TREKKING ALPI CARNICHE Creta di Timau da Casera Pramosio


Premessa:

Questa escursione presenta una peculiarità che la differenzia da altre sinora descritte: il punto da cui ha origine è infatti già situato in un contesto proprio agli scenari normalmente riconducibili alle altitudini elevate. La scelta di utilizzare quale base di riferimento il complesso agrituristico di Casera Pramosio bassa (di proprietà della Regione Friuli Venezia Giulia) è dovuta puramente ad un'esigenza legata al calcolo dei tempi di percorrenza, che altrimenti diverrebbero assai elevati. Comunque, chi non desidera raggiungere a bordo della vettura la succitata struttura ricettiva, può sempre utilizzare a tale fine il sentiero CAI 403 il quale, partendo dal fondovalle, ascende dolcemente da Laipacco le pendici del M.te Paularo incrociando ripetutamente la pista forestale non soggetta al vincolo della Legge Regionale 15/91 (ed in considerazione di ciò aperta al traffico veicolare). Il percorso in oggetto di descrizione avviene in una zona molto bella, che si consiglia vivamente di visitare nei mesi in cui Casera Pramosio bassa è aperta.


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Casera Pramosio bassa – Sentiero 402 – Casera Malpasso – Passo Pramosio – Casera delle Manze – Lago Avostanis – Creta di Timau – Sentiero 402 – Casera Pramosio bassa


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Casera Pramosio bassa, 1521 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: circa 7,5 km
  • Quota massima raggiunta: Creta di Timau, 2217 mt s.l.m.
  • Dislivello: 730 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 2 h 45 min – 3 h
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 9
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Bellezza (da 1 a 5): 4
  • Panoramicità (da 1 a 5): 5



Descrizione dell'itinerario:

Lasciata l'auto nell'ampio parcheggio di Casera Pramosio bassa, si inizia a camminare utilizzando quale riferimento il segnavia 402 per il Passo Pramosio e Casera Pramosio alta. La larga carrareccia rasenta inizialmente, procedendo in piano, il ricovero per il bestiame, quindi prende a salire piegando sensibilmente verso nord/est, in direzione del Rifugio Morgante e di Casera Malpasso.

[poco dopo la partenza da Casera Pramosio bassa]

Dopo pochi minuti, accompagnati da una bella veduta sulle Crete del Mezzodì e le Lastre della Cercevesa, si giunge in vista di Casera Malpasso, presso la quale si trova un bivio; mantenuta la destra si prosegue nell'ascesa, descrivendo, entro una traccia mediamente ripida costituita da tratti di fondo cementato a cui si alternano parti sterrate, un arco in senso antiorario.

[Casera Malpasso dal sentiero 402]

E' sufficiente mezz'ora di cammino per giungere di fronte al bivio con il sentiero 448 per il Passo Pramosio: dopo aver scelto questa nuova direzione si conteggiano poco più di cinque minuti prima di conquistare il passo (camminando comodamente in falsopiano), ma ne vale assolutamente la pena, soprattutto in virtù delle numerose testimonianze della Grande Guerra, cioè gallerie, trincee e postazioni, che è possibile notare lungo questa breve digressione. Una volta pervenuti all'intersezione tra i sentieri 448 per Cuestalta e 403 per Weidenburg, si inverte la marcia al fine di tornare al bivio precedente e quindi riprendere l'ascesa del sentiero 402. Dopo poche decine di metri avviene il passaggio a fianco dell'isolata Casera delle Manze, a cui segue un tratto meno severo che va subito incassandosi entro una evidente rientranza del versante;

[lasciata alle spalle Casera delle Manze]

in questo modo si descrive un ampio “ferro di cavallo”, prima di affrontare gli ultimi tornantini per Casera Pramosio alta: il sentiero torna a farsi ripido ma, pur presentando dei tratti più accidentati rispetto a quanto trovato in precedenza, consente un agevole proseguo della camminata; la sensazione di guadagnare quota repentinamente è tutt'altro che ingiustificata. Prima di affacciarsi sulla conca in cui si trova il lago Avostanis è possibile notare, sul lato sinistro della carrareccia, l'evidente congiungenza con il sentiero per la Creta di Timau, che sarà utilizzato per il ritorno dalla vetta. Dopo pochi metri appare sulla destra la sagoma di Casera Pramosio alta; dinnanzi, solo un piccolo guado separa dall'ingresso nell'anfiteatro del laghetto, il cui limite settentrionale è costituito dall'ampio basamento roccioso di Cima Avostanis, che viene utilizzato come palestra di roccia. E' trascorsa circa un'ora dalla partenza.

[la splendida conca del lago Avostanis]

Il proseguo dell'escursione avviene sull'esile sentierino accessibile dall'estremità inferiore del laghetto; lasciando quindi a destra il piccolo bacino si riprende a salire entro questa traccia che risulta in alcuni passaggi un po' incerta: a tale proposito costituisce un valido punto di riferimento la direzione prevalentemente occidentale da tenere. All'incrocio con una traccia più ampia ed evidente si procede verso destra, sino a raggiungere una nuova biforcazione ove si può notare uno uno sbiadito segnavia bianco/rosso del CAI; mantenuta la destra si inizia a rasentare il limite ovest della conca, accompagnati da una splendida veduta su Cima Avostanis e sul laghetto omonimo. Dopo aver superato un tornante sinistrorso ci si affaccia per la prima volta sulla lunga dorsale che digrada verso il Passo di Monte Croce Carnico, delimitata a sud dal versante a perpendicolo della Creta di Timau; oltre al superbo panorama (Pal Grande, Cuelat, Pal Piccolo e, sovrastante su tutto, Coglians), è possibile notare altre significative testimonianze risalenti all'epoca della Grande Guerra.

[antiche postazioni militari lungo il sentiero per la Creta di Timau]

La salita, che oramai rasenta in modo evidente l'erbosa cresta orientale della Creta di Timau, diviene sempre più panoramica e spettacolare.

[il Polinik dalle pendici della Creta di Timau]

Ritrovata la parte conclusiva del sentiero CAI si avanza ancora per pochi metri, sino a che appare in modo palese, di fronte, l'ultimo passaggio che separa dalla cima: si tratta di un breve canalino roccioso attrezzato, il quale dev'essere affrontato con prudenza. In alternativa a questo passaggio si possono prendere in considerazione i gradini rocciosi presenti sul lato destro (però abbastanza esposti e non assicurati), su cui restano ancora tracce dei vecchi segnavia CAI. Questo ostacolo finale, nell'ottica dell'intera escursione, rappresenta l'unico momento delicato. Dalla cima (campana, bandiera tricolore, croce, libro di vetta) è apprezzabile un panorama estesissimo, che spazia dall'entroterra austriaco a buona parte delle alpi carniche e giulie.

[in vetta a 2217 mt]

Sono trascorsi poco più di 90 minuti dalla partenza. Per il ritorno si utilizza il sentiero CAI: la traccia, ben marcata, discende lungo la parete meridionale della Creta di Timau sino ad incontrare il già noto sentiero 402; l'unica accortezza da tenere lungo questa discesa è il mantenimento della destra presso l'unico bivio che s'incontra.

[lungo la parte iniziale della discesa: in primo piano spicca la Cuestalta]

Reimmessi sul sentiero 402, poco al di sotto del laghetto di Avostanis, non rimane che percorrere a ritroso la distanza che separa da Casera Pramosio bassa.


Riferimento temporale dell'escursione: ottobre 2007


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