BICI DA CORSA ALPI CARNICHE M.te Zoncolan da Tolmezzo

Premessa:

Quale ciclista non vorrebbe poter vantare di aver superato questa sfida? Si, proprio di sfida stiamo parlando, inutile girarci intorno. Non si tratterà della salita più bella della regione (la Val Dogna ed il monte Crostis senz'altro la superano in fatto di spettacolarità), ma il suo fascino e la sua storia parlano da sole: si tratta infatti di una delle ascese più dure d'Italia – e non solo – senz'altro la più estrema della regione. Si può capire come mai attiri diversi appassionati, ansiosi di cimentarsi con quello che può definirsi un mito, un sogno: lo Zoncolan da Ovaro. Qualsiasi altra parola appare del tutto superflua; l'unico modo per rendersi conto di quanto difficile sia scalare il monte da questo versante è provare. Ogni singolo metro di asfalto è una conquista, che mette a dura prova la resistenza e la forza di volontà: alla fine però, oltre alla grande soddisfazione personale per l'impresa compiuta, si verrà ripagati dalla vista che l'invidiabile posizione occupata da sella Zoncolan offre sulle vicine Alpi Carniche. In questa sede si è cercato, per quanto possibile, di proporre un anello avulso alle principali strade di comunicazione (divenute oramai pericolose per il volume di traffico e per la condotta di alcuni automobilisti), anche a costo di dover aggiungere altre “portate” al già ricco “piatto principale”.


Sviluppo per punti principali in ordine di percorrenza:

Tolmezzo – Caneva – Casanova – Terzo – Formeaso – Zuglio – Arta Terme – Sutrio – Cercivento – Sella Valcalda (Ravascletto) – Povolaro – Maranzanis – Cleulis – Liariis – Ovaro – Liariis – Monte Zoncolan – Baita Cocul – Baita da Rico – Priola – Noiariis – Arta Terme – Zuglio – Formeaso – Terzo – Casanova – Caneva - Tolmezzo


Caratteristiche salienti del tracciato:

  • Località di partenza: Tolmezzo, 323 mt s.l.m.
  • Lunghezza percorso: 73,3 km
  • Quota massima raggiunta: Sella Zoncolan, 1750 mt s.l.m.
  • Dislivello: 2020 mt
  • Pendenza massima rilevata: 21,0 %
  • Tempo di percorrenza indicativo: 3 h e 45 min – 4 h
  • Stagione consigliata: primavera/autunno
  • Cartografia: Tabacco 1:100.000 – Regione FVG
  • Livello di difficoltà: facile/medio/impegnativo/difficile/molto difficile



Descrizione dell'itinerario:

Entrati a Tolmezzo dalla rotatoria posta all'intersezione tra le S.S. 52 e 52 bis si svolta a sinistra, quindi si prosegue per poche decine di metri, cioè fino a raggiungere l'area di sosta (trattasi di un piazzale sterrato) antistante alle attività commerciali localizzate sul lato opposto della carreggiata: è possibile lasciare la vettura in questa posizione. Si inizia a pedalare verso la piccola rotatoria di viabilità interna, all'altezza della quale va scelta la prima deviazione a destra; al termine del breve rettilineo che segue si svolta a sinistra (Km 0,5), seguendo le indicazioni per il confine italo – austriaco, quindi si avanza fino a raggiungere un semaforo (Km 0,8). Si procede ancora a sinistra, in direzione di Caneva; appena concluso l'attraversamento del ponte sul torrente But si scende sul lato destro (Km 1,2), deviando sulla strada per Zuglio che corre parallelamente alla S.S. 52 bis.

Segue un bel tratto in leggera ascesa, poco trafficato ed ideale per effettuare il riscaldamento preliminare. Al termine dell'abitato di Zuglio si deve effettuare un nuovo attraversamento del But, quindi immettersi nella S.S. 52 bis (Km 8,3) e muovere in direzione del Passo di Monte Croce Carnico.

Giunti all'altezza del bivio per Sutrio si svolta a sinistra, lasciando la trafficata Strada Statale (Km 14,8); dopo una curva secca che lambisce le costruzioni dell'abitato appare, sul lato sinistro, l'indicazione per il monte Zoncolan (Km 15,7), ma l'itinerario procede in direzione di Cercivento, all'altezza del quale inizierà la prima delle salite ivi trattate; essa, misurata dal bivio per Sutrio della S.S. 52 bis, consta di 8,2 Km al 5,3 % medio: i primi 4,5 km risalgono blandamente il fondo della vallata e non risultano impegnativi. Poco più di 1 Km oltre il bivio per Cercivento di Sopra appare un ponte; ancora poche decine di metri e la pendenza registrerà un incremento, finendo di fatto per concentrare buona parte del dislivello lungo i seguenti 2,5 km, in cui il valore medio si attesterà attorno al 9,5 %. Il superamento del piccolo abitato di Prepaulin è indice che mancano circa 1000 m al ponte sul rio Maior, presso il quale terminerà la parte impegnativa; il Km successivo si svolge senza alcun problema, permettendo di raggiungere sella Valcalda (959 m – Km 23,0), da cui inizia la veloce discesa verso Comeglians.

Poco prima di entrare in paese, presso il tornante destrorso recante l'indicazione per Maranzanis, si impegna la stretta rotabile per Cleulis (Km 28,5); la scelta di tale strada consente di giungere in modo diretto a Liariis, tagliando completamente la S.R. 355 della Val Degano, ma richiede molto più impegno rispetto all'opzione che qui si propone di evitare: infatti, dopo aver raggiunto in modo facile il piccolo paese di Maranzanis (tenersi sulla sinistra al bivio), essa si inasprisce in modo improvviso, stagliando davanti la prima delle ripidissime rampe da cui è costituita. I valori prossimi al 20 % vengono, in alcuni casi, resi ancor più difficoltosi dalle pessime condizioni dell'asfalto, ma la ciclabilità della carreggiata si mantiene generalmente entro livelli accettabili; l'opportunità per rifiatare è data da due lievi contropendenze ma il dislivello da superare non è comunque elevato. Attraversato il centro di Clavais si piega a destra, in corrispondenza del piazzale, quindi si scende rapidamente fino a Liariis, culminando così presso l'incrocio con la strada che sale da Ovaro (Km 32,8); di fronte, apparentemente innocuo, fa capolino tra le case l'imbocco della rotabile per il monte Zoncolan.

Prima di intraprendere questa direzione però, si deve scendere ad Ovaro e prepararsi a risalire: a giustificare detto suggerimento, che può apparire poco sensato, ci pensa la fama con cui è arcinota questa autentica sfida: stiamo parlando dello “Zoncolan da Ovaro”! Che impresa sarebbe se l'ascesa non iniziasse proprio da questo paese? Raggiunto l'incrocio con la S.R. 355, all'altezza degli uffici postali di Ovaro (Km 34,4), si inverte la direzione: inizia così la prima delle tre parti di cui questa salita è costituita. Il motivo per il quale si suddivide in distinti tronconi il percorso è legato a ragioni oggettive, che risulterano evidenti man mano che si avanza. Il primo tratto da Ovaro a Liariis misura 1,6 Km e non registra pendenze proibitive: consente quindi di scaldare un pò le gambe in vista del durissimo proseguo che attende. Dopo aver superato quasi 150 m di dislivello si guadagna nuovamente l'incrocio del paese, presso cui è possibile effettuare il rifornimento d'acqua (Km 36,1).

Con la svolta a destra prende il via la seconda, terribile parte: dopo un breve tratto in falsopiano (l'unico facile), si staglia di fronte un impressionante rettilineo, che a guardarlo pare un muro; ebbene, si tratta solo del primo di una lunga serie e neppure del più difficile. Attendono 6 Km al 15 % medio, lungo i quali i soli momenti di respiro sono costituiti dagli sporadici e brevi tornanti che collegano questi drittoni micidiali. Le pendenze massime si attestano attorno al 20-21 %. Il battito cresce sensibilmente, stabilizzandosi ben presto su valori elevati, mentre il sudore prende a sgorgare copioso. In occasione del Giro d'Italia del 2007 sono state apposte delle targhe lungo la salita, riportanti le immagini di molti campioni del ciclismo (appartenuti a diverse epoche), nonchè le distanze progressive. Il bosco che cinge la strada non sempre riesce a mitigare lo sforzo con la sua ombra, proprio in conseguenza ai tagli effettuati in occasione del Giro summenzionato. In compenso le condizioni del manto bituminoso, rifatto per l'occasione, sono ottime. Quando l'abetaia inizia progressivamente a cedere spazio alla radura il morale può crescere, poichè significa che manca circa 1 Km al termine della seconda parte; essa può considerarsi conclusa una volta superato il bivio per malga Pozof.

La terza parte inizia in modo piuttosto blando, presentando una lieve contropenzenza, in seguito alla quale segue un breve strappo impegnativo; terminato quest'ultimo appare la prima delle tre gallerie da attraversare; si deve porre attenzione a questi stretti ed umidi cunicoli, nonostante il loro fondo sia stato cementato di recente: l'impianto di illuminazione automatico infatti, non si è attivato durante l'attraversamento. Fortunatamente la relativa brevità e l'andamento rettilineo delle gallerie consentono ugualmente il passaggio, generando pure una curiosa sensazione. Tornati allo scoperto si deve recuperare la concentrazione in vista degli ultimi quattro tornanti, i quali ripropongono senza troppi complimenti le pendenze estreme già verificate in precedenza. Si tratta però dell'ultimo ostacolo che ancora separa dalla mèta: essa appare oramai dinnanzi agli occhi, rinvigorendo così in modo energico la motivazione personale. Una volta conquistata la sella (1750 m – Km 45,5) merita fermarsi, non solo per concedersi dei legittimi minuti di riposo, ma anche per ammirare lo scenario alpino circostante, davvero maestoso. I numeri dell'ascesa appena conclusa sono: 10,5 Km, 1200 m di dislivello ed una pendenza media dell'11,5 %.!

La discesa avviene lungo l'opposto versante; dopo circa 3 Km in ambiente aperto, su stretta e ripida rotabile (attenzione) si raggiunge la baita "al Cocul"; lasciato a destra il bivio per Priola si prosegue nell'attraversamento del comprensorio sciistico, il quale si esaurisce presso l'ampia rotatoria posta nelle vicinanze della baita "da Rico". Da questo punto la carreggiata si allarga notevolmente, permettendo di compiere un'agevole e veloce picchiata in direzione di Sutrio. Giunti quasi a fondovalle si abbandona la strada principale presso l'ampio tornante sinistrorso ove si trova l'indicazione per Priola (Km 57,7); dopo una breve perdita di quota si confluisce nella strada che collega Sutrio a Priola (Km 58,9), quindi si risale per pochi metri, passando a fianco della chiesa di Ognissanti. Si digrada nuovamente, mantenendo la sinistra presso il bivio con la stradina che entra tra le case (e conduce verso la durissima salita al monte Zoncolan), quindi si guadagna l'abitato di Noiariis, ove è possibile effettuare il rifornimento d'acqua. In breve si riprende la S.S. 52 bis (Km 60,9), nella quale si rimane fino alla deviazione per Zuglio; presso il ponte sul But (Km 65,0) si abbandona la S.S. 52 bis, apprestandosi a rientrare a Tolmezzo (Km 73,3) con il medesimo itinerario dell'andata.


Riferimento temporale dell'escursione: settembre 2008

 

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