TREKKING ALTRE REGIONI Rifugio Lagazuoi dalla Capanna Alpina


Premessa:

La Capanna Alpina, raggiungibile facilmente sia dall'Alta Badia che da Cortina (via Passo Falzarego e Passo Valparola), costituisce un punto strategico da cui organizzare significative e meravigliose escursioni nelle dolomiti. Quella che concerne il presente articolo interessa il margine sud-orientale del Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo, in questa zona contraddistinto dalla presenza di importanti rilievi quali le Tofane e gli stessi Lagazuoi, ed una parte del Parco Naturale Fanes – Senes – Braies, di cui si apprezzano soprattutto la bellissima forma del Piz Dles Conturines, ma anche rilievi quali Piz Dl'Lech e Cima Scotoni. Si tratta di un percorso emozionante e denso di significati: al di là della notevole bellezza dei luoghi, assume una certa rilevanza anche il loro trascorso storico, che richiama alla memoria le lontane vicende della grande Guerra, le cui tracce sono ben visibili lungo il cammino (soprattutto nella parte più prossima alla meta). I sentieri che interessano questo anello non presentano situazioni di pericolo degne di nota; infatti i percorsi sono molto ben segnalati, oltre che conosciuti e frequentati.


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Capanna Alpina – Sentiero 20 – Ütia Scotoni – Lé de Lagaciò – Monte de Lagazuoi – Forcella Lagazuoi – Sentiero 401 – Rif. Lagazuoi – Sentiero 401 – Forcella Lagazuoi – Sentiero 20a – Forcella de Salàres – Ütia Scotoni – Sentiero 20 – Capanna Alpina.


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Rif. Capanna Alpina, 1720 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: circa 12,5 km
  • Quota massima raggiunta: Rif. Lagazuoi, 2752 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1040 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 3 h 45 min – 4 h
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 3 (oppure 7)
  • Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile
  • Stagione consigliata: estate
  • Bellezza (da 1 a 5): 4,5
  • Panoramicità (da 1 a 5): 4,5
  • Riferimento temporale dell'escursione: Agosto 2007



Descrizione dell'itinerario:

E' possibile lasciare la vettura nell'ampio piazzale sterrato adiacente al rifugio Capanna Alpina. La camminata, inizialmente in falsopiano, si svolge dapprima lungo il fondovalle noto come Plan Dal'Ega ma ben presto, cioè dopo il bivio con il sentiero 11 per il Rif. Fanes, diviene più ripida. Il sentiero 20, largo e ben compatto, ascende deciso il Valun de Lagacio, puntando verso il Rif. Scotoni. Una prima panoramica sul vicino ed imponente Piz Dles Conturines sembra già preludere alle successive meraviglie ed invita decisamente a procedere con passo spedito. Dopo circa mezz'oretta si entra nella larga conca in cui si trova il Rif. Scotoni (1985 mt s.l.m.), delimitata dai torrioni fronteggianti del Piz Dl'Lech e del Col Bocia, nonchè dalla parete a strapiombo di Cima Scotoni e dalla dorsale del Sas de Dlacia. Rivolgendo lo sguardo verso sud ovest si può scorgere il pendio, colonizzato dai cembri, che sarà percorso al ritorno lungo la discesa dalla Forcella de Salàres, ma per il momento si mantiene la direzione del sentiero 20; quest'ultimo, superato il pianoro in cui si trova il rifugio, impenna bruscamente immettendosi in uno stretto canale pietroso lungo il quale scorre fragorosamente un rio. Al termine di questa impegnativa ascesa si trova un evidente e segnalato crocevia di sentieri: è sufficiente volgere lo sguardo indietro per ammirare il bacino di origine glaciale chiamato Lé de Lagaciò (raggiungibile con pochi passi), presso il quale si consiglia di approfittare per concedersi una breve pausa. Sono trascorsi poco meno di 50 minuti dalla partenza.

[nei pressi del Lé de Lagaciò]

In lontananza appare la sagoma del Rif. Lagazuoi, che da questa posizione sembra più vicino ed a portata di mano di quanto non sia in realtà. Tutt'attorno la visuale si espande a dismisura, interessando l'intero pendio su cui si cammina, molto vasto ed incuneato tra la smussata parete Spinarac, posta sul lato occidentale e dai Lagazuoi, situati sul lato orientale: queste dorsali maestose convergono formando un angolo acuto, il cui apice è costituito dal punto in cui si trova il rifugio.

[lungo il sentiero 20, verso la Forcella Lagazuoi]

L'arrivo alla Forcella Lagazuoi, vero balcone da cui si spalanca la vista sul versante opposto, avviene in poco più di 90 minuti dalla partenza. Da questa posizione si può apprezzare una gustosa anteprima del panorama che a breve risulterà ancor meglio visibile dal terrazzo del rifugio. Il tratto conclusivo di ascesa avviene lungo il sentiero 401:

[lo stupendo panorama dal sentiero CAI 401]

con numerosi tornanti esso risale deciso il pendio sommitale del Lagazuoi Pizo, disseminato dalle antiche postazioni della Grande Guerra, che vengono talvolta compendiate da vistose tabelle descrittive.

[postazione della Grande Guerra lungo il sentiero 401]

Dopo altri 20 minuti di faticosa camminata -finalmente- si può posare entrambi i piedi sul terrazzo antistante il rifugio, posto alla rispettabile quota di 2752 mt. La vista da questa posizione è semplicemente sbalorditiva: Gruppo Puez/Odle, Gruppo del Sella, Marmolada, Col de Lana, Passo Falzarego, Nuvolau, Cinque Torri, Tofana de Rozes, Cernera, Croda da Lago, Gruppo del Sorapiss, Pelmo e molto altro ancora! Il luogo, comprensibilmente, è piuttosto frequentato, anche in virtù del servizio offerto dalla funivia che sale dal Passo Falzarego. Tornati sui propri passi, si scende lungo il sentiero 401, accompagnati da una splendida prospettiva sulla Tofana de Rozes e sui Lagazuoi.

[la Tofana de Rozes dal sentiero 401, lungo la discesa]

[i Lagazuoi dal sentiero 401]

Giunti alla forcella si percorre una breve parte del tragitto già affrontato all'andata, sino al raggiungimento del bivio con il sentiero 20a; intrapreso quest'ultimo, si avanza in leggera discesa attraverso il vasto catino pietroso, cinto ad occidente dalla dorsale Spinarac. Lungo questa parte del tragitto è possibile imbattersi nelle marmotte. Poco prima di raggiungere la Forcella de Salàres la traccia diviene più ripida, ma non difficoltosa: inizialmente si districa attraverso una pista da sci (in fase di manutenzione al momento in cui è stato provato l'itinerario a cui fa riferimento il presente articolo), quindi diviene un single track, il quale si snoda lungo il pendio rivolto in direzione del Passo Valparola.

[Piz Dles Conturines dal sentiero 20a]

Approssimativamente dopo due ore a 45 minuti dalla partenza si giunge nei pressi della Sella, sovrastata dal torrione con cui termina la propaggine Spinarac; da questa posizione si apprezzano il panorama sui vicini Piz Ciampei, Pale di Gerda e Les Pizades, nonché i prati circostanti tra cui spiccano numerosi e splendidi esemplari di Pinus cembra, altresì noti come cembri o cirmoli.

[Piz La Ila e Gruppo Puez/Odle dai pressi della Forcella de Salàres]

Il sentiero punta ora verso oriente, cioè in direzione del già noto Rif. Scotoni: dopo una brevissima risalita si affaccia sul pendio descritto precedentemente al momento dell'arrivo presso il rifugio stesso, quindi scende in modo evidente lungo la rada cembreta, tra cui si notano esemplari davvero imponenti, che in alcuni casi recano evidenti segni delle avversità che l'ambiente estremo in cui dimorano riserva loro. Giunti nei pressi del Rif. Scotoni non resta che scendere lungo la carrareccia già percorsa all'andata (sentiero 20) per completare, indicativamente in poco meno di 4 ore, un anello altamente remunerativo.

Itinerario compiuto nel mese di agosto dell'anno 2007



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