BICI DA CORSA ALPI CARNICHE M.te Crostis da Tolmezzo

Premessa:

In Carnia non esiste solo lo Zoncolan: la lunga e difficile salita al monte Crostis, ovvero alla “panoramica delle vette”, non sfigura affatto se paragonata alle tre strade che servono il prospiciente comprensorio dalla spiccata vocazione turistica, nonchè dal nome più altisonante. Infatti, se si escludono le sole ascese allo Zoncolan da Ovaro e da Priola, è ben difficile reperire in regione un percorso impegnativo come questo; esso viene altresì esaltato dal notevole pregio paesaggistico, il quale si palesa grandiosamente non appena la rotabile esce dalla stupenda abetaia che ricopre quasi per intero il versante di Tualis. Il punto chiave della scalata è proprio costituito dagli ultimi chilometri in ambiente aperto, senz'altro i più spettacolari, ma anche i più difficili. Le altre salite proposte a compendio dell'itinerario, cioè entrambi i versanti di sella Valcalda, richiedono senz'altro un incremento sensibile di dislivello (che finisce per rendere quasi epica l'uscita), ma soprattutto permettono di evitare la trafficata e pericolosa S.R. 355 della Val Degano.

 

Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Tolmezzo – Caneva – Casanova – Terzo – Formeaso – Zuglio – Arta Terme – Sutrio – Cercivento – Zovello – Sella Valcalda – Ravascletto – Povolaro – Comeglians – Mieli – Noiaretto – Tualis – Malga Chiadinas (monte Crostis).

Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso dell'andata.


Caratteristiche salienti del tracciato:

  • Località di partenza: Tolmezzo, 323 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 89,2 Km
  • Quota massima raggiunta: Pendici del monte Crostis, 1980 mt s.l.m.
  • Dislivello: 2450 mt
  • Pendenza massima rilevata: 20,0 %
  • Tempo di percorrenza indicativo: 4 h e 40 min
  • Stagione consigliata: estate/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:100.000 – Regione FVG
  • Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile



Descrizione dell'itinerario:

Entrati a Tolmezzo dalla rotatoria posta all'intersezione tra le S.S. 52 e 52 bis si svolta a sinistra, quindi si prosegue per poche decine di metri, cioè fino a raggiungere l'area di sosta (trattasi di un piazzale sterrato) antistante alle attività commerciali localizzate sul lato opposto della carreggiata: è possibile lasciare la vettura in questa posizione. Si inizia a pedalare verso la piccola rotatoria di viabilità interna, all'altezza della quale va scelta la prima deviazione a destra; al termine del breve rettilineo che segue si svolta a sinistra (Km 0,5), seguendo le indicazioni per il confine italo – austriaco, quindi si avanza fino a raggiungere un semaforo (Km 0,8). Si procede ancora a sinistra, in direzione di Caneva; appena concluso l'attraversamento del ponte sul torrente But si scende sul lato destro (Km 1,2), deviando sulla strada per Zuglio che corre parallelamente alla S.S. 52 bis.

Segue un bel tratto in leggera ascesa, poco trafficato ed ideale per effettuare il riscaldamento preliminare. Al termine dell'abitato di Zuglio si deve effettuare un nuovo attraversamento del But, quindi immettersi nella S.S. 52 bis (Km 8,3) e muovere in direzione del Passo di Monte Croce Carnico.

Giunti all'altezza del bivio per Sutrio si svolta a sinistra, lasciando la trafficata Strada Statale (Km 14,8); dopo una curva secca che lambisce le costruzioni dell'abitato appare, sul lato sinistro, l'indicazione per il monte Zoncolan (Km 15,7), ma l'itinerario procede in direzione di Cercivento, all'altezza del quale inizierà la prima delle tre salite ivi proposte; essa, misurata dal bivio per Sutrio della S.S. 52 bis, consta di 8,1 Km al 5,3 % medio: i primi 4,5 Km risalgono blandamente il fondo della vallata e non risultano impegnativi. Poco più di 1 Km oltre il bivio per Cercivento di Sopra appare un ponte; ancora poche decine di metri e la pendenza registrerà un incremento, finendo di fatto per concentrare buona parte del dislivello lungo i seguenti 2,5 Km, in cui il valore medio si attesterà attorno al 9,5 %. Il superamento del piccolo abitato di Prepaulin è indice che mancano circa 1000 m al ponte sul rio Maior, presso il quale terminerà la parte impegnativa; il Km successivo si svolge senza alcun problema, permettendo di raggiungere sella Valcalda (959 m - Km 22,9), da cui prende il via la rapida discesa per Comeglians.

Giunti al termine della strada (Km 29,3), si svolta a destra, dando così inizio all'epica salita per il monte Crostis; si procede quasi in falsopiano per circa 1,5 Km, attraversando dapprima la breve galleria che segue all'incrocio e lasciando poco dopo a sinistra il bivio per la S.R. 355 (Km 29,8). Da questo punto restano da percorrere 14,8 Km prima di giungere a destinazione, lungo i quali verranno superati oltre 1400 m di dislivello, il che comporta un valore medio di acclività pari quasi al 10%! L'ascesa di cui trattasi, che può essere considerata la più spettacolare tra quelle sinora provate dal sottoscritto in regione, viene suddivisa in tre distinte parti.

La prima si svolge su carreggiata larga, avente ottimo fondo e pendenze mai troppo elevate, se si eccettua un breve tratto compreso tra Mieli e Noiaretto; nonostante la quota relativamente bassa, essa offre bellissime vedute sul Canale di Gorto e la Val Pesarina. Dopo aver passato l'abitato di Tualis (possibilità di rifornirsi d'acqua) la situazione muta drasticamente, determinando così l'inizio della seconda parte: la carreggiata diviene stretta, quindi si immette in una fitta abetaia, ma soprattutto registra un severo aumento della ripidezza, che fino a poco prima era sempre rimasta entro valori non impressionanti. Ben 18 tornanti attendono di essere superati, intervallando duri rettilinei in cui le pendenze si mantengono sempre elevate. Al manto stradale resosi meno pulito fa da contraltare l'ombra del magnifico bosco, che aiuta non poco a lenire le sofferenze. Durante questo tratto intermedio è nuovamente possibile fare rifornimento d'acqua. Poco prima di attestarsi sui difficili 3 Km conclusivi, la strada rivela qualche apertura in direzione delle stupende praterie che ammantano la sommità del massiccio del Crostis. In seguito ad un tornante destrorso posto al tredicesimo Km segue un rettilineo decisamente ripido, il quale annuncia che la parte conclusiva dell'ascesa è iniziata: essa si svolge in ambiente aperto, decisamente spettacolare, ma costituito da rettilinei spietati (punte del 20%), intervallati da strette e ravvicinate curve a gomito le quali, fortunatamente, consentono di rifiatare un pò. Eccezionale è la veduta apprezzabile dai pressi della Punta di Saffrucella, che spazia a perdita d'occhio su infinite cime, tra cui spiccano le dolomiti pesarine, poste in primo piano.

[panorama sulle Alpi Carniche dalla Punta di Saffrucella]

Poco prima dello scollinamento la ripidezza va gradualmente attenuandosi: dopo aver lambito i 2000 m di quota la strada scende, raggiungendo presto il bivio per malga Chiadinas (1934 m - Km 44,6), presso il quale il sottoscritto ha invertito la direzione.

[Malga Chiadinas ed il monte Pezzacul dalla quota massima]

[il proseguo della “panoramica delle vette”dalla quota massima]

Per chi lo desidera, si segnala comunque la possibilità di effettuare un anello in quota, proseguendo lungo la celebre "panoramica delle vette" per ulteriori 7 Km, di cui i primi 5 sono sterrati, fino ad incontrare la strada asfaltata che sale da Ravascletto, la quale verrà poi utilizzata per la discesa.

Per il rientro si percorre il medesimo itinerario; giunti a Comeglians (Km 59,9), resta da affrontare il versante ovest della Valcalda, il quale consta dei seguenti numeri: 6,4 Km al 6,2% medio, con quasi 400 m di dislivello. La prima parte, maggiormente soleggiata, risulta più impegnativa, anche in considerazione del parziale raffreddamento conseguente alla discesa, ma nel complesso la salita non presenta alcuna insidia. L'arrivo a sella Valcalda (Km 66,3) è preceduto da un tratto in falsopiano a cui si avvicenda il lungo rettilineo conclusivo.

Terminata questa ulteriore scalata si scende dal versante opposto, raggiungendo velocità notevoli. Poco dopo il bivio per Cercivento di Sopra la sede stradale inizia a piegare verso destra, in modo da reimmettersi nel Canale di S. Pietro parallelamente al torrente But. In breve si riguadagna il bivio di Sutrio da cui ha avuto inizio la prima ascesa, quindi si percorre a ritroso la strada già affrontata all'andata. In circa 30 minuti avviene il ritorno a Tolmezzo, presso l'area in cui è stata lasciata la vettura (Km 89,2).


Riferimento temporale dell'escursione: agosto 2008

 

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