MOUNTAIN BIKE CARSO Anello del M.te Lanaro da Opicina


Premessa:

 

Questo percorso, pur mantenendosi vicino alla viabilità ordinaria (che viene solo sporadicamente intercettata) nonchè ad alcuni centri abitati caratterizzanti questa bella zona carsica, riesce sempre ad infondere una sensazione di quasi completa immersione tra la natura: bellissimi sono quei tratti di sentiero che attraversano prati e caratteristici boschetti di latifoglie, spesso cinti da muretti a secco, ma va segnalato anche il fascino emanato dalla dolina di Percedol, al centro della quale si trova un ecosistema costituito da una polla acquitrinosa circondata da imperversanti e secolari esemplari di cerro, aventi dimensioni davvero ragguardevoli; infine, i panorami apprezzabili dal Santuario di Monrupino e dalla vetta del Lanaro (con vista sul Mare Adriatico) completano questo breve ma delizioso itinerario, che non richiede un elevato impegno per essere portato a termine.

 

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

 

Villa Opicina – Foiba di Opicina – Percedol – Sentiero 43 – Santuario di Monrupino – Col – Sentiero 24 – M.te Lanaro – Sentieri 5/5a – Sagrado di Sgonico – Le Girandole – Sentiero 26 – Stazione di Opicina Campagna – Villa Opicina

 

 

Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Villa Opicina, 330 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 25,6 km
  • Quota massima raggiunta: M.te Lanaro, 546 mt s.l.m.
  • Dislivello: 500 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 2 h
  • Stagione consigliata: tutto l'anno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 47
  • Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile

 


Descrizione dell'itinerario:

 

La partenza avviene dal parcheggio del Ristorante Daneu, ubicato all'inizio della strada provinciale del Vipacco, cioè quella che collega Opicina al Valico di Monrupino. Per arrivare a questa posizione, dal quadrivio di Opicina, è sufficiente seguire le indicazioni per il Valico di Fernetti (Strada per Vienna). L'inizio segue la direzione provinciale summenzionata, sino al bivio con una traccia dal fondo naturale posta sulla destra, il quale precede l'attraversamento di un sottopassaggio. Si impegna questa pista bianca e si supera la foiba di Opicina, dopo la quale si mantiene la sinistra e si attraversa due sottopassi: da questo punto si segue il sentiero 43, che in questo tratto ha l'aspetto di una carrareccia larga. Nel volgere di pochi minuti, pedalando attraverso dei deliziosi boschetti, si incontra un nuovo bivio: sulla destra il sentiero 43 assume le fattezze di un single track (che sarà  affrontato poco più tardi) ma per il momento lo si ignora in favore della pista che si va percorrendo, la quale culmina in breve sulla strada provinciale. Da questa posizione si svolta a destra; dopo pochi metri si nota una evidente deviazione presso la quale è segnalato il laghetto di Perdedol: si scende, perdendo qualche metro di dislivello ed immergendosi nel fittissimo bosco che circonda lo specchio d'acqua. Presso lo stagno si trova un pannello a carattere didattico/informativo, il quale tratta sommariamente le caratteristiche del piccolo e singolare ecosistema.

 

[Il suggestivo laghetto di Percedol]

 

Si percorre a ritroso l'ultima parte sino al bivio con il single track (CAI 43) citato in precedenza. Particolarmente divertente risulta la percorrenza di questa esile traccia, in virtù del buon fondo che la costituisce e del suo andamento in prevalente falsopiano: dette caratteristiche rendono gratificante e varia la pedalata.

 

[lungo il sentiero 43]

 

[lungo il sentiero 43]

 

Il single track sfocia in una strada bianca, presso la quale si svolta a sinistra e si avanza per alcuni metri, sino al bivio successivo, al quale si impegna il sentiero sulla destra (facendo caso alle indicazioni del CAI). Terminata questa parte si confluisce nuovamente sulla strada asfaltata, che si intraprende lungo la direzione sinistra, fino a raggiungere il ponte sulla ferrovia; quest'ultimo non va attraversato, poiché prima di esso si deve svoltare a destra e dare inizio ad una salita. Successivamente, dopo aver mantenuto la sinistra, si sfocia in una strada secondaria dal fondo asfaltato, che scende sino ad incrociare ancora la direzione provinciale: attraversata codesta, si ascende il breve ma impegnativo tratto che culmina presso la suggestiva chiesetta di Monrupino, presso la quale è possibile effettuare il rifornimento d'acqua (previo ingresso nel cortile interno alla recinzione perimetrale). Merita fermarsi per alcuni minuti in questa cornice, poiché la vista può spaziare praticamente in ogni direzione, dalle cime circostanti ai più dolci e prossimi declivi collinari tra cui emergono vari centri abitati completamente circondati dai verdissimi boschetti.

 

[panorama da Monrupino]

 

La discesa da Monrupino avviene lungo il versante opposto, fino al paesino di Col: si mantiene la destra e si avanza sino ad un incrocio regolamentato dal segnale che obbliga l'arresto ai veicoli. Si svolta ancora a destra, dando così inizio al tratto più impegnativo dell'intera escursione, cioè la salita per il M.te Lanaro (sentiero 24); dapprima si procede su asfalto, ma presto la traccia assume l'aspetto di una carrareccia dal fondo naturale che, inerpicandosi in modo discontinuo, alterna parti più pianeggianti ad incrementi di pendenza. L'ombra dei boschi circostanti la fa da padrone fino a poco prima della confluenza con il sentiero 5/a, presso la quale si mantiene la destra: si affrontano gli ultimi 100 metri di dislivello, tutt'altro che facili; al fondo naturale si avvicendano delle ripide rampe cementate, che però non hanno lunga durata. In cima si trovano un cippo, riportante le indicazioni dei rilievi circostanti ed un punto d'osservazione in legno, accessibile tramite una scaletta: mertita salirvi per qualche istante e spaziare con lo sguardo tutt'attorno.

 

[l'arrivo in sommità a 546 mt]

 

La prima parte della discesa avviene lungo il sentiero 5 (con possibilità di brevi varianti su divertenti sentierini), ma all'incrocio con il segnavia 5/a si abbandona la traccia e, svoltando a sinistra, si impegna la carrareccia per Sagrado di Sgonico. Il sentiero termina con la confluenza nella carreggiata asfaltata proveniente da Monrupino, che viene attraversata affinchè si possa proseguire sulla strada posta di fronte. Dopo aver percorso un'altra breve parte sterrata, la quale transita nelle immediante vicinanze di una cava, si scende sino ad immettersi nella strada asfaltata che proviene da Repen; si procede quindi sino alla confluenza successiva (bivio per Rupinpiccolo), presso la quale si svolta a sinistra, ma subito dopo ci si immette sulla destra, nel sentiero 26; la percorrenza di questa parte comporta l'attraversamento di un sottopasso, quindi l'arrivo nei pressi di un passaggio a livello, attraversato il quale si sbuca nuovamente su fondo asfaltato. Si svolta a sinistra, transitando nei pressi del Canile, quindi si attraversano altre due linee ferroviarie, dopo le quali si impegna la direzione destra per la stazione di Opicina Campagna. Giunti nei pressi di una trattoria non resta che svoltare a destra, immettendosi sulla provinciale percorsa all'andata, che in breve consente di riguadagnare il punto di avvio.

Itinerario compiuto nel mese di giugno dell'anno 2007


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