MOUNTAIN BIKE ALPI CARNICHE Monte Talm da Sostasio

Premessa:

Nel cuore della Carnia, in posizione strategica e dominante, si trova un rilievo costituente l'ultima propaggine di una catena identificata come Dolomiti Pesarine: trattasi del monte Talm, la cui sommità costituisce la mèta della presente escursione. Il giro in questione è piuttosto breve, ma incredibilmente intenso a causa dell'elevata pendenza media che ne caratterizza l'ascesa: la grande fatica richiesta per conquistare la cima sarà però abbondantemente ripagata dallo spettacolo che da questa posizione risulta ammirabile, a patto che si abbia l'accortezza di scegliere una giornata limpida e soleggiata per compiere il tragitto. Dalla sommità è infatti possibile godere di un panorama mozzafiato, che spazia su quasi tutte le montagne principali di questa suggestiva zona del Friuli Venezia Giulia, compreso il maestoso gruppo del monte Coglians il quale, con i suoi 2780 mt di altezza, svetta nettamente su ogni vetta circostante.


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Sostasio – Luc – Rifugio monte Talm – Sella di Talm – Rifugio Cacciatori di Rigolato – monte Talm.

Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso dell'andata.


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Sostasio, loc. Croce, 607 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 17,8 km
  • Quota massima raggiunta: monte Talm, 1728 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1205 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 2 h 30 min – 3 h
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 1
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile



Descrizione dell'itinerario:

Dalla S.S. 52 carnica (provenendo alla guida del veicolo da Tolmezzo in direzione Sappada) poco prima di giungere a Comeglians si svolta a sinistra in direzione della Val Pesarina. Ben presto si raggiunge località Croce, dalla quale risulta subito visibile, sulla destra, un bivio riportante l'indicazione per il paese di Sostasio

e per il rifugio Talm; in questo punto si può lasciare l'auto e preparare i mezzi per iniziare la durissima pedalata, la quale lascerà ben pochi istanti per tirare il fiato. Questo primo tratto asfaltato, già caratterizzato da una pendenza non trascurabile, conduce nel caratteristico paesino di Sostasio, ma subito dopo si immerge nel verde circostante,  lasciando così spazio ad un contesto variegato fatto di orti, incantevoli prati e margini boschivi costituiti da essenze arboree tipicamente alpine, che fanno da suggestivo contorno a questa parte iniziale dell'escursione. A quest'altitudine c'è ancora la possibilità di godere della vista sulla val Pesarina,

prima di entrare nel fitto bosco che caratterizzerà buona parte della restante scalata. Dopo aver superato la frazione di Luc la salita, ancora su fondo asfaltato, comincia a farsi decisamente più difficile; si entra d'un tratto in una fitta ed ombrosa pecceta, che protegge il pedalatore dai raggi solari durante la stagione più calda, ma la fatica inizia prepotentemente a farsi sentire. Dopo poche pedalate su fondo nel frattempo divenuto sterrato, si raggiunge un bivio, al quale si deve aver cura di evitare la direzione sinistra in favore della pista principale che conduce verso il rifugio Talm. Salvo brevi pause, generalmente corrispondenti ai tratti caratterizzati dal fondo naturale, comunque ottimamente pedalabili, da questo momento in avanti si dovranno affrontare lunghe rampe cementate aventi pendenze quasi al limite della ciclabilità. L'abbraccio del bosco ed i suoi colori, apprezzabili soprattutto in autunno, renderanno però ugualmente magico questo tratto di ascesa, mettendo in secondo piano l'elevato impegno richiesto. Poco al di sotto del Rifugio Talm si trova una baita recentemente ristrutturata, situata in un posizione dominante tra verdi e curati prati, dai quali è possibile rivolgere lo sguardo verso la valle sottostante e cogliere l'occasione per rifiatare un pò. Nonostante la breve distanza fino a qui percorsa, si avverte subito la sensazione di aver guadagnato quota considerevolmente. Si prosegue, affrontando sempre tratti di pista impegnativa dal fondo misto, fino a raggiungere il rifugio Talm, posto a quota 1093 mt. Da questo punto ha inizio la parte più difficile dell'intero itinerario: si pedala sul sentiero CAI 226, il quale mantiene larghezza e  caratteristiche della pista precedente, salvo inasprirsi ulteriormente per quanto concerne la pendenza. Una durissima, buia ed interminabile rampa cementata attraversa il fittissimo bosco d'abete rosso, nel quale svettano esemplari dalle ragguardevoli dimensioni. Trascurata una traccia sulla sinistra (a quota 1191 m), si avanza faticando in modo considerevole, fino a raggiungere uno stretto tornante destrorso, in corrispondenza del quale il fondo diviene nuovamente naturale. Si tralascia la piccola stradina che da metà tornante dirige verso ovest (in direzione degli Stavoli Pecolas) e si prosegue lungo il sentiero 226, ora su soffice lettiera d'aghi di abete frammista a radici e radi ciottoli, affrontando ancora pendenze molto impegnative, fino al raggiungimento di un tornante sinistrorso, ove si nota il segnavia per la Campana dell'Amicizia, posto sulla destra. Il bosco basso, con la sua severa pendenza, è finalmente superato: le deliziose macchie di prato ed i margini boschivi d'alta quota che circondano questa parte della montagna sembrano raccogliere il testimone lasciato e accompagnano il ciclista in un'atmosfera quasi irreale, fatta di silenzi e scorci mutevoli, quasi dal richiamo ancestrale. Si tratta di zone normalmente poco frequentate, nelle quali accade sovente di non imbattersi in anima viva. Fino a questo momento sono stati percorsi esattamente 6,0 Km, per un totale di 870 mt di dislivello. Che fatica! Si riprende seguendo la pista principale, che sale ancora per pochi metri, su fondo maggiormente sconnesso, fino a divenire sempre più blanda come pendenza, dando così l'opportunità di recuperare. Per qualche minuto si pedala in leggerissima salita, fino a che si raggiunge un pianoro contraddistinto dalle indicazioni CAI per i piani di Vas e per il rifugio Cacciatori di Rigolato; tale luogo è denominato sella di Talm: da qui la visuale è ancora rivolta verso la sottostante val Pesarina, ma l'itinerario prevede venga raggiunto il rifugio Cacciatori di Rigolato, che si trova a pochissimi metri dalla sella appena conquistata. In corrispondenza della suddetta costruzione (normalmente chiusa ma provvista di  spazio circostante attrezzato) è possibile ammirare, rivolgendo lo sguardo verso nord-est, per la prima volta il maestoso gruppo del Coglians,

il quale fa letteralmente da anteprima di lusso al più ampio spettacolo che sarà visibile una volta raggiunta la cima. Inizia ora la camminata sul sentiero 226a, che consente di conquistare la sommità del monte. Per arrivarvi da questo punto sono necessari circa 40 minuti: ci si reimmerge nel bosco e, inizialmente, si spingono le bici per pochi metri, poi si affronta un tratto discendente che raggiunge in breve una bellissima depressione, nella quale si può ammirare l'incontaminata vegetazione d'alta quota, pedalando praticamente in falsopiano su single track.

Attraversato questo piccolo paradiso il sentiero riprende a salire, stavolta in modo più deciso. Si superano così gli ultimi 150 metri di dislivello spingendo le bici a piedi ma, fino a poco al di sotto della cima, la visuale sul panorama circostante resta celata. Solo a pochissimi metri dalla mèta gli alberi si diradano, consentendo così di posare lo sguardo sugli alti margini e prati che caratterizzano la zona immediatamente posta al di sotto del culmine. Appare la campana dell'amicizia,

presso la quale si trova anche il diario di vetta, e la vista circostante si rivela tutto d'un tratto nella sua vastità, come se fosse appena stata varcata una ciclopica soglia. Da questa posizione è possibile abbracciare quasi tutta la Carnia, dalla Valle del Tagliamento, Canale di Gorto,

l'estremità della Val Visdende in cui spicca il monte Peralba,

val Pesarina

e sella Valcalda

ma non solo: anche il gruppo del Montasio ed altre vette, tra cui alcune cime dolomitiche come l'Antelao ed il Pelmo, sono visibili. Per tornare alla vettura si percorre la traccia affrontata all'andata: il single track 226a risulta, con prudenza, quasi interamente affrontabile in sella,

anche se nella sua parte inziale è abbastanza ripido. Presenta un fondo buono (non troppo accidentato) ed alcuni tratti di risalita superabili solo a spinta, se si esclude la depressione della conca che precede la cima, la quale è in parte pedalabile. Nel computo del disilvello totale sono inclusi anche i 65 mt che si affrontano lungo il ritorno. La parte che segue il single track, dal rifugio Cacciatori di Rigolato in poi, viene superata molto rapidamente: il ritorno al paese è questione di pochi minuti. Dalla cima del monte Talm è comunque possibile optare per una seconda possibilità, la quale permette di compiere un breve anello nella parte elevata: in luogo del sentiero 226a è possibile scegliere il sentiero 226, il cui imbocco è localizzato verso sud; dalla vetta infatti, guardando in questa direzione, appare chiaramente la serpentina che costituisce la parte iniziale di questo single track. Ad esclusione del primissimo tratto (contraddistinto da stretti tornantini un pò esposti),  la traccia si rivela quasi subito piacevolemente ciclabile ed anche mediamente veloce. Essa digrada verso occidente in modo abbastanza graduale e lineare, offrendo anche qualche scorcio suggestivo sulle pareti calcareo dolomitiche della val Pesarina, che talvolta fanno capolino attraverso la vegetazione. Questa variante confluisce nella mulattiera utilizzata per la salita in corrispondenza del bivio segnalato per la vetta del monte Talm; da quel punto non rimane che percorrere a ritroso quanto già affrontato all'andata.

Itinerario compiuto nel mese di settembre dell'anno 2006


 

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