decisamente più invitante. Presa la direzione destra si avanza in salita entro una fitta abetaia. La pista forestale presenta quindi una serie di tornanti a cui segue una breve discesa, la quale culmina con il guado del rio Monumenz. Dopo aver superato il piccolo corso d'acqua, il bosco comincia a diradarsi, rivelando i deliziosi margini che decorano le ripide pareti rocciose circostanti. Il fondo della pista, prima decisamente di buona fattura, inizia a farsi molto più accidentato: la pedalata non risulta così agevole lungo questa parte del percorso. Dopo aver lasciato alle spalle questo lungo rettilineo si impegnano due tornanti e poi avviene nuovamente l'attraversamento del rio Monumenz.

 

[i margini boschivi precedenti casera Val di Collina]

 

L'arrivo a casera Val di Collina è oramai questione di poco; si pedala immersi in un ambiente da favola: dai prati circostanti fanno capolino numerose marmotte (le quali, come risaputo, sono state reintrodotte in Carnia proprio a partire da questa zona), mentre l'occhio comincia a spaziare sul contesto circostante, che sempre più va mostrandosi. Raggiunta la casera (1445 mt) avviene la svolta: una ripida rampa lastricata con grossi e tondeggianti ciottoloni, visibile poco innanzi, fa intuire che il proseguo non sarà dei più facili.

 

[casera Val di Collina ed il Passo di Monte Croce Carnico]

 

Prima di partire merita rivolgere l'attenzione verso il Passo di Monte Croce Carnico precedentemente lasciato alle spalle, ma anche sul paese da cui è avvenuta la partenza, sovrastato dall'impressionate ed inconfondibile parete verticale del Gamspitz, appartenente alla dorsale occidentale della Creta di Timau. Anche casera Collina Grande, posta sul versante opposto, è perfettamente visibile da questa posizione. Si affronta ora la parte più difficile: il sentiero CAI 148 diviene decisamente ripido, anche se consta di un buon fondo su cui far scorrere le ruote tassellate. All'incrocio successivo si ignora la direzione sinistra per casera Collina Grande, proseguendo in salita. La valle, che va progressivamente stringendosi, diviene sempre più suggestiva: le sinuose e dolci curve che la compongono, tutte tinte di verde, sembrano avviluppare sempre più nel loro abbraccio. Poco prima di raggiungere casera Plotta la traccia presenta due ripidi tornanti.

 

[casera Plotta vista da poco sotto il rifugio Marinelli]

 

L'altitudine è oramai elevata (1760 mt), ma da questo momento in avanti la salita diminuisce in intensità, pur restando impegnativa. Il rifugio Marinelli, incastonato tra la mole del Coglians e la lunga dorsale erbosa da cui emerge la piramide del monte Floriz, sembra quasi “sospeso”, osservandolo da questa prospettiva.

 

[immagine del rifugio Marinelli dal sentiero 148]

 

Appare molto vicino in linea d'aria, ma il suo raggiungimento non sarà così immediato. Resta da compiere l'ultima fatica, lungo la parte più bella del percorso. Come detto poco sopra, la pendenza si fa meno evidente, dando l'opportunità di apprezzare ancora di più il contesto circostante. Si giunge presto nei pressi di un delizioso specchio d'acqua, appena sottostante alla caratteristica e tondeggiante sagoma del rilievo denominato Plotta, pedalando lungo un delizioso altopiano, il quale consente di recuperare un po' le energie in vista dell'ultima ed imminente fatica.

 

[Plotta, la tondeggiante gibbosità sita nei pressi del laghetto omonimo]

 

Appena la traccia curva decisamente verso sinistra, la pendenza torna a farsi sentire, ma oramai restano solo gli ultimi metri da superare. Il percorso diviene sempre più stretto, assumendo in tutto e per tutto la connotazione di un single track ma, pur essendo erto, consente al ciclista di pedalare quasi per intero lungo la sua superficie, sempre che restino ancora le energie per farlo!

 

[Il rifugio Marinelli dall'ultimo tratto del sentiero 148]

 

L'arrivo al rifugio è davvero emozionante; la visuale, sinora coperta dalla lunga costiera che collega forcella Morareet a forcella Plumbs, si apre completamente sul versante opposto, rivelando meraviglie a perdita d'occhio: in primo piano si notano i pascoli della vallata che digrada verso Collina ed il sentiero CAI 143 che l'a'ttraversa, mentre sullo sfondo si stagliano le dolomiti pesarine e numerose altre elevazioni.

 

[Le dolomiti pesarine viste dalla forcella Morareet]

 

A destra, il verdissimo declivio del Pic Chiadin copre parzialmente la vista sulle pareti meridionali del Gruppo del Coglians, ma è sufficiente posizionarsi presso la terrazza panoramica del rifugio e rivolgere lo sguardo verso nord – est per apprezzarne una parte significativa.

 

[la vallata appena attraversata vista dalle pendici erbose del Pic Chiadin]

 

Il ritorno, come specificato nel riepilogo dei punti principali riportato sotto la premessa, avviene lungo lo stesso percorso.

 

[La Creta della Chianevate vista del sentiero 148]

 

Va posta un pò di attenzione al primo tratto di sentiero, poi la traccia diviene larga e non presenta più le insidie dovute all'esposizione ed al fondo maggiormente accidentato del suddetto.

 

[la parte iniziale della discesa, lungo lo stretto e breve sentiero]

 

[immagine della discesa lungo la parte alta]

 

Il ritorno consente di godere ottimamente del panorama sulla vallata da cui si è saliti, fino a quando la pista forestale non si immerge nel bosco, poco al di sotto della casera Val di Collina.

 

[lungo la discesa, poco sopra casera Plotta]

 

[la piramide del monte Terzo, sullo sfondo, accompagna la discesa verso casera Val di Collina]

 

Superato quest'ultimo non rimane che impegnare nuovamente la SS 52 bis in direzione di Timau e percorrere gli ultimi km in discesa fino al paese.

 

Riferimento temporale dell'escursione: agosto 2006

 

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