BICI DA CORSA PREALPI CARNICHE Traversata della Val d'Arzino da Spilimbergo


Premessa:

 

Questo itinerario sembra fatto su misura per chi ama la tranquillità e gli ambienti selvaggi, rifuggendo con decisione le frastornanti arterie oramai violentate in modo sistematico dal continuo passaggio dei mezzi a motore. Incastonata nel cuore delle prealpi carniche, la Val d'Arzino è perfettamente in grado di unire all'aspetto sportivo il piacere di un'approccio escursionistico; offre diversi scenari, che possono essere meglio apprezzati in virtù di alcune peculiarità tra cui balza all'occhio -guarda caso- la limitatissima presenza di traffico veicolare riscontrabile durante l'intero svolgimento del percorso. Ma c'è dell'altro: fattori quali altitudine media, distanza coperta ed assenza di salite impegnative, si adattano perfettamente a chi intende riguadagnare la condizione di forma dopo la lunga stagione invernale.


 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

 

Spilimbergo – Baseglia – Gaio – Valeriano – Pinzano – Campeis – Bivio per Flagogna – Casiacco – Anduins – Cerdevol – Reonis – S. Francesco – Marins – Pozzis – Sella Chianzutàn.Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso dell'andata

 

 

Caratteristiche salienti del tracciato:

  • Località di partenza: Spilimbergo, 140 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 83,0 km
  • Quota massima raggiunta: Sella Chianzutàn, 955 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1200 mt
  • Pendenza massima rilevata: 9,6 %
  • Tempo di percorrenza indicativo: 3 h 15 min
  • Stagione consigliata: primavera/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:100.000 – Regione FVG
  • Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile

 


Descrizione dell'itinerario:

 

Raggiunto il paese dalla S.S. 464 si dirige la vettura verso Pinzano, lasciando alle spalle il centro storico: la partenza avviene dai pressi degli spazi adibiti a posteggio siti poco dopo l'incrocio con Via Maniago e Via Caterina Percoto.

 

Dapprima si procede in leggerissima salita attraverso il lungo rettilineo che attraversa le località di Baseglia e Gaio, quindi si impegna una serie di sali scendi (parzialmente protetti dall'ombra offerta dalla vegetazione), che caratterizzano questa parte iniziale della pedalata, in cui passano in rassegna i paesi di Valeriano e Pinzano. Lasciata sulla destra la strada per Flagona/Forgaria, presso l'evidente ponte sul torrente Arzino, si scende impercettibilmente per rasentare subito il cimitero di Casiacco, in seguito al quale la carreggiata riprende a salire, sebbene in modo blando. Dopo un esiguo tratto in falsopiano prende forza la breve ascesa per Anduins, lungo la quale è possibile effettuare il rifornimento d'acqua. Dopo aver superato questi pochi tornanti si lascia sulla sinistra la strada per Vito d'Asio e Clauzetto, continuando a salire ancora per alcune decine di metri; attraversato il paese, al cui termine compare la palestra di roccia, ci si approssima ad entrare nel vivo del percorso, poiché è da questo punto che avviene l'ingresso nella valle vera e propria.

 

Lo scenario cambia in modo evidente poiché la rotabile, posizionata sulla destra orografica, palesa d'un tratto lo stretto budello in cui si va introducendo ed il dislivello compiuto sinora: infatti, la discreta differenza di quota con il fondovalle appare in tutta la sua chiarezza. In quasi impercettibile discesa si superano una serie di gallerie, il cui fondo è spesso costituito da porfido. Man mano che ci si addentra il greto del torrente appare sempre più vicino, ma a colpire è soprattutto la pacifica solitudine che permea l'ambiente circostante, in netto contrasto con la realtà quotidiana a cui oramai si è purtroppo avvezzi. Con sorprendente rapidità si raggiunge l'abitato di San Francesco, ignorando le intersezioni per il monte Prat e Pielungo. Ciò avviene passando in rassegna borgate che paiono fuori dal tempo, ampie ed ombrose zone boschive a cui si alternano radure talvolta inaspettate e scorci ammalianti sul tumultuoso percorso del torrente Arzino, fedele e sorprendente compagno nella traversata di questa incantevole strada. Nelle vicinanze di San Francesco la valle si allarga, ma solo per un limitato tratto (che consente di apprezzare bene la verde piramide del monte Verzegnis), prima che avvenga nuovamente l'ingresso nel fitto del bosco. E' possibile rifornire la borraccia in paese oppure poco dopo, presso la bella fontana posta all'inizio dell'ascesa per sella Chianzutàn.

 

La prima parte di questa salita, dall'andamento non molto tortuoso, è prevalentemente aperta; a due isolati tornanti fa seguito un rettilineo, lungo il quale vengono attraversate un paio di brevi gallerie. Lasciati a sinistra i vicini bivi per Pozzis e la valle di Preone ci si immerge in una fitta faggeta. Mancano solo 4 km per raggiungere sella Chianzutàn, ovvero la mèta dell'itinerario; con cinque curve a gomito (riasfaltate di recente) la rotabile supera gli ultimi metri di dislivello, senza mai divenire eccessivamente ripida. L'ingresso nel tratto finale avviene in modo improvviso e spettacolare: il bosco cede quasi di netto il passo alle ampie radure poste ai piedi del gruppo del Verzegnis e del monte Piombada, ovvero le cime che racchiudono l'insellatura. La pendenza si attenua nelle ultime centinaia di metri, permettendo di effettuare un entusiasmante arrivo in volata. La quota massima (955 m) viene raggiunta nei pressi dell'esercizio pubblico (bar-ristorante), dopo circa due ore di percorrenza.

 

Per il ritorno si segue il medesimo itinerario, considerando che esso comporta il superamento di altri 200 m di dislivello.

 

Riferimento temporale dell'escursione: maggio 2008

 

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