MOUNTAIN BIKE ALPI CARNICHE Val Visdende: giro delle malghe


Premessa:

Si tratta di un percorso classico e molto apprezzato, che attraversa una valle decisamente aperta, estesa e panoramica, ubicata nel cuore delle alpi carniche occidentali. Oltre alla consigliatissima visita presso le strutture malghive che si incontrano man mano lungo il proseguo dell'escursione, nelle quali è possibile gustare ottimi prodotti caseari ed altrettanto ottimi insaccati, si raccomanda la visita della Val Visdende soprattutto in considerazione del grande impatto emotivo che quest'ultima riesce ad infondere, praticamente senza concedere tregua: infatti, essa permette di godere quasi costantemente della visuale su alcune cime veramente splendide, che accompagnano buona parte della pedalata, poiché quest'ultima permane a lungo in alta quota.

 

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

 

Cimacanale – Locanda Alpina Pra Marino – Bivio Ciadon – Strada delle Malghe (CAI 170) – Casera Dignàs – Casera Campobon – Casera Cècido – Casera Manzon – Casera Chiastelin – Casere Antola di Sopra – Malga Chivion – Costa d'Antola – Ponte delle Strette – Pra Marino – Cimacanale

 

 

Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Cimacanale, bar “Ai Cacciatori”, 1240 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 34,0 km
  • Quota massima raggiunta: sent. 170, passaggio su Rio Val Grande, 2014 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1060 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 2 h 45 min – 3 h 15 min
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 1
  • Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile

 


Descrizione dell'itinerario:

 

La Val Visdende si può raggiungere indifferentemente dal Cadore o dalla Carnia, mediante la S.S. 355: a circa metà strada tra S. Pietro di Cadore e Sappada è facilmente rintracciabile la segnalazione situata presso un evidente ponte sul Piave che rivoge verso nord. Dopo aver transitato su quest'ultimo si entra in una stretta gola, che viene percorsa per alcuni minuti, fino all'arrivo presso il parcheggio attrezzato di Cimacanale, dal quale ha inizio questa magnifica escursione. Pedalando su asfalto in leggera salita, ci si dirige verso il primo bivio, al quale si tiene la sinistra. Si attraversa ora la Val di Londo, salendo ancora su asfalto ed in modo non impegnativo fino a giungere presso il bivio Ciadon, da cui parte il sentiero CAI 170, denominato Strada delle Malghe (Km 5,0). L' ascesa si immerge nella Val Dignas, tra i profumi dei bellissimi boschi circostanti, ma diviene più impegnativa: dopo un paio di curve a gomito segue un tratto rettilineo meno severo, che precede l'incremento di pendenza successivo, situato in corrispondenza della Valle del Palombino.

 

[un simpatico incontro poco al di sotto di Casera Dignàs]

 

Si guadagna rapidamente quota e ben presto si “conquista” la prima struttura: Casera Dignàs (Km 7,5). Da questo punto il bosco inizia a cedere il passo ai pascoli circostanti, consentendo di ammirare questa spettacolare estremità occidentale della Val Visdende. Il percorso compie un'ampia curva, lungo i pendii erbosi colonizzati dalle marmotte e ammicca sulla sovrastante Croda Negra, sotto alla quale si trova la malga successiva.

 

[marmotta sentinella sulla prateria alpina]

 

Continuando a salire, si tralascia la direzione sinistra per Forcella Dignàs e si prosegue lungo il sentiero 170; l'ascesa non risulta così facile, ma lo svelarsi progressivo degli scenari corcostanti invita decisamente a compiere lo sforzo necessario al fine di continuare. Da Casera Campobon (Km 10,3 – 1950 mt slm) lo spettacolo diviene irresistibile: le sagome dei M.ti Schiaron, Crode dei Longerin e Cima Palombino ripagano abbondantemente di tutta l'energia spesa per arrivare sin qui.

 

[le Crode dei Longerin]

 

[Il M.te Schiaron]

 

[Cima Palombino]

 

L'ospitalità offerta dai gestori di questa struttura è esemplare, così come lo sono i prodotti, quindi una sosta ristoratrice presso di loro è vivamente consigliata. Oramai la maggior fatica e compiuta, infatti la parte che seguirà presenta per lo più un andamento in quota.

 

[La Val Visdende da Casera Campobon]

 

La Strada delle Malghe entra nella val Cecido e compie un'altra ansa, toccando dapprima la casera omonima (Km 12,6 - 2014 mt slm), quindi la parte di valle incassata più profondamente, dopo la quale inizia a scendere, ed infine la struttura di Casera Manzon (Km 14,8 - 1890 mt slm).

 

[Casera Cecido]

 

Da questo punto il percorso si restringe, divenendo un vero e proprio single track, che alterna parti più aperte a passaggi da farsi entro il bosco, sebbene la componente panoramica resti sempre prevalente. Diverse sono le salite (non sempre pedalabili) seguite dalle discese, ma entrambe risultano accomunate dal fatto di non risultare molto lunghe. L'altitudine meno elevata raggiungibile percorrendo il Sentiero delle Malghe è localizzata al termine della discesa che prende il via da Casera Manzon, cioè al Km 15,2 ed al termine della discesa che segue le breve risalita successiva (Km 15,6): trattasi pur sempre della rispettabile quota di 1875 mt slm!

 

[la Strada delle Malghe dopo casera Manzon: sullo sfondo il M.te Rinaldo]

 

Il sentiero risulta un po' esposto in alcune parti, ma non al punto di essere molto pericoloso, fatto salvo il precetto della prudenza, che in montagna non è mai troppa. Esso, incassandosi, segue nuovamente una rientranza dei fianchi di queste bellissime montagne, qui dominate dalla mole del M.te Vancomun, fino a riemergere per aggirare il tondeggiante e sporgente Col Chiastelin;

 

[sulle pendici del Col Chiastelin]

 

poco al di sotto questa posizione si nota la sagoma di Casera de le Drotele, non contemplata dal presente itinerario. La parte che ci si appresta a seguire, figurativamente parlando, spalanca la finestra sulla tondeggiante sagoma del M.te Peralba, ultimo baluardo orientale della Val Visdende, e preclude l'arrivo presso la successiva struttura, Casera Chiastelin (Km 20,2).

 

[il M.te Peralba visto dal sentiero 170, dopo Casera Chiastelin]

 

Ora va affrontata l'ultima ascesa impegnativa, che è identificata con il raggiungimento della quota massima: per l'ennesima volta la traccia segue le asperità rientranti di questi pendìì erbosi, magnifici a vedersi. I margini boschivi lasciano spazio ai verdi declivi, attraversati da scroscianti cascatelle e piccoli rii; sembra di trovarsi all'interno di una cartolina che d'improvviso si materializza; il tutto è immerso in una quiete e maestosità da lasciare senza fiato.

 

[la suggestiva cascata del Rio Val Grande]

 

La dura pedalata termina poco dopo il guado del Rio Val Grande (Km 21,0), quindi segue la discesa per Casera Antola di Sopra, in prossimità della quale si arriva in brevissimo tempo (Km 22,2).

 

[la discesa verso casera Antola di Sopra]

 

Si prosegue in discesa per circa 1 Km sino a che la traccia, divenuta nel frattempo una larga pista forestale, riprende a salire in modo non deciso e si reimmerge nel fitto bosco. Dopo aver aggirato il versante nord del Col della Varda essa riprende a scendere e lambisce l'ultima costruzione, Malga Chivion (Km 25,0). Ci si appresta ad effettuare una rapida ed emozionante discesa, ponendo attenzione ad eventuali escursionisti a piedi, lungo il budello conclusivo della Strada delle Malghe. Dopo una serie di tornanti la pista spiana, in corrispondenza della Località denominata Piè della Costa, che si trova oramai a fondo valle. Al primo bivio incontrato si evita la mulattiera a destra per la Val d'Antola e si avanza sino ad uscire dal bosco. Di fronte, in Località Costa d'Antola, sono visibili delle costruzioni, un parcheggio ed un esercizio pubblico. Non rimane che prendere la strada asfaltata e proseguire fino alla confluenza con la direzione percorsa all'andata; in pochi minuti si tornerà al luogo di partenza (Km 34,0).

 

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