MOUNTAIN BIKE ALPI CARNICHE Via delle malghe dal lago di Sauris

Premessa:

E' un itinerario notevolmente impegnativo, ma di grande soddisfazione: lo si riscontra sin dalle prime pedalate, accompagnate dalla deliziosa veduta sul Lago e dalla sagoma del M.te Bivera, posta sullo sfondo. Superata la suggestiva frazione di Lateìs il percorso si addentra gradualmente nei caratteristici contesti formati dai pascoli e dalle varie casere e malghe che ad essi fanno riferimento. Alcune di queste strutture sono ottimamente attrezzate a ricevere i visitatori: oltre alla vendita dei vari prodotti lattiero-caseari in esse lavorati e ricavati, consentono anche il pernottamento ed il ristoro. L'anello si spinge però ben oltre alla zona del bacino: infatti, da Sella Pieltinis in avanti saranno le splendide dolomiti pesarine ad accompagnare l'atleta lungo la parte più faticosa. Questi percorsi sono ben noti, in quanto più volte hanno interessato i tracciati definiti dall'organizzazione che cura la rinomata Sauris Superbike. Con un po' di pazienza, senza che si lasci prendere dal desiderio di strafare, risulta possibile affrontare l'itinerario anche ad un ciclista dotato di preparazione media; tuttavia, si sconsiglia di intraprendere questo percorso a chi non possiede un discreto allenamento, o comunque una certa familiarità con le situazioni che richiedono sforzi intensi.


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

La Maina – Lateìs – Forcella Frumeibn – Casera Gerona – Casera Pieltinis – Forcella Pieltinis – Casera Vinadia Grande – Casera Malìns – Casera Festòns – Sauris di Sopra – Sauris di Sotto – La Maina


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: La Maina, Sauris di Sotto, 982 mt s.l.m.

  • Lunghezza percorso: 28,6 km

  • Quota massima raggiunta: Sella Pieltinis, 1881 mt s.l.m.

  • Dislivello: 1370 mt

  • Tempo di percorrenza indicativo: 2 h 30 min - 3 h

  • Stagione consigliata: estate/autunno

  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 2

  • Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile



Descrizione dell'itinerario:

La località di partenza è identificata da un'ampio piazzale sterrato che si raggiunge, provenendo da Ampezzo, dopo aver superato l'ultima galleria che precede la località nota come La Maina. Si pedala dapprima verso Sauris, ma subito dopo si svolta a destra in direzione di Lateìs: l'ampia strada panoramica dal fondo asfaltato consente di guadagnare subitaneamente quota, vista la pendenza impegnativa che la caratterizza fin dai primi metri. Questo non facile esordio viene addolcito dalla bella panoramica sul lago, che risulta ottimamente apprezzabile da questa angolazione, specialmente una volta raggiunto il centro abitato.

[la conca di Sauris vista da Lateìs]

Dopo aver superato il paese, all'altezza di un tornante (km 3,8), la strada diviene ancor più ripida: risulterà possibile tirare il fiato solo una volta conquistata Forcella Frumeibn (km 4,4), grazie alla breve discesa che ne consegue. Dalla forcella lo scenario diviene oggetto di un primo mutamento, poiché si rivolge verso i verdi pendiì opposti al versante che ha contraddistinto la salita iniziale. Dopo aver perso quasi 100 mt di dislivello si giunge presso un trivio, che fa capo al Rio Tèmberle (km 6,7); da questo punto si impegna la stradina per Casera Losa, posta sulla destra (sentiero CAI 220). Dopo una leggera discesa, seguita dal guado del Torrente Pieltinis (km 7,2), si prende la direzione sinistra, entrando in un'ombrosa abetaia. Terminato il tratto entro il bosco appare una nuova biforcazione (km 8,5) alla quale si imbocca il sentiero 206 per Casera Pieltinis. Una durissima salita precede l'arrivo a Casera Gerona (km 9,5) e continua anche in seguito, sebbene per un breve tratto. La strada si fa decisamente meno severa man mano che si immerge tra i pascoli vicini a Casera Pieltinis, i quali rendono ancor più suggestiva l'ampia vallata interessante questa parte dell'itinerario.

[in vista di Casera Pieltinis]

Per chi lo desiderasse, in virtù di quanto accennato in premessa, la sosta alla casera (ove è possibile anche effettuare il rifornimento d'acqua) è altamente consigliata. Il tratto asfaltato, che ha sinora caratterizzato tutto il percorso precedente, termina nei pressi della costruzione (km 11,0), presso la quale si prende la direzione sinistra per la sella, che costituisce il punto altimetrico più elevato dell'intera escursione. Questa salita, che si effettua lungo le pendici meridionali del M.te Pieltinis, consta di 1,6 km e 160 mt di dislivello; raggiunta Sella Pieltinis un'altra emozione prende forma: lo spettacolo della dorsale pesarina si palesa in tutta la sua bellezza ed imponenza.

[il meraviglioso panorama visibile da Forcella Pieltinis]

Si scende ora a Casera Vinadia Grande, già ammirata dalla precedente nonchè più elevata posizione, così come il severo tratto di sentiero che dal fabbricato dirige verso la successiva forcella (CAI 204). Dalle vicinanze della costruzione (km 14,0) si può ammirare anche il gruppo del Coglians, prima di dare inizio ad un'altra dura salita, questa volta su fondo cementato: 130 mt di dislivello vengono faticosamente superati in 1 km esatto. Prima di affrontare la ripidissima discesa per Casera Malìns merita soffermarsi ancora per un istante sulle vicine cime: Creta di Mimoias, Cresta di Enghe, Creton di Clap Grande e Piccolo.

[Creta di Mimoias e Cresta di Enghe dalle pendici del M.te Vinadia]

Al km 15,9 termina quest'ulteriore discesa, a cui segue una breve ed impegnativa salita. Al bivio successivo (km 16,6), tralasciata la pista a destra per la casera, si prosegue lungo il sentiero 204, accompagnati dalla bella prospettiva che si affaccia verso la vallata di Casera Rioda. Pedalando ora tra stupendi pascoli cinti da fitti ontaneti, ci si approssima all'ultima fatica, la più intensa. Dopo un'impennata della traccia, a cui segue immediatamente una discesa che riporta alla quota precedente, si raccolgono le residue energie, mentre si avanza in falsopiano nel pianoro pascolivo in cui spiccano i laghetti di Malìns. Davanti appare un “muro verticale”: si tratta della parte di ascesa che dalle pendici del M.te Malìns raggiunge la forcella sita tra i M:ti Morgenlait e Malins: la pendenza estrema, la più elevata tra quelle affrontate sinora dallo scrivente, rende estremamente difficile pedalare, nonostante l'utilizzo di un rapporto agile e le buone condizioni del fondo cementato. Durante questa severissima impennata è comunque possibile rivolgere lo sguardo verso Casera Malìns, solo sfiorata durante il passaggio che ha preceduto l'attuale posizione.

[Casera Malìns e le dolomiti pesarine viste dalla ripidissima salita]

Conquistata (è proprio il caso di dirlo!) la forcella (km 18,6), si scende, su fondo naturale, nell'ampia conca verde che circonda Casera Festons (km 19,1), in cui si trovano i bei laghetti omonimi. Salendo in modo blando si arriva presto alla sella successiva, incuneata tra i M.ti Morgenlait e Festons (km 19,5), da cui si ammira gran parte della conca di Sauris.

[Il M.te Bivera da Forcella Festons]

La ripida discesa per Sauris di Sopra avviene dapprima su fondo naturale, quindi su asfalto. Raggiunto il centro del paese (km 22,3) si attraversa la strada principale (all'altezza dell'albergo Bivera) e si dirige verso la chiesetta: da quest'ultima si imbocca la pista sterrata posta sulla sinistra, la quale permette di evitare un tratto della strada asfaltata per Sauris di Sotto, prima di confluire comunque in quest'ultima. Lasciati alle spalle i tornanti rimanenti si entra nell'abitato, previo superamento di una breve risalita: a questo punto non rimane che scendere verso La Maina, poco dopo la quale avviene il ricongiungimento con il luogo di partenza (Km 28,6).



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