MOUNTAIN BIKE ALTRE REGIONI Rifugio Pralongià da La Villa


Premessa:

Nel cuore dell'Alta Badia, incastonata tra gruppi montuosi davvero rilevanti sia per grandezza che per bellezza, si sviluppa questo anello, il quale propone una simbolica staffetta tra un rifugio e l'altro. L'itinerario risulta davvero coinvolgente, poiché assai diversificato a seconda delle situazioni che presenta: alterna infatti passaggi alla portata di tutti con tratti molto severi, in cui le pendenze estreme mettono a dura prova la resistenza degli atleti. Ma ciò che finisce per unificare l'insieme è il costante alternarsi di paesaggi e scorci in cui la natura (nonostante la massiccia, evidente e costante opera dell'uomo) recita ancora il ruolo di padrona indiscussa. Le ampie vallate, generalmente piuttosto aperte, consentono infatti di apprezzare molto bene i panorami circostanti sin dalle altitudini meno elevate.


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

La Villa – Sentiero C2 – Corvara – Arlara – Sentiero 24 – Malga Tranrüs – Planac – Sentiero 26 – Passo Campolongo – Sentiero 3 – Rif. Cherz – Bosch de la Viza –  Ütia la Vizza – Sentiero 1022 –  Ütia Inijzia – Ütia la Marmotta – Ütia Pralongià – Sentiero 23 – Ütia de Bloch – Ütia la Brancia – Sentiero 4 – Ütia la Fraina – Ütia Bamby – La Villa. Nota bene: sulla carta topografica il sentiero che collega La Villa a Corvara è indicato con la sigla C2, ma la segnaletica presente sul posto riporta il segnavia C1


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: La Villa, 1477 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 31,0 km
  • Quota massima raggiunta: Ütia Pralongià, 2157 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1350 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 3 h – 3 h 30 min
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 7
  • Livello di difficoltà: acile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile


Descrizione dell'itinerario:

E' possibile lasciare la vettura nei pressi della piccola chiesetta di La Villa. Si inizia a pedalare in direzione nord, ignorando la strada che sale sul lato sinistro; transitati a fianco del Comando dei Vigili de Fuoco, a cui segue presto un crocevia, si svolta a destra per effettuare la ripida e breve discesa che termina in corrispondenza della S.S. 244. A questo punto si dirige ancora a destra, sino ad incontrare, sul lato opposto della carreggiata, il segnavia del sentiero C1 per Corvara. Preso quest'ultimo, il cui fondo è sterrato, si avanza verso sud, a fianco della strada statale e del greto del Rü Tort: detto sentiero, molto frequentato dagli escursionisti a piedi, si sviluppa entro un bel bosco di conifere, attraverso tratti pianeggianti inframezzati da corte salite e ridiscese. Poco prima di Corvara è necessario attraversare la S.S. 244, per riprendere immediatamente la traccia sul lato opposto. Una prima e suggestiva veduta sul Sassongher e sul Gruppo del Sella accompagnano l'ingresso nel movimentato e ridente paese. Ripresa la S.S. 244 si sale in direzione del Passo Campolongo fino al bivio per il cimitero e le località di Plan ed Arlara, rintracciabile dopo pochi minuti sul lato sinistro della strada. Lungo questa carreggiata si affronta una dura ascesa su manto bituminoso, la quale termina presso un piazzale di servizio agli alberghi circostanti e ad un'impianto di risalita. Si prosegue a sinistra, nuovamente su fondo naturale, impegnando il sentiero 24. La vista diviene sempre più bella man mano che si sale. Dopo un altro breve tratto impegnativo, si abbandona questa traccia in favore del single track visibile sulla destra, il quale rasenta inizialmente uno stavolo: dopo alcuni metri in falsopiano lo stretto sentiero, dotato di un ottimo fondo compatto e scorrevole, aggira il versante mediante una risalita (comunque ciclabile) a cui segue una breve discesa.

[pedalando lungo il sentiero 24]

Giunti in corrispondenza di una carrareccia si svolta a sinistra, procedendo verso il successivo ed immediato incrocio; si dirige quindi a destra in discesa, passando a fianco dei campi da golf. Al termine della rotabile appena percorsa si svolta a sinistra, confluendo nuovamente nella S.S. 244: essa viene però abbandonata subito, in favore della vicinissima stradina asfaltata che conduce all'impianto di risalita Planac, situato sul lato sinistro. Seguendo il segnavia CAI 26 si raggiunge un nuovo bivio, posto sul limitare inferiore della pista da sci: scelta la traccia sulla destra si attraversa il prato, al cui termine vi è l'imbocco di un sentiero ascendente;

[l'attraversamento del prato che precede la variante del sentiero 26]

è necessario smontare dalla bicicletta ed affrontare a piedi le poche decine di metri che caratterizzano questo single track immerso nel bosco (almeno fino al secondo scollinamento, passato il quale è possibile tornare in sella), al fine di confluire nuovamente nella carrereccia più ampia poco più avanti, cioè nelle immediate vicinanze di una recinzione che delimita il campo da golf; questo passaggio non del tutto agevole (la cui indicazione è assente nella carta topografica di riferimento) risulta infatti obbligato, visto che parte della carrareccia di interesse all'itinerario attraversa l'area destinata ai campi da golf, la quale è riservata esclusivamente agli utenti dei medesimi. La forestale che segue, in costante ma non impegnativa ascesa, si dipana attraverso un bellissimo bosco di conifere: raggiunto il bivio si segue il segnavia per il Passo Campolongo, quindi la traccia posta sulla destra.

[la stupenda mulattiera che conduce verso il Passo Campolongo]

Dopo alcuni metri, lungo i quali si effettua una leggera ascesa, l'ampia traccia sfocia in un sentiero ed il bosco cede il passo all'ennesimo pendio erboso: affrontato in discesa il breve single track si giunge ad una confluenza con la S.S. 244, situata appena al di sotto del Passo Campolongo. Ivi è presente la segnaletica per il Rif. Cherz (sentiero CAI n. 3 dal fondo sterrato); da questo momento in poi l'itinerario si farà più difficile: l'ascesa per il Rif. Cherz avviene affrontando una serie di rettilinei molto panoramici ma discretamente ripidi, fortunatamente inframezzati da tornanti più dolci, eccellenti per recuperare le energie! Splendida è la veduta sul prospicente Gruppo del Sella da questa salita.

[la salita per il Rif. Cherz; sullo sfondo il Gruppo del Sella]

Una volta arrivati al rifugio (2088 mt s.l.m.), merita fermarsi alcuni minuti prima di dare inizio alla “picchiata” per il Rif. La Vizza, che dev'essere effettuata sul versante opposto: questa ripida discesa, inizialmente molto aperta, ben presto si immerge nel fitto della vegetazione;

[la parte iniziale della discesa per il Rif. La Vizza]

al suo termine si nota, sul lato sinistro, la traccia larga ed ascendente che caratterizza il sentiero 1022. Anche questa pista si rivela impegnativa: la sua conclusione, poco dopo aver transitato accanto al Rif. Inijzia (presso il quale è possibile effettuare il rifornimento d'acqua, grazie ad una fontana), avviene all'altezza di un'intersezione. Di fronte è situato il Rif. La Marmotta, mentre sulla destra appare una ripida “rampa”, che incute un certo timore: proprio questa direzione dev'essere intrapresa al fine di raggiungere la quota massima dell'escursione; alle erte significative che la contraddistinuguono si unisce la composizione del fondo, fattosi più tecnico. Non mancano comunque dei punti in cui le pendenze si attenuano, consentendo di recuperare, almeno in parte, le forze e di godere della vastissima visuale circostante. L'arrivo al Rif. Pralongià è preceduto da un'ultima durissima impennata, seguita da alcune decine di metri in falsopiano.

[la posizione dominante del Rif. Pralongià]

Il peggio è oramai passato! Nei dintorni della grande costruzione si trovano un terminale di un'impianto di risalita ed una piccola cappella. Il panorama è semplicemente fantastico: ad est spazia dalle Pale de Gerda ai Lagazuoi, quindi prosegue con Piz dles Conturines, Piz de Lavarela e Sas dla Crusc; ad ovest impera il Gruppo del Sella e, poco più a nord, dominano il Sassongher e le cime del Parco Naturale Puez/Odle. Resta da percorrere la parte più panoramica dell'itinerario: immettendo le ruote grasse nel sentiero 23, la cui traccia è localizzabile nelle immediate vicinanze del rifugio, si affrontano una serie di sali/scendi (ponendo attenzione agli eventuali escursionisti a piedi) in direzione del Rif. De Bloch;

[lungo la dorsale di sommità attraversata dal sentiero 23]

superato quest'ultimo la traccia diviene stretta (come lo era nel tratto iniziale seguente al Rif. Pralongià) e discendente, ma quasi subito spiana, quindi confluisce nella più larga rotabile che collega Il Rif. Clablun al Rif. La Brancia. Si svolta a destra, abbandonando il sentiero 23 in favore del 4: nel volgere di pochi minuti si passa a fianco di due rifugi (La Brancia e Fraina), a cui segue presto un bivio. Qui termina parte di pedalata in alta quota che ha avuto inizio dal Rif. Pralongià: si deve infatti svoltare a destra, prestando fede al segnavia n.4 per La Villa, per affrontare la discesa. La larga traccia (ben segnalata) aggira il versante orientale del Piz La Ila, quindi termina sul limitare del paese, poco al di sotto della strada per San Cassiano ed il Passo Valparola, ove si trova uno spiazzo sterrato. L'escursione è praticamente conclusa: ignorato l'incrocio con il sentiero C1 (che prosegue verso nord attraverso il ponte, tagliando trasversalmente la direzione d'interesse all'itinerario), non resta che compiere una prima breve ascesa lungo la stradina posta poco più avanti, la quale sfocia sulla S.S. 244 presso un'intersezione. Attraversata la strada principale si immettono le ruote sulla più stretta carreggiata posta di fronte, per superare gli ultimi metri di salita che separano questa posizione dalla Chiesetta di La Villa.

Itinerario compiuto nel mese di agosto dell'anno 2007

 


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