TREKKING PREALPI CARNICHE Sentiero del Dint dal lago di Barcis


Premessa:

L'escursione proposta risulta molto breve e sostanzialmente priva di difficoltà, ma non certo avara di aspetti interessanti: il sentiero del Dint attraversa il settore occidentale della Riserva Naturale Forra del Cellina e permette passo dopo passo di apprezzare le molteplici sfumature dell'ambiente naturale in cui va dipanandosi. I punti salienti toccati dal tragitto sono accompagnati da numerose segnalazioni ed esaurienti tabelle descrittive; queste ultime estrinsecano in modo comprensibile svariate peculiarità attinenti questa zona della riserva, contribuendo di fatto a sensibilizzare i visitatori riguardo alcuni aspetti che regolano il delicato equilibrio dell'ambiente, il cui valore può così essere meglio compreso. Questo importante patrimonio, con le sue complesse e delicate correlazioni che ne regolano la sopravvivenza, dev'essere necessariamente rispettato e tutelato, in quanto comune a tutti noi.

 

Nota bene: al momento attuale (dicembre 2007) la vecchia strada della Valcellina risulta accessibile per un tratto parziale, ma solamente durante la stagione estiva: in considerazione di ciò questo itinerario costituisce una possibile alternativa per chi desidera visitare la Riserva Naturale Forra del Cellina durante i restanti mesi dell'anno.

Per ulteriori informazioni rivolgersi al seguente recapito: Parco Naturale delle Dolomiti Friulane – 33080 Cimolais (PN) – Tel. 0427 87333 – Fax 0427 877900.

Indirizzi internet: www.riservaforracellina.it –   www.parcodolomitifriulane.it



Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:


Ponte Antoi – primo belvedere – secondo belvedere – bivio per Centro Visite – bivio per Sella del Dint – sella del Dint – bivio per sella del Dint – terzo belvedere.

Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso dell'andata

 

 

Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Ponte Antoi, 406 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: circa 2,0 km
  • Quota massima raggiunta: terzo belvedere, 531 mt s.l.m.
  • Dislivello: 125 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 1 h 15 min
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 12
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile
  • Stagione consigliata: tutto l'anno
  • Bellezza (da 1 a 5): 3
  • Panoramicità (da 1 a 5): 3

 


Descrizione dell'itinerario:

 

Prima di entrare nell'abitato di Barcis, provenendo da Montereale Valcellina lungo la S.S. 251, si svolta a sinistra in direzione del Piancavallo, attraversando così l'estremità orientale del lago; giunti di fronte al bar/ristorante (avente limitata possibilità di parcheggio ad uso esclusivo del locale) si prosegue a destra per poche decine di metri, sino a superare un'evidente curvatura verso sinistra della rotabile. In questo punto, lasciata la vettura presso l'allargamento della carreggiata visibile sul lato opposto, è presente la segnaletica che identifica l'inizio del sentiero. La parte iniziale del camminamento, dal fondo ghiaioso compatto, risulta in moderata ma costante pendenza: con alcune serpentine si guadagnano presto il ponticello sull'inghiottitoio noto cone “pozzo della pioggia” ed il primo belvedere, costituito da un ballatoio metallico affacciato sul vicino lago di Barcis, la cui diga artificiale emerge in primo piano.

 

[fenomeni di origine carsica: il pozzo della pioggia]

 

[verso il primo belvedere]

 

Da questa posizione si può ammirare soprattutto il massiccio roccioso che unisce il gruppo del monte Cavallo al Crep Nudo.

 

[panorama sul lago di Barcis dal primo belvedere]

 

Il sentiero (dal fondo ridivenuto naturale), prosegue decisamente verso oriente rasentando il margine dello stretto intaglio sul cui fondo, parecchie decine di metri più in basso, scorre il torrente Cellina. Dopo pochi minuti si giunge presso il secondo belvedere, molto vicino al precedente: la visuale in prevalenza è qui rivolta sull'opposto versante, estesamente colonizzato dal bosco di latifoglie, ma anche su parte della forra, ora maggiormente apprezzabile.

 

[il greto del Cellina dal secondo belvedere]

 

Dopo aver lasciato sulla sinistra il bivio per il Centro Visitatori, la comoda traccia punta ancora verso oriente, attraversando con modesti saliscendi un ambiente dall'evidente conformazione carsica (palesata dalla presenza di blocchi, cavità e doline), in cui la notevole varietà della vegetazione arborea costituisce ulteriore elemento di interesse.

 

[verso il terzo belvedere]

 

Raggiunto il bivio per la forcella del Dint è possibile compiere una breve digressione, al fine di guadagnare la piccola insellatura presso la quale è presente un'altra tabella descrittiva. Rientrati al punto precedente non rimane che percorrere l'ultima breve salita che ancora separa dal terzo ed ultimo belvedere. Dopo aver attraversato una fitta abetaia di Picea abies (abete rosso) si raggiunge il balcone panoramico, prospiciente sul dirupato versante sud del monte Fara, ai cui piedi si trova il fondo della forra.

 

[la vecchia strada della Valcellina dal terzo belvedere]

 

L'affaccio verso nord/est offre uno scorcio sulla vicina Andreis, dominata dalla cresta occidentale del monte Raut. Sono trascorsi circa 40 minuti dalla partenza. Per il ritorno si segue il medesimo itinerario, ad esclusione della deviazione per la forcella del Dint già visitata all'andata.

Riferimento temporale dell'escursione: dicembre 2007


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