TREKKING ALPI CARNICHE Passo di Volaia dal rif. Tolazzi


Premessa:

 

Dal frequentato Rifugio Tolazzi prende il via questa corta e piacevole camminata, che risulta, con un po' di attenzione, alla portata di tutti; lo scenario in cui si effettua è prevalentemente panoramico, (se si eccettua la parte iniziale, la quale è sita entro un'ombrosa abetaia), e sembra fare breccia tra un immenso portale, cinto su ambo i lati dai massicci della Cima Lastrons del lago e dal M:te Capolago, i quali appartengono al maestoso gruppo del Coglians. Ma la vera sorpresa è quanto appare alla fine, rivolgendo lo sguardo oltre il confine con l'Austria: lo splendido bacino naturale del Lago di Volaia, raggiungibile dopo un paio di minuti dal Rifugio Lambertenghi-Romanin, merita pienamente una visita, perchè spettacoli come questo possono restare impressi indelebilmente nella memoria.

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:


Rifugio Tolazzi – Sentiero 144 – Rifugio Lambertenghi / Romanin – Passo di Volaia.

Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso dell'andata.

 

 

Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Rifugio Tolazzi, 1350 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: circa 5,5 km
  • Quota massima raggiunta: Passo di Volaia, 1955 mt s.l.m.
  • Dislivello: 600 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 1 h 50 min – 2 h 15 min
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 1
  • Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Bellezza (da 1 a 5): 4
  • Panoramicità (da 1 a 5): 3,5



Descrizione dell'itinerario:

 

Lasciata la vettura presso l'ampio parcheggio del Rif. Tolazzi, si inizia a salire: immediatamente, in prossimità del termine dell'area di sosta, appare la segnaletica per il Rif. Marinelli (sentiero 143); la pista è a fondo naturale sin dall'inizio e non risulta particolarmente impegnativa. Arrivati al terzo tornante si svolta a sinistra, abbandonando così il sentiero 143 in luogo del 144. Si prosegue all'ombra del bosco, lungo questa traccia larga avente buon fondo e, dopo aver percorso un lungo rettilineo, si superano altre quattro curve a gomito. In corrispondenza dell'ultimo tornante compare un nuovo bivio. E' indifferente la direzione che si sceglie, dal momento che entrambe le tracce confluiranno in seguito a quota più elevata, ma il presente itinerario prevede venga impegnato il sentiero più stretto, accessibile sulla destra. Dopo pochi metri di ascesa il bosco cede il passo agli spazi aperti che distinguono il largo canalone detritico che si va percorrendo; appaiono le maestose pareti rocciose delle cime circostanti, nonché una pregevole veduta sulla vallata sottostante, che accompagnerà una parte del percorso.

 

[particolare del canalone]

 

La conformazione del suolo, come intuibile da quanto accennato poc'anzi, cambia; diviene infatti molto pietrosa, ma non al punto da risultare fortemente disagevole o addirittura pericolosa. Si guadagna quota in fretta: arrivare in prossimità della confluenza con la variante del sentiero 144 è affare da poco, così come il resto dell'ascesa, che non risulta mai eccessivamente ripida (non vi sono passaggi aplinistici da compiere) oppure esposta. Nel proseguo si incrociano con questa traccia altri due sentieri: il primo, proveniente dalla destra, è il Sentiero Spinotti, mentre il secondo, situato più a monte e visibile sul lato opposto, ascende il ripido versante sud-est del M.te Capolago.

 

[la confluenza con il Sentiero Spinotti]

 

Il Rifugio Lambertenghi Romanin viene conquistato in poco meno di un'ora, nonostante il dato molto più prudenziale riportato sulla segnaletica del CAI. Da questa posizione arrivare nei pressi del laghetto alpino è questione di due o tre minuti. La meravigliosa vallata interna, cinta da splendidi pendii erbosi, su cui spiccano il Rifugio austriaco Pichl Hutte e le pareti rosseggianti del Rauchkofel, incanta a prima vista.

 

[il laghetto di Volaia ed il rifugio austriaco]

 

La discesa verso il Rifugio Tolazzi avviene in circa 50 minuti: la morfologia accidentata del sentiero non permette infatti di guadagnare molto tempo rispetto all'andata.

 

Itinerario compiuto nel mese di agosto dell'anno 2006

 


 


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