BICI DA CORSA ALPI GIULIE Anello della Sella di Sompdogna

Premessa:

Si tratta di un itinerario suddiviso tra Alpi Giulie ed Alpi Carniche. Nell'ottica dell'intero percorso, i brevi ed inevitabili collegamenti da effettuarsi lungo la S.S. 13 non comportano particolare disagio, purchè vengano scelti gli orari ed i momenti idonei per pedalare. Comunque, ad imprimersi indelebilmente nei ricordi saranno tutt'altri aspetti: tra essi si annoverano senz'altro gli spettacolari panorami offerti dalle ascese proposte, ma anche il notevole impegno necessario per ultimarle. Paesaggisticamente la Val Dogna può definirsi una delle più belle salite della regione ma, in virtù del suo lungo sviluppo (oltre 36 Km sono troppi per essere percorsi a piedi), può essere goduta appieno soprattutto se attraversata in sella. Il ritmo dell'ascesa viene scandito da viste mozzafiato sulla lunga dorsale rocciosa che separa la Val Dogna dalla Val Raccolana, ove si trova Sella Nevea. La mole immensa, elegante e maestosa della parete settentrionale dello Jof di Montasio domina nettamente su tutto, ma la lunga traversata sa offrire anche molti altri scorci, che sarebbe un peccato non vedere almeno una volta nella vita! Anche la seconda ascesa non sfigura: il fascino delle selvagge Alpi Carniche orientali si manifesta ampiamente durante la salita per la sella di Cereschiatis, la cui conquista costituisce altresì il termine delle fatiche.


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:Moggio Udinese – Ovedasso – Roveredo – Villanova – Casasola – Chiusaforte – Dogna – Chiout di Puppe – Chiout di Gus – Chiout Zucuin – Chiout – Mincigos – Sella di Sompdogna – Mincigos – Chiout – Chiout Zucuin – Chiout di Gus – Chiout di Puppe – Dogna – Saletto – Pontebba – Studena Alta – Frattis – Aupa – Sella di Cereschiatis – Bevorchians – Dordolla – Grauzaria – Chiaranda – Pradis – Moggio Udinese


Caratteristiche salienti del tracciato:

  • Località di partenza: Moggio Udinese, 323 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 84,0 km
  • Quota massima raggiunta: Sella di Sompdogna, 1392 mt s.l.m.
  • Dislivello: 1915 mt
  • Pendenza massima rilevata: 16,0 %
  • Tempo di percorrenza indicativo: 4 h 10 min
  • Stagione consigliata: primavera/estate/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:25.000 – Foglio 18
  • Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile



Descrizione dell'itinerario:

Entrati a Moggio Udinese dalla S.S.13, si procede lungo la direttrice principale sino al bivio con la rotabile per Ovedasso, poco prima del quale sono presenti una piazzola di sosta ed una fontana. Seguendo l'indicazione per Ovedasso si inizia a pedalare attraverso il ponte sul torrente Aupa, in seguito al quale la stretta carreggiata prende a salire in modo discretamente impegnativo. Muovendo parallelamente al greto del Fella, in ambiente talvolta aperto, si raggiunge il primo abitato, affacciato sull'imponente versante settentrionale del monte Plauris (ottimo panorama dai pressi della chiesetta di S. Antonio Abate).

[San Antonio Abate ed il monte Plauris da Ovedasso]

Dopo un tratto in falsopiano rasente alle poche case la strada riprende a salire immediatamente, ma non per molto; infatti, appena lasciata la piccola frazione la pendenza si inverte. La discesa che segue, oltre al passaggio tra le poche abitazioni di Roveredo, presenta alcuni brevi guadi dal fondo lastricato, i quali suggeriscono di moderare la velocità (non tanto per la presenza dell'eventuale -ma comunque poca- acqua, quando per evitare il rischio di pizzicature). La confluenza nella S.S.13 avviene poco dopo un singolare passaggio al di sopra dell'imbocco di una doppia galleria della rete autostradale (Km 7,5).

Svoltando a sinistra si impegna il primo – e purtroppo inevitabile – tratto delle strada statale che rimonta il Canal del Ferro, passando in rassegna Chiusaforte (Km 10,3) ed il bivio per sella Nevea (Km 11,1). All'altezza del bivio per Dogna si abbandona la S.S. 13 (Km 15,3), quindi si scende per alcuni metri, prestando attenzione alle indicazioni per la Val Dogna; alla prima biforcazione va mantenuta la destra (Km 15,8) ed a quella immediatamente successiva la sinistra (Km 15,9); da questo punto, situato presso il ponte sul Fella, inizia la misurazione della lunga ascesa per la sella di Sompdogna.

La ex strada militare preposta a tale scopo attraversa tutta la valle regalando quasi sempre vedute spettacolari e passando altresì in rassegna numerose borgate caratteristiche. Non presenta mai pendenze elevate, anche se in alcuni tratti i valori si attestano su cifre prossime al 13%. A meno di un Km dalla partenza si attraversa la prima galleria, a cui segue una parte dall'andamento discontinuo di circa 4 Km, in cui le pendenze non trascurabili vengono interrotte da tratti defaticanti, costituiti da falsopiano o lieve contropendenza.

[lo Zuc dal Bor dal tratto iniziale della val Dogna]

Poi la salita diviene più omogenea, districandosi mediante alcune curve a gomito attraverso piccoli borghi in stato di abbandono. In seguito ad un'ulteriore breve discesa la scalata riprende in modo discretamente impegnativo, avvicinandosi a Mincigos. Il panorama verso la dorsale rocciosa disposta a meridione diviene sempre più imponente, mentre ci si approssima a guadagnare il decimo Km di salita.

[il versante nord del monte Cimone]

[la caratteristica doppia punta dello Jof di Montasio]

Segue un tratto relativamente blando, che si protrae per oltre 3 Km, quindi avviene l'ingresso nella fase conclusiva, costituita dagli ultimi 5 Km, i quali risultano i più spettacolari ma anche i più impegnativi, nell'ottica dell'intera escursione: in seguito al superamento di una piccola cappella la pendenza inizia a crescere in modo regolare, superando dapprima 4 ombrose curve a gomito ed un lungo rettilineo, quindi una serie di tornanti, i quali vanno inerpicandosi in ambiente aperto su materiale di origine detritica. La visuale si estende sempre più, permettendo di abbracciare buona parte della vallata.

[primo piano sulla cima dello Jof di Montasio]

Poco prima dell'arrivo a destinazione la rotabile va addolcendosi, rientrando momentaneamente nel bosco. Il manto bituminoso si esaurisce presso la sella di Sompdogna (1392 m – Km 34,1), da cui risulta visibile la malga omonima, recentemente adattata all'atività agrituristica, ma anche l'elegante sagoma dello Jof Fuart.

[malga Sompdogna dalla sella omonima]

[Nabois Grande e Jof Fuart da sella Sompdogna]

Nel compesso si può dire che le condizioni della strada risultano più che buone; le gallerie non costituiscono un problema, così come il traffico veicolare, davvero esiguo. Rientrati a Dogna con il medesimo itinerario (Km 52,3) si impegna per la seconda volta la S.S. 13, in direzione di Tarvisio.

[in discesa lungo la parte alta della val Dogna]

In moderata ascesa inizia l'avvicinamento a Pontebba, ove prenderà il via la salita conclusiva. Poco prima di raggiungere il paese è possibile abbandonare momentaneamente la S.S. 13, imboccando la deviazione sulla sinistra posta nelle vicinanze di Pietratagliata (Km 56,0); ripresa la S.S. 13 (Km 57,6) e percorsa la breve distanza che ancora separa da Pontebba, si devia a sinistra all'altezza del cartello stradale indicante tale paese (Km 58,7). Alla biforcazione successiva si mantiene la sinistra, seguendo le indicazioni per il passo Pramollo; immediatamente dopo aver attraversato il sottopasso della linea ferroviaria si piega ancora a sinistra, per guadagnare subito un crocevia (Km 60,4): la direzione da prendere è la prima a sinistra, come da indicazioni per Studena Alta.

Questa seconda ascesa misura poco meno di 7,5 Km, lungo i quali vengono superati oltre 500 m di dislivello. Il primo tratto, il più impegnativo, aggira il versante nord del monte Fortin, beneficiando parzialmente del riparo offerto dalla vegetazione arborea. A quota 728 m, poco prima di raggiungere Studena Alta, la carreggiata piega in senso antiorario, rivelando la bellezza di questa valle tranquilla e luminosa. La parte compresa tra Studena Alta e Frattis consente di defaticare un po', mentre appare uno scorcio stupendo sui pinnacoli dolomitici delle crete di Gleris, visibile al meglio nella zona precedente Frattis e Aupa, presso la quale vi sono le indicazioni per la pista da fondo della val Gleris. Lasciati alle spalle gli abitati la strada rientra nel bosco; con le ultime serpentine si perviene in corrispondenza della sella di Cereschiatis (1066 m – Km 67,8), presso cui è posizionata un'evidente indicazione per il complesso agrituristico di malga Glazzat alta.

La lunga ma veloce discesa per Moggio Udinese avviene su buon fondo; alla poco panoramica parte iniziale si avvicendano in seguito colpi d'occhio spettacolari sul gruppo del Sernio/Grauzaria, con primo piano sulla famosa sfinge, che pare osservare con serafico distacco chiunque transiti ai suoi piedi.

[Sernio e Creta Grauzaria dalla discesa per Moggio Udinese]

La parte conclusiva della discesa registra un decremento della pendenza, il quale impone l'uso dei pedali: approfittando così per defaticare si coprono gli ultimi Km, culminando nel centro di Moggio Udinese. Da qui, mantenendo la direzione principale, avviene subitaneamente il rientro al punto di partenza (Km 84,0).

Riferimento temporale dell'escursione: luglio 2008

 

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