BICI DA CORSA PREALPI CARNICHE Forcella di Pala Barzana e Piancavallo da Aviano


Premessa:

Trattasi di uscita relativamente breve, in cui viene a concentrarsi però una buona dose di salita. Se si escludono il tratto iniziale che da Aviano collega Maniago ed il breve passaggio lungo la S.S. 251 da Andreis a Barcis, risulta possibile affermare con concretezza che in quest'escursione quasi non s'incontra traffico. Due sono le ascese da affrontare: la prima, più breve, avviene dalla Val Colvera (passando per il delizioso abitato di Poffabro) alla forcella di Pala Barzana, mentre la seconda, decisamente più lunga, si dipana dal lago di Barcis alla nota località turistica del Piancavallo: in entrambi i casi non si devono superare elevate pendenze.

 

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Aviano – Costa – Marsure – Giàis – Selva – Malnisio – Montereale Valcellina – Maniago – Fratta – Poffabro – Pian delle Merie – Forcella di Pala Barzana – Bosplàns – Andrèis – Bàrcis – Piancavallo – Rif. Bornass – Aviano.

 

 

Caratteristiche salienti del tracciato:

  • Località di partenza: Aviano, 157 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 76,0 km
  • Quota massima raggiunta: La Ronciade, 1300 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1740 mt
  • Pendenza massima rilevata: 11,0 %
  • Tempo di percorrenza indicativo: 3 h 30 min
  • Stagione consigliata: primavera/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Fogli 12 e 28
  • Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile

 


Descrizione dell'itinerario:

 

Dal parcheggio del supermercato sito nei pressi dello stadio comunale di Aviano prende il via quest'itinerario. Si pedala verso l'incrocio con la la Strada Provinciale Pedemontana e, giunti alla sua altezza, si svolta a sinistra. Segue un lungo tratto costituito da sali-scendi, che interessa tutto il percorso di collegamento con la Val Colvera (dalla quale avrà inizio la prima delle due salite menzionate in premessa) ma che ottimamente si presta per effettuare il riscaldamento iniziale. Dopo aver superato la prima serie di piccoli abitati si attraversa il paese di Montereale Valcellina, quando è trascorsa circa mezz'ora dalla partenza; all'altezza dell'incrocio con la S.S. 251 (Km 12,8) si prosegue scendendo in direzione del ponte sul Torrente Cellina, il cui greto, in seguito allo sbarramento costituito dalla diga di Ravedis, risulta completamente asciutto. Lasciato alle spalle il ponte la carreggiata risale blandamente: lungo questo tratto è possibile effettuare il rifornimento d'acqua, grazie a due punti in cui quest'ultima sgorga dal fianco della montagna. All'altezza di Maniago Libero la S.S. 251 riprende a scendere, sebbene in modo leggero. In breve si attraversa anche Maniago, restando sempre sulla strada principale, fino al bivio per Frisanco / Poffabro (Km 20,2), il quale precede di poco l'ingresso nella frazione di Fratta.

 

A quest'altezza si svolta a sinistra, così come al successivo incrocio. Dopo pochi metri ci si immette, svoltando a destra, nella strada per la Val Colvera proveniente dal centro di Maniago. Segue un breve ma impegnativo “strappo”, che precede l'arrivo nei pressi della prima galleria: a questo punto si consiglia di abbandonare la strada principale in favore della vecchia e suggestiva carreggiata impegnabile sul lato destro, la quale passa a fianco del torrente; questo “stratagemma” consente di evitare la lunga, fredda e buia galleria. Dopo essere riconfluiti sulla strada principale si attraversa la seconda galleria (più corta), mentre la valle si apre, rivelando un magnifico scorcio sulla dorsale di levante del monte Raut. All'incrocio successivo si procede a destra, verso Poffabro; la strada, sinora mediamente dolce, denota un incremento di pendenza, il quale però si attutisce quasi subito; celatasi alla vista la sagoma dell'abitato (ottimamente valorizzato grazie al recente recupero di molte costruzioni caratteristiche) la salita si smorza ancora, quindi prende a scendere subito dopo Pian delle Merie. Dopo all'incirca 1 km la sede stradale torna a farsi ascendente, entrando di fatto nel tratto conclusivo, il più bello: dopo due serie di curve a gomito tra cui è interposto un tratto prevalentemente rettilineo, la stretta sede stradale si immerge nella vegetazione, mantenendo una pendenza quasi costante (media del 6,18 %), se si escludono i pochi metri che precedono l'arrivo alla forcella, lungo i quali la strada tende a spianare. Presso un tornante sinistrorso posto alla quota di 696 mt (km 32,3), è possibile effettuare un uleriore rabbocco delle borracce: al fine di compierlo è sufficiente scendere per pochissimi metri a piedi, lungo un'esile traccia dal fondo naturale. L'arrivo alla forcella (km 34,7 – 842 mt s.l.m.) avviene dopo circa 1 ora e 40 minuti dalla partenza. Questa ascesa, misurata dal bivio per Fratta citato in precedenza, consta di 14,4 Km e 620 mt di dislivello ed è caratterizzata da più che buone condizioni del manto d'usura, che si mantengono praticamente lungo tutta la distanza.

 

Dalla forcella si scende verso Andreìs; la strada non muta le sue peculiarità salienti ma lo scenario si trasforma ancora una volta infatti, superata la prima parte sita entro il bosco, si apprezzano il bel contesto del parco naturale delle prealpi carniche e la catena del Crep Nudo – Col Nudo, che si staglia dinnanzi in tutta la sua imponenza. Giunti al primo bivio si ignora la direzione destra per Andreìs e si prosegue verso la S.S. 251. Dopo un breve tratto trafficato, in cui è contemplato l'attraversamento di una galleria, si raggiunge l'amena conca del Lago di Barcis: sul limitare del bacino, in presenza dell'evidente segnaletica per il Piancavallo, si svolta a sinistra al fine di immettersi nel ponte. Presso l'esercizio pubblico (km 44,0) ha inizio il tratto del lungo lago, il quale precede la partenza della nuova salita, che avviene all'altezza di un bivio in cui ci si immette sulla sinistra (km 46,5).

 

Essa misura 13,4 km, in cui si superano 835 mt di dislivello in circa un'ora di pedalata effettiva, e non presenta mai elevate pendenze, sebbene la parte iniziale sia da considerarsi più impegnativa. L'andamento della carreggiata è lievemente discontinuo ma non al punto di interagire negativamente sul ritmo della pedalata e le condizioni del fondo sono decisamente buone. Assai sporadico è il traffico veicolare, mentre l'esposizione alla luce è prevalente, fatta esclusione per la parte alta in cui si attraversa la faggeta. L'arrivo al Piancavallo è preceduto dall'attraversamento dei bei pascoli della Ronciade, che si sostituiscono al bosco. All'altezza del bivio incontrato (km 59,9) si svolta a sinistra e si transita di fronte al comprensorio di piste da fondo, raggiungendo così l'altitudine massima.

 

Dopo una breve discesa si impegna la rotatoria e si inizia la velocissima discesa per Aviano. Giunti al Rifugio Bornass (presso il quale si può ancora una volta effettuare il rifornimento d'acqua) si prosegue lungo la direzione principale per Pedemonte. Alla confluenza con la S.P. Pedemontana (km 75,0) si svolta a sinistra e si prosegue sino ad incontrare il bivio per il centro di Aviano già percorso all'andata; non resta che girare a destra e rientrare al parcheggio (km 76,0).

 

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