MOUNTAIN BIKE ALTRE REGIONI Passo di Limo e rif. Fanes da Fiames

Premessa:

Si tratta di un itinerario che in molti conoscono, poiché spesso costituisce parte integrante ed essenziale nello svolgimento del lungo anello dei “cinque rifugi”: ad onor del vero si sottolinea che nell'ottica dell'epico giro appena citato la valle di Fanes viene normalmente attraversata in discesa, oltre tutto in modo così rapido da non renderle la giustizia che invece pienamente merita; percorrerla in sella alla mountain bike come proposto in questa sede comporta sicuramente un dispendio di energie notevole, ma consente di assaporare appieno le molte sfumature degli scenari unici che le appartengono. Detti luoghi possiedono infatti un fascino indescrivibile, che è impossibile rendere a parole; il modo migliore per capacitarsi di quanto possano essere meravigliose queste montagne (conosciute ed invidiate in tutto il mondo), è recarvisi di persona. La fatica sarà premiata non solo dai grandiosi panorami, ma anche dalla consapevolezza di aver portato a compimento un percorso selettivo, esaltato altresì dalla visita al frequentato ed accogliente rifugio Fanes; quest'ultimo, situato in una posizione davvero invidiabile, costituisce un valido punto di riferimento per molti escursionisti che si muovono all'interno del vasto parco naturale Fanes/Sennes/Braies.


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Fiames – Centro Visitatori – Sentiero 10/401 – Ponte Outo – Valle di Fanes – Sentiero 10 – Malga Fanes Grande – Sentiero 11 – Lago di Limo – Passo di Limo – rif. Fanes.

Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso dell'andata.

 

Caratteristiche salienti dell'escursione:

  • Località di partenza: Fiames, 1314 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 24,6 km
  • Quota massima raggiunta: Passo di Limo, 2170 mt s.l.m.
  • Dislivello: 985 mt
  • Tempo di percorrenza indicativo: 2 h 30 min
  • Stagione consigliata: estate
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 3
  • Impegno fisico: ridotto/discreto/medio/elevato/molto elevato
  • Livello tecnico: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile



Descrizione dell'itinerario:

Muovendo da Cortina in direzione di Dobbiaco lungo la S.S. 51, poco dopo aver lasciato alle spalle l'albergo Fiames, si incontra sulla sinistra il bivio per il Centro Visitatori; presa questa direzione si raggiunge con breve discesa l'area di sosta del suddetto, presso cui è possibile lasciare la vettura. Si inizia a pedalare verso nord lungo una rotabile asfaltata che consente dapprima di ammirare una bellissima cascata, quindi attraversa un bosco le cui specie vegetali salienti risultano evidenziate da tabelle didattico/descrittive;

[suggestiva cascata poco dopo il Centro Visitatori]

la traccia, con pendenza moderata, prende a descrivere un ampio arco in senso antiorario attorno alla base del Col Rosa, presentando anche una breve discesa; il segnavia di riferimento è il CAI 10, ma va precisato che non sussistono problemi di orientamento, poiché il percorso da seguire risulta sempre chiaro e ben marcato. All'altezza di un ponte sul rio Fanes, presso Pian di Loa, ha termine il tratto asfaltato. L'ampia pista punta ora in modo deciso ad ovest, divenendo gradualmente più impegnativa: prima di immettersi nella lunga e stretta valle di Fanes essa offre un altro passaggio degno di nota, localizzato in corrispondenza del Ponte Outo; questa struttura si affaccia in modo spettacolare verso il profondo e stretto canalone sul cui fondo scorre il rio Travenanzes, che poco più avanti confluisce nel già citato rio Fanes. All'indirizzo di coloro i quali desiderano compiere una breve digressione, si segnala che poco dopo il ponte è possibile raggiungere l'attacco del sentiero attrezzato preposto alla calata nel vicino baratro entro cui precipita la suggestiva cascata di Fanes. Tornati in sella ci si appronta a superare una severa salita, lungo la quale si deve lasciare sulla sinistra il segnavia 401; il largo sentiero risale il boscoso pendio rivolto a sud/est con alcune serpentine, quindi si inserisce tra le imponenti cime del Taburlo e del monte Vallon Bianco, che costituiscono l'estremità orientale delle dorsali delimitanti la valle di Fanes.

[lo spettacolare scenario che si presenta entrando nella Valle di Fanes]

Man mano che si avanza lungo il fondo della stretta valle il bosco dirada; questo aspetto permette di apprezzare delle amene vedute sui vicini rilievi ma nel frattempo il tracciato va facendosi ancor più impegnativo, in considerazione dell'aumentata acclività e della composizione a matrice detritica del fondo. Si pedala sulla destra orografica sino all'altezza del piccolo laghetto di Fanes, a cui segue un ponticello che in breve conduce di fronte ad uno steccato, il quale interrompe la continuità del sentiero: trattasi della staccionata in legno posta sul limitare del confine tra i parchi naturali Fanes-Sennes-Braies e delle Dolomiti d'Ampezzo. Superato questo ostacolo si prosegue a pedalare entro uno scenario che diviene man mano più ampio, grazie anche alla mutata conformazione della valle, fattasi nel frattempo più larga: in sostanza si va attraversando una vasta ed aperta spianata;

[il vellecolo che precede il tratto più impegnativo]

quest'ultima, oltre a concedere un gradito momento di tregua, rivela le imponenti pareti rocciose poste a ridosso su ambo i lati, che digradano con spogli accumuli di detriti o pendii ricoperti dagli abeti. Ci si appresta così ad affrontare il tratto più tecnico del sentiero; al termine di questa schiarita segue una decisa impennata lungo la quale è necessario districarsi tra pietrame e ciottoli, che contribuiscono in modo significativo a rendere più difficoltosa la pedalata. Si guadagna quota sensibilmente, venendosi a trovare presto entro l'ennesimo scenario suggestivo: alla propria destra si presenta un versante colonizzato dai baranci, mentre dalla parte opposta il suggestivo rio Fanes viene ad avvicinarsi decisamente al sentiero, il quale prende a rasentarne il greto. Una nuova sorpresa attende, presso il guado del piccolo corso d'acqua: la traccia si addolcisce immettendosi in una conca vastissima, in cui il panorama mozza il fiato.

[l'ingresso nell'ampio vallone che ospita malga Fanes Grande]

[stratificazioni rocciose presso il guado del rio Fanes]

Pedalando in falsopiano si mira verso la vicina struttura di malga Fanes Grande, ovvero in corrispondenza della confluenza con il sentiero 11 (la succitata costruzione è aperta ai visitatori: dal bivio, per raggiungerla, si deve effettuare una brevissima digressione lungo il sentiero 11).

[gli ultimi metri per malga Fanes Grande]

[Malga Fanes Grande]

Lasciata quindi sulla sinistra la traccia per la Capanna Alpina ed il rifugio Scotoni si risale la gola puntando a settentrione, fino a scollinare poche decine di metri prima dell'ingresso nell'ampio circo glaciale in cui si trova il Lago di Limo, ove è d'obbligo effettuare una sosta, per rendere omaggio alla suprema bellezza del luogo.

[particolare del tratto di sentiero 11 per il lago di Limo]

[il lago di Limo]

Un'ultima blanda salita consente di guadagnare il passo di Limo, cioè il punto altimetrico più elevato dell'escursione. La visuale si affaccia ora sul Vallone di Rudo, solcato lungamente dal rio San Vigilio. L'elegante imponenza delle cime che sovrastano i due piccoli rifugi occupanti la piana sottostante (Fanes e La Varella) è di quelle che non si scordano più per il resto della vita!

[Pian di Salines e Vallone di Rudo dalla discesa per il rifugio Fanes]

Con una ripida e breve discesa si giunge di fronte al frequentato rifugio Fanes, ponendo termine al percorso di andata descritto dell'itinerario, ma non certo alla fatica.

[il rifugio Fanes]

[capretta al pascolo presso il rifugio Fanes]

Il rientro presuppone infatti la percorrenza della stessa traccia sin qui utilizzata, il che comporta dover affrontare la durissima ascesa per il Passo di Limo. Dalla quota di 2060 mt si deve superare un dislivello di 110 mt: non si tratta di un valore elevato, ma l'ascesa non è delle più semplici, poichè il sentiero 10-11 esordisce subito in modo impegnativo. Ci si rende conto di guadagnare quota con una certa rapidità, ma non si deve perdere la concentrazione in vista della parte conclusiva, cioè la più difficile: il segnale che essa va approssimandosi è dato dal superamento dell'ultimo tornante (a 2124 mt s.l.m.), al quale segue un'erta davvero spietata, in cui la notevole pendenza si unisce ancora una volta alla non facile conformazione del suolo. Riguadagnato il passo le fatiche terminano; da questa stupenda posizione non resta che percorrere la ripida discesa per Fiames, ponendo attenzione alla presenza degli escursionisti a piedi ed alle insidie del fondo a matrice detritica che s'incontra lungo la prima parte, cioè fino alla staccionata che delimita il confine tra i due parchi naturali già citati nella presente descrizione.

[in discesa lungo la valle di Fanes]

La facile e breve risalita che segue Pian di Loa (cioè presso il tratto conclusivo dell'itinerario), non impensierisce; in circa due ore e mezza si rientra al punto di partenza, ponendo fine ad un giro eccezionale.


Riferimento temporale dell'escursione: ottobre 2006


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