TREKKING ALPI CARNICHE Passo Elbel dalla Val Pesarina

Premessa:

Si tratta di una camminata molto remunerativa che ha il merito di consentire in breve tempo il raggiungimento di scenari alpini dall'aspetto incontaminato, selvaggio e maestoso, ingiustamente trascurati dagli escursionisti (attratti per lo più dal vicino Cadore). In determinati momenti, scelti tra i vari passaggi che caratterizzano questo percorso, ci si rende bene conto di questo, nel bene e nel male: all'evidente abbandono dell'unica casera che s'incontra lungo il cammino fa da contraltare la quiete assoluta che permea l'intero ambiente, la cui bellezza viene così ancor più esaltata, soprattutto ad uso di chi è solito ricercare nella montagna luoghi capaci di infondere pace e tranquillità (nei quali la natura recita un ruolo di primissimo piano). I sentieri risultano ben segnalati ed altrettanto marcati lungo quasi tutto l'itinerario, ad eccezione di un solo punto in cui si dovrà procedere con maggiore attenzione, supportati dalla necessaria cartina topografica di riferimento e dal senso di orientamento che normalmente si acquisisce con la pratica escursionistica; nel caso specifico sotto descritto quest'ultimo viene agevolato dalla posizione aperta.


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Pian di Casa – Sentiero 201 – Sentiero 202 – Casera Mimoias – Sentiero 202 – Sentiero 202a – Passo Elbel – Sentiero 315 – Sentiero 201 – Pian di Casa


Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Pian di Casa, 1236 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: circa 7,0 km
  • Quota massima raggiunta: Passo Elbel, 1963 mt s.l.m.
  • Dislivello: 760 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 2 h 30 min
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 1
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Bellezza (da 1 a 5): 4
  • Panoramicità (da 1 a 5): 4,5



Descrizione dell'itinerario:

Dopo aver percorso buona parte della strada statale che attraversa la val Pesarina (in direzione di forcella Lavardet) ed aver superato l'albergo Pradibosco, si procede per un breve tratto sino a raggiungere il parcheggio di servizio al rifugio Pian di Casa (1236 mt s.l.m.), situato in adiacenza alla pista da fondo. Lasciata la vettura si inizia a camminare verso nord, risalendo la scaletta che conduce di fronte alle piccole costruzioni in legno, superate le quali è facile individuare il segnavia CAI 201 per il rifugio De Gasperi. L'ampia pista forestale può essere abbandonata quasi subito in favore del sentiero segnalato, che prende a salire in modo abbastanza deciso il pendio boscato situato ai piedi del massiccio dei Clap. Dopo alcuni minuti di cammino si guadagna il bivio con il sentiero 202 per casera Mimoias, quindi si abbandona il segnavia 201 che prosegue sul lato destro;

[il bivio per il casera Mimoias]

è bene tenere a mente questa confluenza di sentieri, poichè verrà nuovamente raggiunta lungo la discesa dal passo Elbel, come descritto più avanti. La traccia, sempre ben marcata, ascende verso nord/ovest offrendo qualche limitato scorcio sulla verde dorsale opposta, che delimita la val Pesarina lungo il lato meridionale. Quasi d'improvviso (raggiunta la quota di 1536 mt s.l.m.), il sentiero sfocia in una vasta radura permettendo alla vista di spaziare sulla valle e sui pascoli di casera Mimoias, la cui sagoma, sovrastata dall'imponente creta omonima, appare oramai a portata di mano.

[la svettante piramide carbonatica della creta di Mimoias]

Dopo aver attraversato questa panoramica parte di tracciato si raggiunge il compesso della oramai decaduta casera Mimoias (1623 mt s.l.m.), la quale risulta in condizioni tali da non potersi prestare nemmeno come ricovero di fortuna. Sono trascorsi circa 45 minuti dalla partenza.

[casera Mimoias sovrastata dalla cresta di Enghe]

La camminata prosegue sul lato opposto, dapprima in discesa: per alcuni minuti si percorre la larga carrareccia di servizio alla casera, muovendo in direzione del vicino rio che scende dal passo di Mimoias. In prossimità del greto è presente il segnavia 202a, seguito immediatamente da un paio di pietre in cui si notano i segni bianco/rossi di riferimento del CAI; in questo punto, purtroppo, una striscia di materiale franato rasenta un vicino alveo secondario, il quale sembra invitare ad essere percorso parallelamente; questo non dev'essere fatto, perchè per riguadagnare la traccia ci si troverebbe costretti ad affrontare un ripido pendio erboso, il cui termine è localizzato alla base delle rocce della Cresta di Enghe, cioè oltre 200 metri più in alto. Purtroppo il sentiero, poco dopo il bivio succitato, non appare chiaramente, rendendo l'orientamento meno agevole. Per ritrovare l'ampia traccia pochi metri più avanti è necessario spostarsi verso ovest, aiutandosi con l'indispensabile cartina topografica di supporto. Particolarmente suggestivo risulta il tratto di sentiero 202a che precede l'arrivo al bivio per il passo Elbel, dominato dall'inconfondibile sagoma del campanile di Mimoias.

[il campanile di Mimoias dal sentiero CAI 202a]

[scorcio sul tratto di sentiero 202a che precede il bivio per il passo Elbel]

Per raggiungere il vicino passo, ove la vista si apre pure sul versante di Sappada, sono necessari pochi minuti.

[la vista sul versante sappadino]

Dalla quota di 1963 mt, stretti tra le imponenti pareti della Cresta di Enghe e delle Crete Brusade, si gode soprattutto l'esteso panorama in direzione sud, dominato dalle cime dei monti Bivera e Tiarfin.

[i monti Bivera, Clapsavon e Tiarfin da Passo Elbel]

Ridiscesi al bivio precedente si prosegue lungo il segnalato sentiero 315, che inizialmente rasenta il lato sud del campanile di Mimoias per poi immettersi nel pendio meridionale delle summenzionate Crete Brusade, caratterizzato dalla presenza dei pini mughi e da qualche porzione di materiale detritico;

[la val Pesarina dal sentiero CAI 315]

si deve porre un po' d'attenzione in corrispondenza di due passaggi in cui il sentiero attraversa dei solchi rovinati nei quali l'appoggio è reso malagevole dal fondo friabile. In seguito la traccia ridiviene comoda e prosegue a traversare verso oriente il versante, ridivenuto nel frattempo boscoso. Presso un'evidente apertura tra la vegetazione situata in corrispondenza di alcune rovine, si incontra il segnavia CAI 201 proveniente dal rifugio De Gasperi. Seguendo questa nuova direzione, si inizia una rapida discesa; ignorato il sentiero 203 per casera Mimoias si continua fino alla confluenza tra i sentieri 201 e 202 citata all'inizio, da cui è sufficiente percorrere a ritroso il tratto iniziale della camminata.


Riferimento temporale dell'escursione: dicembre 2007


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