TREKKING ALPI CARNICHE Laghi d'Olbe da Sappada


Premessa:

Un fattore di sicuro interesse in quest'escursione è costituito dal rapporto tra il tempo che si impiega a raggiungere i luoghi più interessanti e la relativa vicinanza degli stessi. Sin dalle prime battute si avverte la sensazione di entrare a far parte di un mondo magico e decisamente tranquillo: gli unici rumori percepibili sono infatti quelli generati dai corsi d'acqua e dalle singolari ed altissime cascate che utilizzano i ripidi pendii rocciosi per gettarsi a fondovalle. Dall'arrivo nei pressi del primo rifugio si compirà però il proverbiale “salto di qualità”. L'elevata panoramicità del percorso, unita alla grande bellezza dei luoghi che vengono di seguito visitati, sapranno gratificare sicuramente l'escursionista, senza che egli debba mai preoccuparsi in merito alla natura dei sentieri, dal momento che questi ultimi non presentano difficoltà rilevanti.

 

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Sappada – Sentiero 135 – Rifugio Gosse – Sentiero 140 – Rifugio 2000 – Sentiero 138 – Casera d'Olbe – Laghi d'Olbe – Sentiero 135 – Rifugio Gosse – Sappada.

 

 

Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Sappada, Ponte sul Rio Mühlbach, 1243 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: circa 11,0 km
  • Quota massima raggiunta: Laghi d'Olbe, 2156 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1050 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 3 h 45 min – 4 h
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 1
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Bellezza (da 1 a 5): 4,5
  • Panoramicità (da 1 a 5): 4,5

 


Descrizione dell'itinerario:

 

E' possibile lasciare la vettura nel parcheggio situato in prossimità del ponte sul Rio Mühlbach, collegato direttamente alla S.R. 355. Si inzia a camminare in direzione del ponticello pedonale coperto situato a pochi metri di distanza. Attraversata questa gradevole struttura lignea di recente formazione, si avanza fino a raggiungere subitaneamente la confluenza tra una strada di viabilità interna sappadina e la già citata S.R. 355. In questo punto è presente un evidente segnavia che riporta le indicazioni relative a vari sentieri di interesse naturalistico/escursionistico. Seguendo la traccia CAI 135 per i Laghi d'Olbe si lascia la strada asfaltata in favore di un sentiero, il quale si introduce immediatamente nella vicina abetaia. Pervenuti, dopo una breve salita, in corrispondenza d'una piccola chiesa e di tre grandi crocefissi, ci si immette a sinistra su una carrareccia più ampia.


[la chiesetta del Calvario]


Una prima panoramica sui prati caratterizzanti il fondo della vallata, nonchè sulle vicine pareti rocciose del M.te Siera, si palesa agli occhi dell'escursionista. Ha inizio così un'impegnativa ascesa, che presto diviene promiscua con la pista da sci. Si guadagna rapidamente quota superando decise impennate che si alternano sporadicamente a qualche tratto più dolce; particolarmente suggestive sono due cascate, osservabili lungo questa parte del cammino, che discendono il ripido versante meridionale sovrastato dalla cresta rocciosa al cui limite occidentale spicca la vetta del M.te del Ferro. Dopo aver ignorato sulla sinistra la deviazione per i laghi d'Olbe che precede di poco la struttura del Rif. Gosse (dal momento che quella traccia verrà utilizzata per la discesa), si giunge nei pressi della costruzione (1847 mt s.l.m.). L'itinerario prosegue lungo il sentiero 140: esso è rintracciabile sul limitare inferiore della terrazza panoramica rivolta ad occidente, su cui si consiglia di recarsi prima di continuare.


[la terrazza panoramica del Rif. Gosse]


Lasciato il rifugio alla propria sinistra si continua a salire, superando anche un tornante, sino ad incontrare un bivio posto di fronte alle pendici del M.te della Piana, presso il quale si svolta a destra in direzione del Rif. 2000;


[il sentiero per il Rif. 2000]


la pendenza torna a farsi più accentuata, ma il tratto da compiere è breve: poco al di sotto di una selletta, con vista ad oriente sul dirimpettaio pinnacolo del M.te Tuglia, c'è il bivio per i laghi che sarà percorso al ritorno dal Rif. 2000. Dopo 90 minuti di cammino è possibile affacciarsi verso sud ed apprezzare il superbo panorama che la privilegiata posizione in cui sorge questo rifugio è in grado di offrire.


[nei pressi del Rif. 2000]


[le dolomiti pesarine dal rifugio]


Tornati sui propri passi si scende fino alla confluenza con la variante del sentiero 140 notata in precendenza, quindi la si impegna. Ad una prima ascesa segue uno scollinamento che determina una lieve perdita di quota, poi la traccia riprende a salire all'altezza della confluenza con la pista più bassa proveniente dal Rif. Gosse. Si lambisce ora la parete rocciosa a strapiombo del M.te della Piana;


[in cammino verso Casera d'Olbe]


la visuale sull'ampia conca cinta a settentrione dalla frastagliata Cresta del Ferro, ai cui limiti estremi si trovano le cime del M.te Lastroni ad oriente e del M.te del Ferro ad occidente, va decisamente ampliandosi e facendosi sempre più affascinante. Terminata questa ascesa il sentiero 140 compie una significativa svolta in direzione sinistra, quindi inizia a declinare verso la confluenza con il sentiero 138 che proviene dalla Val Sesis. Giunti a questo incrocio si mantiene la sinistra: la salita riprende ed il segnavia di riferimento diviene il 138. Dopo alcuni minuti si rasenta la struttura della Casera d'Olbe: significa che rimane da compiere l'ultimo sforzo.


[Casera d'Olbe dal sentiero 138]


Il segnale che la mèta è oramai prossima è dato dall'arrivo all'intersezione con i sentieri 135 e 141, posta ai piedi di un dosso sopra al quale insiste una piccola cappella. Dopo aver svoltato a destra si giunge sul limitare dello specchio d'acqua più esteso tra quelli presenti in questa posizione, la cui altitudine è di 2156 mt. Sono trascorse all'incirca due ore e mezza dalla partenza.


[lo specchio d'acqua e, sullo sfondo, il Passo del Mulo]


Dopo una breve visita all'edificio di culto (da cui si ammira meglio il lago) si torna al crocevia precedente, al fine di impegnare il sentiero 135: quest'ultimo, affacciato sul M.te della Piana e sul Rif. 2000, consente di scendere in poco tempo nelle vicinanze del Rif. Gosse, poiché asseconda direttamente il versante meridionale della montagna. La confluenza con la più larga traccia già affrontata all'andata avviene poco al di sotto del rifugio stesso; non resta che percorrere a ritroso la pista da sci, a cui seguono, oramai quasi a fondovalle, la carrareccia ed il sentierino rintracciabile presso la chiesa. Il ritorno alla vettura avvine dopo circa 3 ore e 45 minuti dalla partenza.

Riferimento temporale dell'escursione: settembre 2007


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