TREKKING ALPI CARNICHE Anello del Passo Giramondo


Premessa:

E' un itinerario davvero meraviglioso, che attraversa scenari in cui la natura riesce a stupire e conquistare continuamente, passo dopo passo. I lenti ritmi imposti dalla montagna sembrano mettere l'esploratore nella condizione di calarsi completamente in un ambiente senza tempo, permeato dall'alternanza di situazioni che va dai silenzi ovattati dei boschi, allo scrosciare impetuoso di torrenti incanalati in strette gole, dai sussurri del vento che sferza i prati d'alta quota, ai richiami delle marmotte che popolano questi ultimi, nonchè dalle innumerevoli finestre che si aprono dalle strette valli profondamente incassate agli ampi spazi aperti in cui tappeti d'erba, margini boschivi, creste rocciose e deliziosi specchi d'acqua (basti pensare al piccolo laghetto glaciale di Bordaglia) si uniscono, come note musicali, in un'unica composizione che appare come il frutto della fantasia creativa propria di un genio. Generalmente i sentieri non presentano caratteristiche tali da rendere la loro percorrenza pericolosa, ma è bene tenere presente che in montagna sono necessarie umiltà, prudenza e pazienza. L'itinerario è discretamente impegnativo, considerati il dislivello da superare e la morfologia di alcuni tratti dei camminamenti, ma può essere tranquillamente affrontato, con una preparazione base ed un corretto equipaggiamento, da parte di chiunque.

 

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Cava di Marmo – Sentiero 140 – Stretta di Fleons – Sentiero 142 – Casera Sissanis di Sotto – Casera Sissanis di Sopra – Sella Sissanis – Sentiero 142a – Laghetto Pera – Passo Giramondo – Lago di Bordaglia – Casera Bordaglia di Sopra – Sentiero 142 – Casera Bordaglia di Sotto – Sentiero 141 – Cava di Marmo

 

 

Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Cava di marmo (dopo Pierabech), 1108 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: circa 12,5 km
  • Quota massima raggiunta: Passo Giramondo, 2005 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1045 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 4 h 30 min – 5 h
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 1
  • Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Bellezza (da 1 a 5): 5
  • Panoramicità (da 1 a 5): 4,5

 


Descrizione dell'itinerario:

 

Lungo la S.S. 355, più precisamente all'altezza del ponte sul Torrente Degano di Forni Avoltri, si trova il bivio con le indicazioni per Pierabech e la via delle malghe carniche; dopo aver percorso questa strada asfaltata, che risale la valle lungo la destra orografica del torrente, sino ad una evidente biforcazione (posta al di sotto degli stabilimenti delle acque minerali), si svolta a destra verso la cava di marmo, immettendosi così nella carreggiata più stretta, che quasi subito diviene sterrata. Dopo poche decine di metri si raggiunge il piazzale sottostante alla cava (ove dev'essere lasciata la vettura), al termine del quale si nota la partenza del sentiero 140 per la Stretta di Fleons. Il sentiero, avente in questa parte iniziale la larghezza di una pista forestale, si introduce in una fustaia mista di abeti rossi ed abeti bianchi molto ombrosa, delimitata dalle ripide pareti orientali del M.te Navastolt e dai versanti del M:te Navagiust. Dopo una prima parte caratterizzata dal fondo ben compatto, la mulattiera si trasforma radicalmente: quest'ultima, con l'approssimarsi dell'arrivo alla Stretta di Fleons, diviene molto pietrosa ed anche più ripida.

 

[l'accidentato sentiero per la Stretta di Fleons]

 

Lo scrosciare del torrente Degano in questa zona è davvero impetuoso ed altrettanto suggestivi appaiono i disegni da esso realizzati lungo lo stretto canalone roccioso in cui scorre. L'arrivo alla stretta è identificato con un evidente allargamento della traccia, che in corrispondenza di questo punto risulta pavimentata artificialmente; uno sbarramento costituito da travi in legno suggella il limitare di quest'area, oltre la quale prosegue il sentiero per Casera Fleons di Sotto: superato l'ostacolo si procede ancora per pochissimi metri, sino ad incontrare una evidente traccia sulla destra: si tratta del sentiero 142 per Sella Sissanis; dopo aver intrapreso quest'ultimo si effettua il facile guado del Degano, quindi la ripida salita per Casera Sissanis di Sotto; l'arrivo al comprensorio della casera comporta tre cose: 1) l'abbandono del bosco, che da questo punto cede il passo ai prati punteggiati da radi lariceti e da piccoli esemplari di abete rosso; 2) il restringimento della sede costituente il sentiero 142, che da subito dopo la struttura diviene un single track; 3) l'aprirsi del superbo panorama circostante, il cui antipasto è costituito dalla sagoma del M:te Navagiust, che sovrasta la piccola e bellissima Casera Sissanis di Sotto.

 

[l'arrivo a Casera Sissanis di Sotto]

 

Da questa posizione si possono ammirare le dolomiti pesarine, il versante settentrinale del M.te Chiadin, il dirimpettaio Navastolt e la Valle di Fleons, cinta a nord dalla lunga dorsale dei M.ti Fleons, Edigon e Creta Verde. Il sentiero sale in modo costante e non eccessivamente ripido; in breve si giunge in vista dei ruderi di Casera Sissanis di Sopra;

 

[i ruderi di Casera Sissanis di Sopra]

 

man mano che si procede verso la sella gli alberelli vanno sempre più diradandosi in favore dei prati popolati dalle marmotte, che non è difficile avvistare. Sulla destra, i rocciosi contrafforti del M.te Navagiust sembrano fare da contraltare alla verdeggiante ed aggraziata cresta (la quale collega la Creta Verde al M.te Chiastronat) che delimita il lato opposto di questa valle. L'arrivo alla Sella Sissanis avviene dopo circa 95 minuti di camminata e rappresenta un'ulteriore svolta nel proseguo dell'escursione; essa rivela infatti, secondo il modesto parere dello scrivente, uno dei più bei panorami tra quelli apprezzabili in Carnia: di fronte, la piramide della Creta di Bordaglia e la ondeggiante sagoma di Quota Pascoli ammiccano irresistibilmente; sotto di esse si trova il piccolo e delizioso laghetto Pera, che è possibile raggiungere con pochi metri di discesa.

 

[Creta di Bordaglia e laghetto Pera visti da Sella Sissanis]

 

Sullo sfondo, l'imponente parete del M.te Volaia, collegato alla vicina Cima Ombladet mediante una dorsale erbosa, completano uno scenario semplicemente meraviglioso. Ma non è finita qui! Proseguendo lungo il sentiero 142, divenuto nel frattempo praticamente pianeggiante, si lambisce dapprima lo specchio d'acqua, quindi si raggiunge il pendio detritico della Creta di Bordaglia; lasciata alle spalle la sagoma di Quota Pascoli si affronta questo ghiaione non difficile: è necessario comunque porre attenzione lungo questa parte, poiché decisamente esposta.

 

[verso il pendio detritico della Creta di Bordaglia]

 

Una stupenda veduta sul sottostante Lago di Bordaglia (che sarà raggiunto lungo il ritorno) lascia senza fiato.

 

[laghetto di Bordaglia e Casera Bordaglia di Sopra visti dal ghiaione]

 

Lungo il versante opposto si nota il sentiero 142a che sale da Casera Bordaglia di Sopra, il quale confluisce con la traccia 142 (che si sta percorrendo) pochi metri più avanti.

 

[poco prima della confluenza tra i sentieri 142 e 142a]

 

[il M.te Volaia dall'incrocio tra i sentieri 142 e 142/a]

 

Raggiunta questa convergenza non resta che proseguire, seguendo l'indicazione per il Passo Giramondo: in circa 10 minuti, dopo aver attraversato una conca erbosa, si perviene a destinazione, alla quota di 2005 mt. Lo spettacolo circostante, davvero sublime, non necessita di molte descrizioni: a parlare ci pensano le immensità circostanti, che paiono una perfetta fusione di forme e colori in cui i vari elementi armonizzano completamente ed irradiano una profondità ed una bellezza allo stato puro; di fronte si nota il sentiero che entra in territorio austriaco, il quale dirige verso Ob. Wolayer A. ed il lago di Volaia. La tentazione di continuare il cammino oltre confine è fortissima, ma questa ulteriore variante sarà oggetto di una prossima escursione.

 

[panorama sull'Austria dal Passo Giramondo]

 

Dal passo si percorre a ritroso la parte di sentiero appena calpestata, sino alla confluenza precedente: da questo punto si inizia a scendere lungo la traccia sulla sinistra, dapprima parallelamente al pendio detritico della Creta di Bordaglia, quindi lungo il versante di Quota Pascoli; la vista sul Lago di Bordaglia costituisce una vera e propria tentazione dal richiamo irresistibile, che invita ad accelerare il passo.

 

[la discesa verso Casera Bordaglia di Sopra]

 

In breve si arriva nei pressi di Casera Bordaglia di Sopra, da cui raggiungere lo specchio d'acqua è questione di pochi minuti, previa leggera discesa lungo un'evidente traccia che ha origine dal sentiero principale, immediatamente prima del complesso malghivo oramai abbandonato. Questo bacino di origine glaciale sembra un'oasi da fiaba, grazie alle peculiarità che lo contraddistinguono: tutt'attorno è letteralmente incorniciato da larici ed abeti rossi di varie forme e dimensioni (alcuni tradiscono una età considerevole ed un “vissuto” altrettanto degno di nota), senza contare il contesto marcatamente alpino che gli fa da contorno. Una sosta in questo punto è vivamente consigliata, perchè costituisce vera e propria fonte di suggestioni e di nutrimento per l'animo.

 

[scorcio sul lago di Bordaglia]

 

Riguadagnata la casera si prosegue attraverso la corte centrale, in direzione di una ampia vasca in cemento marcata dal segnavia CAI; il sentiero 142 diviene abbastanza ripido, anche se non difficoltoso: in breve si introduce tra i margini del rigoglioso bosco di conifere, che si aprirà in modo evidente e momentaneo poco al di sopra della piccola chiesetta dedicata a Don Bosco e alla vicinissima Casera Bordaglia di Sotto, che si trovano entrambe nella stessa conca pascoliva, dominata dalle imponenti pareti a strapiombo di Cima Ombladet e del M.te Vas: quest'ultima struttura, presso la quale è possibile acquistare prodotti di malga, risulta perfettamente funzionante ed in buone condizioni.

 

[l'arrivo a Casera Bordaglia di Sotto]

 

Il sentiero stretto termina con il raggiungimento dei pascoli che precedono la cappella. Poco al di sotto della casera si ignora la stradina sulla destra per il Bosco Bordaglia e si continua a scendere lungo la pista forestale ampia; Per chi desiderasse accorciare il cammino c'è la variante costituita dal sentiero che incrocia la pista principale, che comunque confluisce ugualmente poco più a valle con la traccia CAI 141. All'altezza di questo incrocio si prosegue a destra, sempre in discesa, costeggiando il Rio Bordaglia fino al bivio successivo, localizzato nel punto in cui questo corso d'acqua sfocia nel Degano; si evita lo stretto sentiero 141 che punta verso il greto del Degano stesso, in favore della larga mulattiera sinora percorsa, che in questo punto passa dal versante sud a quello ovest del M.te Navagiust. Ad una breve discesa segue una blanda risalita da 45 mt di dislivello, che termina presso il ponticello ligneo sito in prossimità dello spiazzo sottostante alla cava; attraversata la piccola struttura non resta che percorrere gli ultimi metri sino alla vettura.

 

Itinerario compiuto nel mese di luglio dell'anno 2007


LA GALLERIA FOTOGRAFICA:

cliccare super vedere le decrizioni


 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

previsioni meteo

Meteo Friuli Venezia Giulia


Meteo Friuli Venezia Giulia


Meteo Friuli Venezia Giulia

 


Meteo Friuli Venezia Giulia


Meteo Friuli Venezia Giulia


cookieassistant.com