TREKKING ALPI CARNICHE M.te Chiadin dai Piani di Luzza


Premessa:

La scalata al M.te Chiadin dai Piani di Luzza avviene lungo un sentiero non estremamente difficile, ma comunque impegnativo: il notevole dislivello da superare, in rapporto alla distanza complessiva da percorrere, comporta infatti il superamento di tratti abbastanza ripidi, soprattutto lungo la parte iniziale dell'escursione, in cui si attraversa la boscosa pendice orientale del M.te Chiaine. Lo spettacolo offerto dall'imponenete catena delle dolomiti pesarine e dalla sottostante vallata di Sappada accompagna tutta la seconda parte dell'ascesa, ma l'arrivo in vetta è in grado di offrire una visuale ancor più ampia: si tratta di un vero e proprio angolo di 360°, che spazia su alcune delle più significative cime della Carnia, a partire dai vicini Siera, Terze, M.ti del Ferro, Val Visdende, Rif. Sorgenti del Piave, Peralba, Chiadenis, Avanza e Navastolt, ma anche su Cresta di Fleons, Creta di Bordaglia, Volaia, Coglians, Vas, Ombladet, Crostis, Zoncolan, Tamai ed Arvenis.

 

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Piani di Luzza (Forni Avoltri) – Sentiero 139 – Bivio per Rif. Piani del Cristo – Sentiero 174 – M.te Chiadin.

Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso dell'andata.

 

 

Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Staipe Sopra Luzza, 1129 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: circa 8,0 km
  • Quota massima raggiunta: Monte Chiadin, 2287 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1165 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 3 h 30 min – 4 h
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 1
  • Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Bellezza (da 1 a 5): 4
  • Panoramicità (da 1 a 5): 4

 


Descrizione dell'itinerario:


Lungo la S.S. 355, dirigendo da Forni Avoltri verso Sappada, si incontra presto l'evidente bivio per i Piani di Luzza, posto sul lato destro della carreggiata. Presa questa direzione si sale lungo la strada per le colonie, affrontando una breve serie di tornanti, sino al punto in cui si trovano un ampio piazzale sterrato, una costruzione ed un campo sportivo. Lasciata la vettura si inizia a camminare sulla rotabile a fondo naturale che fiancheggia il campetto di calcio (non identificata dai segnavia CAI) e si sale blandamente per alcuni minuti, sino ad uno slargo in cui è presente un fabbricato di recente formazione. A questo punto compaiono i segni bianco/rossi che identificano il sentiero CAI 139, il quale inizia immediatamente ad inerpicarsi in modo deciso lungo la pendice orientale del M.te Chiaine, attraversando un consorzio misto boschivo costituito in prevalenza da faggio (presenza di esemplari di notevoli dimensioni) ed abete rosso.


[l'inizio del sentiero 139]


Lungo questa prima parte della camminata è bene fare attenzione, in caso di fondo umido, al ripido ed ombroso sentiero, che non sempre garantisce un appoggio agevole agli scarponi. Dopo un'ora scarsa di ascesa il sentiero spiana, in corrispondenza di un vecchio pascolo abbandonato posto ad oltre 1600 m di quota, il quale risulta attualmente in fase di colonizzazione da parte delle conifere.


[il versante meridionale del Chiadin dalla radura ad oltre 1600 m di quota]


Superati alcuni stavoli si segue l'indicazione per i Piani del Cristo: la traccia si allarga e procede in falsopiano per alcune decine di metri, sino ad un bivio uleriore, presso il quale si trova una piccola costruzione in legno. Abbandonata la pista per i Piani del Cristo si svolta a destra (in presenza di evidente segnaletica), iniziando così la seconda parte della scalata; la vista si apre in modo significativo, sia sul ripido versante meridionale del M.te Chiadin che sul gruppo delle Pesarine, mentre la vegetazione ad alto fusto si dirada sempre più, sostituita progressivamente da pendii erbosi/pietrosi punteggiati dai pini mughi. Oltre i 1850 m di quota la pendenza del sentiero si attenua notevolmente: ciò consente di affrontare in modo più agevole la parte conclusiva dell'ascesa. Una splendida veduta su Canale di Gorto, Cima Sappada, Sappada, Sella Tuglia, ma anche sui prospicenti contrafforti calcareo dolomitici dei M.ti Tuglia, Pleros, Creta della Fuina, Cimon, Creta Forata, Siera, Creton di Clap e sulle Terze si propone agli occhi dell'escursionista, mentre in rapida successione si alternano i tornantini conclusivi del sentiero 174 per il M.te Chiadin. Il ripido pendio erboso che contraddistingue questo lato della montagna suggerisce prudenza, perchè il sentiero (seppur non difficile e comunque ben tracciato) consta di qualche passaggio esposto. Dopo circa 120 minuti di camminata si giunge in vetta, presso la croce lignea sotto la quale è riportata l'iscrizione “ora e sempre nei secoli dei secoli Amen”;


[Soggettiva sulla croce di vetta con i M.ti di Volaia sullo sfondo]


[Croce di vetta con vista sui M.ti del Ferro]


una magnifica veduta, sinora rimasta quasi completamente celata, su M.ti del Ferro, Val Visdende, Peralba, gruppo del M.te Avanza, Passo Avanza, Cresta di Fleons, Navagiust, Creta di Bordaglia, Volaia, Sasso Nero, Cima Ombladet, Coglians, Floriz, Crostis e Canale di Gorto è visibile dalla quota di 2287 m.


[Rif. Sorgenti del Piave, Peralba e catena del M.te Avanza dalla cima]


Il versante nord del M.te Chiadin è molto diverso da quello appena conosciuto: presenta infatti impressionanti pareti a precipizio (frastagliate ed irte di aguzzi pinnacoli e/o sporgenze rocciose), al di sotto delle quali si notano evidenti depositi detritici. Il ritorno alla vettura avviene obbligatoriamente lungo lo stesso percorso affrontato all'andata e richiede circa 1 ora e 40 minuti di cammino.

Itinerario compiuto nel mese di agosto dell'anno 2007

 


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